CONGRESSI, LAVORATORI SUL CHI VA LA’

Tornano a parlare del progetto sul “loro posto di lavoro” i dipendenti dello stabilimento balneare e del centro congressi della società Viareggio Versilia Congressi ed affidano alla RSU ed alla CGIL di Viareggio le loro preoccupazioni. L’occasione è stata una nuova assemblea sul progetto presentato alcune settimane or sono dal liquidatore della società Riccardo Cima con il Sindaco di Viareggio che si è svolta dopo gli incontri avuti dallo stesso Cima con le associazioni imprenditoriali prima e con i sindacati il 13 ottobre scorso. Le preoccupazioni derivano da un sostanziale immobilismo che segue gli entusiasmi iniziali suscitati dalla presentazione del progetto e questo nonostante i giudizi positivi emersi negli incontri con le associazioni datoriali e con le organizzazioni sindacali. I lavoratori sono preoccupati dalle notizie stampa in merito alle ipotesi di un nuovo centro congressi in Versilia, così come del non averne visto traccia nelle informazioni stampa relative alla presentazione del nuovo regolamento urbanistico. Per questo chiedono agli esponenti politici di passare dalle parole di lode ai fatti, in particolare al Sindaco di portare il progetto alla discussione del Consiglio Comunale avviando, come già richiesto, un iter di coinvolgimento istituzionale (Provincia e Regione) per affrontare in concreto la realizzazione del progetto stesso. Questo è senz’altro in grado di attivare un meccanismo virtuoso per l’economia di Viareggio, così come di riqualificare una porzione importante e storica della città. La Merlin Entertaiment – società leader mondiale dell’intrattenimento ed interessata alla realizzazione del Sea Life negli attuali spazi del Centro Congressi – può garantire un flusso di oltre 100000 presenze l’anno, con le relative ricadute occupazionali e turistiche.”E’ necessario cogliere al volo questa occasione – afferma il segretario della Camera del Lavoro di Viareggio Paolo Bruni -, con la crisi che c’è in giro gli investitori non si trovano dietro l’angolo e sarebbe scellerato farsi sfuggire l’occasione”.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

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Published in: on ottobre 22, 2011 at 9:30 am  Lascia un commento  
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“LAVORATORI, DIRITTI SOTTO ATTACCO”: L’ALLARME DI CGIL

Sciopero generale, oggi. In tutta Italia. E anche, ovviamente, nella provincia di Lucca. “Perchè a pagare la crisi – tuona il segretario provinciale della Filcams Cgil Massimiliano Bindocci – deve essere chi l’ha provocata, ed è inaccettabile l’inserimento nella manovra del Governo, di norme distruttive dei diritti sul lavoro, come l’attacco al contratto nazionale, l’abolizione di fatto dell’articolo 18, la legittimazione retroattiva dei contratti separati. Queste norme vanno cancellate, non solo perché ingiuste e sbagliate ma anche perché aprono, di fatto, alla demolizione della costituzione materiale di questo Paese”. Un ritorno indietro, quanto a diritti, di circa 60 anni e il fatto che la manovra economica sia utilizzata da pretesto da questo governo per togliere la dignità ai lavoratori, secondo il sindacalista, è grave. “La possibilità di derogare con i contratti aziendali e territoriali ai contratti nazionali ed alla legge è veramente preoccupante – aggiunge Bindocci intervistato ieri mattina da Il Nuovo Corriere nel suo ufficio alla Camera del Lavoro di Viareggio -, perché con il ricatto occupazionale alcuni sindacati potrebbero firmare anche deroghe all’articolo 18”. Il fatto che anche sul licenziamento (ad eccezione per quello discriminatorio, per matrimonio o per gravidanza) si possano fare accordi in deroga alla legge, è ovviamente una norma fatta apposta per derogare all’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, cioè a quella legge 300 del 1970 che impone, per le aziende sopra i 15 dipendenti, il reintegro nel posto di lavoro in caso di licenziamento senza giusta causa o giustificato motivo. Proprio recentemente sono state vinte delle cause con Pam, Metro e Carrefour, che hanno previsto la reintegra del lavoratore ingiustamente licenziamento. “Si apre in questo modo un varco ad ipotesi di contrattazione dove le aziende potranno chiedere cose fino ad ieri inesigibili – precisa il segretario provinciale – ed alcuni sindacati magari farsi belli per aver firmato cose del genere. Noi in Filcams sappiamo bene come si lavora in realtà dove non c’è il sindacato e che lavorano sotto i 15 dipendenti”. Ora, con le modifiche apportate dalla maggioranza in commissione Bilancio al Senato all’articolo 8 del decreto, un accordo a livello aziendale o territoriale, raggiunto a maggioranza dai sindacati più rappresentativi, sarà sufficiente anche per licenziare. “Da segnalare però – afferma Bindocci – che grazie all’opposizione è stato eliminato il comma che estendeva la facoltà di tenere aperti gli esercizi commerciali senza limiti di orario dalle località turistiche a tutte le città e che ad oggi, ma qui le notizie ballano ogni giorno, sono salve le feste laiche ( il 1° maggio, il 25 aprile e il 2 giugno non verranno accorpate alla domenica)” . Niente da fare, invece per le feste patronali: resta solo quella di Roma. Leggendo la manovra del Governo crescono ogni ora per chi lavora nel turismo e nel commercio, sopratutto donne penalizzate in modo particolare dalla riforma del sistema pensionistico le ragioni dello sciopero indetto dalla Cgil per oggi ed aumentano le adesioni alle diverse iniziative territoriali.

Preoccupati, ma altrettanto battaglieri, i sindacalisti della Fiom: “oggi ci sarà una grande risposta di piazza – ne è certo Massimo Braccini – con una presenza massiccia. Dal canto nostro abbiamo già stipulato alcuni contratti aziendali – con Azimut, Landucci e Ponzi – per cui è proibito derogare al CCNL”. E nelle aziende, di tutti i settori, dove non è presente la Cgil? “Peggioreranno i diritti, i lavoratori saranno sottomessi, per orari, mansioni, permessi, ferie, e licenziamenti”. Quello che si preannuncia è un autunno caldo. La posizione del sindacato è infatti rigida e la battaglia è appena iniziata.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Published in: on settembre 6, 2011 at 9:10 am  Lascia un commento  
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ALBERGHI E BAGNI, I CONTRATTI NEL MIRINO: INCONTRO IN CGIL

Incontro in CGIL a Viareggio stasera alle 21 per i lavoratori dei settori turistici della Versilia: tema dell’assemblea il rinnovo dei contratti territoriali. Attualmente ci sono tre accordi territoriali integrativi uno del settore alberghi della Versilia, uno dei pubblici esercizi provinciale ed uno degli stabilimenti balneari: “alcuni di questi – spiega Massimiliano Bindocci della Filcams-Cgil – sono accordi obsoleti, risalgono agli anni 70, mentre quello relativo ai bagnini è del 2005”. Si rende opportuno dunque iniziare una stagione di rinnovi perchè il settore necessita un adeguamento di regole e di istituti economici, ma anche di tutelare meglio le esigenze della sicurezza, della formazione, della tutela del lavoro femminile, e soprattutto del mercato del lavoro: “infatti – precisa il sindacalista – pur essendo un settore che ambisce alla qualità, le esigenze della stagionalità, le regole di un mercato del lavoro selvaggio, e la diffusione di aziende familiari e piccole come organici, fanno si che il precariato sia il problema centrale”. In Versilia si tratta comunque di un settore trainante che occupa soprattutto d’estate migliaia di addetti, ma che quando viene trattato dalle istituzioni vede i dipendente poco considerati se non dimenticati, “ e le parti datoriali si arrogano l’intera rappresentanza della categoria”. La necessità di aggiornare gli integrativi è poi dettata dal CCNL che unitariamente è stato firmato lo scorso anno, e che attribuisce un premio territoriale da concordare. Le controparti sono già state contattate formalmente con l’invio delle piattaforme, adesso inizia la trattativa pertanto è opportuno che si crei tra chi lavora la consapevolezza dell’importanza di questo momento. L’assemblea è rivolta agli addetti di bar, ristoranti, alberghi e stabilimenti balneari, l’integrativo di chi lavora nelle mense aziendali e nelle sale Bingo sarà fatto in autunno.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia) 

Published in: on luglio 26, 2011 at 7:10 pm  Lascia un commento  
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POLO NAUTICO, LA CGIL VA SULL’AVENTINO:”NON E’ STATA SVOLTA UNA VERIFICA COMPLETA DEGLI IMPEGNI CHE LA SOCIETA’ HA ASSUNTO

Polo Nautico, ancora nulla di fatto. Sottoscrivere accordi durante la crisi non è sicuramente facile. In merito alla lettera che la Fiom ha indirizzata lo scorso 17 novembre al sindaco Luca Lunardini, con copia anche all’assessore Antonio Cima, avente ad oggetto la ricostruzione storica degli atti relativi alla concessione demaniale ex Sec, Massimo Braccini e Lamberto Pocai, rispettivamente segretario provinciale e segretario versiliese dei metalmeccanici, non sono soddisfatti: “non è stata svolta una verifica completa degli impegni che la società ha assunto nei confronti delle istituzioni a partire dal Comune, delle OO.SS. e dei lavoratori, come abbiamo concordato con l’Amministrazione Comunale Pertanto oltre a svolgere alcune osservazioni in merito al contenuto della lettera riproponiamo tutte le questioni che abbiamo già più volte sollevato e che non sono state considerate nella lettera”. “L’accordo – come hanno sottolineato i due sindacalisti – si fa in tre, Comune, Parti Sociali e Aziende, previa verifica dei punti essenziali, che partono dalla tutela dei lavoratori, cosa questa che dall’atteggiamento di Polo Nautico sembra diversa, visto che è evidente che la società, contrariamente a quanto convenuto, intenda ridimensionare continuamente la presenza dei lavoratori con diritti e tutele sostituendoli con altri specie degli appalti senza diritti, tutele e salari più bassi ed in coerenza con questa strategia rifiuti di definire un accordo che omogeneizzi le condizioni di tutti i lavoratori operanti nell’area”. I punti fermi per la Fiom sono, oltre la verifica dell’ attuazione completa del piano di recupero con relative varianti, incluse la mensa – o “la non mensa”, visto che allo stato dei fatti ancora non esiste -, uffici, servizi consortili – portineria portineria, servizi antincendio, vigilanza, viabilità, gestione dei rifiuti -, prolungamento della banchina, la portata del travel lift, il carrello portata variabile, il cablaggio, il piano pilota e le nuove aree della zona DR4. “Ovviamente – ha precisato Pocai – essenziale è la verifica dell’accordo relativo al personale, per l’’omogeneizzazione dei trattamenti normativi ed economici dei lavoratori operanti nell’area, l’applicazione del Ccnl industria metalmeccanici a tutte le imprese di Polo Nautico e la garanzia del minimo del numero dei dipendenti di Polo Nautico di 92 unità, oggi diventate 53. E prima di sedersi a un tavolo di concertazione l’invito al Comune è di procedere al da farsi: “Accordi che siano delle “pattumate” non ne firmiamo – ha sottolineato la RSU Daniele Dinelli -, in dieci anni di Polo Nautico abbiamo fatto oltre 5 anni di Cassa Integrazione, la Darsena cantieristica trasuda di solidarietà, anhe se cercano di dividerci, e non saremo complici come non lo siamo mai stati”.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Published in: on novembre 30, 2010 at 8:30 am  Lascia un commento  
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“MAI COSI’ TANTI CASSAINTEGRATI COME IN QUESTO PERIODO”, L’ALLARME DEL SEGRETARIO DELLA CAMERA DEL LAVORO DELLA VERSILIA: LAVORATORI E STUDENTI ANDRANNO A ROMA PER PROTESTARE CONTRO IL GOVERNO

Il futuro è dei giovani e del lavoro. E con questo slogan, il 27 novembre a Roma, migliaia e migliaia di lavoratori e studenti si ritroveranno nella capitale alla manifestazione nazionale organizzata dalla Cgil, con cortei che partiranno alle 9.30 della mattina da piazza della Repubblica e da piazzale dei Partigiani per confluire a piazza San Giovanni per il comizio finale. Sono 25 i pullman già prenotati da tutta la provincia di Lucca, con partenze, per la Versilia, da Pietrasanta al terminal bus, da Camaiore davanti alla piscina comunale e da Massarosa alla piazza del mercato a mezzanotte e da Viareggio alla stazione vecchia a mezzanotte e mezzo. “La mobilitazione della Cgil in piazza continua – come ha annunciato ieri mattina il nuovo segretario della Camera del Lavoro di Viareggio Paolo Bruni -, e questa volta uniti”. Cgil e “Cgil che vogliamo” insieme per rimettere al centro il lavoro, i suoi diritti e la contrattazione, e non solo: “cambiare la politica del Governo, esigere sviluppo, equità e giustizia sociale, imporre scelte che facciano uscire l’Italia dalla crisi, reclamare una diversa politica economica e sociale e rivendicare risposte”. “ I punti della mobilitazione sono tanti, la crisi non è finita – ha precisato Bruni -, e occorre rivendicare una politica che a fronte dell’aumento abnorme della disoccupazione, e della povertà, preveda una redistribuzione in favore delle classi meno abbienti, i lavoratori e i pensionati, che oggi sono vittime di manovre che privilegiano le rendite e le transazioni finanziarie”. I dati della cassa integrazione sono da record negativo assoluto, “mai toccate punte così alte”. E sono i numeri a parlare, sia per il 2009 che il 2010, nel periodo che va dal gennaio all’ ottobre: cifre che fanno paura, con la cassa integrazione in deroga passata in un solo anno da 3 a 17 milioni di ore a livello regionale, e da 0,13 a 1,4 a livello provinciale. E di questa beneficiano solo le piccole aziende. “Una svolta è possibile e dobbiamo esigerla – ha affermato il responsabile versiliese del sindacato, noi le nostre proposte, come quella di aumentare da 52 settimane a due anni la cassa integrazione ordinaria, le avevamo lanciate già un anno fa, ora urge cambiare queste politiche sbagliate del Governo, che hanno fatto solo crescere le differenze tra le persone, chiedendo sacrifici a chi ha poco, e non intervenendo su chi ha molto”. L’attacco ai diritti, i tagli di posti, l’impoverimento non sono più tollerabili e se dopo il 27 novembre le cose non cambieranno la Cgil è pronta allo sciopero generale, oltre che ad altre forme di protesta. Intanto, in vista dell’appuntamento di Roma, sono in programma iniziative locali, come una serie di assemblee nei posti di lavoro, la presenza di presidi e di volantinaggi nelle piazze e un attivo di tutti i quadri del sindacato alla Croce Verde del Lido di Camaiore.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Published in: on novembre 18, 2010 at 9:00 am  Lascia un commento  
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CGIL VERSILIA, E’ SCONTRO APERTO TRA ANTONIOLI E ROSI: NEL MIRINO LE SCELTE DELLA SEGRETERIA PROVINCIALE, “SONO STATI FATTI FUORI TRE DIRIGENTI DELLA MINORANZA”

“Solo capace di offendere”, non si fa attendere la risposta di Andrea Antonioli della “Cgil che vogliamo” dopo le dichiarazioni della segretaria generale Rosanna Rosi in merito alla querelle della nomina del nuovo segretario versiliese Paolo Bruni. “Secondo un costume purtroppo in uso nella politica italiana anche la segretaria della Cgil di Lucca accusa gli altri di ciò che lei sta facendo – si legge nella nota – , al congresso i lavoratori hanno votato su due documenti nazionali chiedendo l’unità della Cgil ed al congresso provinciale l’unità tra le due aree ha prodotto un documento unitario e l’elezione unanime della stessa Rosi. E’ lei che non rispetta il mandato che i lavoratori hanno dato al congresso rompendo il patto per il governo unitario e quindi escludendo un pezzo dell’organizzazione e i dirigenti non omologati alla sua area”. Affermare che la nomina di Bruni a responsabile della Versilia è una scelta calata dall’alto,senza passare dal Coordinamento di zona, “è ciò che anche Rosi conferma”, scrive Antonioli: “hanno presentato e fatto votare al direttivo provinciale un “piano di risanamento” (bisogna risanare ma stando ben attenti a non ricercare le cause e le responsabilità di questa situazione), e per ragioni economiche, come abbiamo denunciato, hanno scelto Bruni, scavalcando completamento gli organismi di rappresentanza della Versilia a cui era affidato il ruolo di presentare la proposta. Non è questa una prevaricazione?”. Considerare Bruni il commissario liquidatore, precisa l’ex segretario della Camera del Lavoro di Viareggio, deriva dal fatto che “questo atto avviene dopo ripetute iniziative tese ad indebolire politicamente ed organizzativamente la Cgil in Versilia ed oggi l’imposizione di un segretario estraneo alla realtà versiliese rischia di essere il colpo di grazia e non potevamo subire in silenzio”. “Non siamo interessati unicamente alla propria posizione – sottolinea Antonioli -, in barba al rigore e al risanamento sono stati inseriti nella segreteria provinciale due funzionari provenienti dal regionale e il risultato è che sono stati fatti fuori tre dirigenti della minoranza e occupata interamente dalla maggioranza la segreteria provinciale Cgil, la Filctem e la zona della Versilia, senza nessun ragionamento sul merito delle persone e sul lavoro svolto”. “Invece di pianificare a tavolino l’occupazione di tutta la Cgil, in barba alla democrazia, – conclude il rappresentante della “Cgil che vogliamo” – la segretaria provinciale e l’intera segreteria farebbero bene a guardarsi intorno, sabato a Roma c’erano con la Fiom centinaia di migliaia di lavoratori e di cittadini, quattro pullman sono partiti anche dalla Versilia, ma della segreteria provinciale della Cgil non c’era nemmeno l’ombra”.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Published in: on ottobre 19, 2010 at 8:30 am  Lascia un commento  
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“ACCUSE GRAVI, FALSE E SCORRETTE”, REPLICA DELLA SEGRETARIA ROSI ALLE DICHIARAZIONI DEI TRE ESPONENTI DI “CGIL CHE VOGLIAMO”

“I lavoratori della Versilia possono stare certi che non saranno gli interessi di pochi a condizionare la nostra attenzione e attività su quel territorio”. Questa la replica della segretaria della Cgil Lucca Rosanna Rosi alle pesanti accuse di Andrea Antonioli, Lamberto Pocai e Gabriele Ciucci della “Cgil che vogliamo” in merito alla nomina di Paolo Bruni a segretario versiliese. Dichiarazioni, quelle dei tre sindacalisti, ritenute dalla Rosi gravi, false e scorrette: “gravi, perché disonorano tutta la CGIL, perché non rispettose dei lavoratori della Versilia che si sono espressi al congresso, perché infamanti verso un dirigente sindacale che ha svolto per quattro anni il suo incarico di Segretario provinciale della Filctem con impegno e correttezza. False, perché non si tratta di imposizione dall’alto ma di una scelta condivisa da una larghissima maggioranza del direttivo provinciale, unico organo statutario eletto al Congresso. Scorrette, quando si parla di “liquidatore della Versilia” , quando si accusa la segreteria di “prevaricare sugli interessi della Versilia”, quando, la “CGIL che vogliamo” si arroga il diritto di presentare alla stampa il nuovo responsabile della Versilia, scavalcando ruoli e compiti di altri, in particolare della Segreteria confederale”. Il 13 ottobre il Direttivo Provinciale, “in modo trasparente e democratico”, ha varato il piano di risanamento e riorganizzazione della CGIL “che coniuga il rigore con la tutela dei lavoratori e il presidio del territorio”, e questa decisione, secondo la maggioranza, “è osteggiata da un gruppo di persone unicamente interessato alla propria posizione”: “Da oltre un mese – precisa in una nota la segreteria provinciale – ci sono attacchi e offese che nemmeno le nostre peggiori controparti hanno mai usato contro la CGIL, e queste persone insistono su una linea di totale deroga rispetto ad ogni vincolo statutario chiedendo per sé ciò che in CGIL non è stato concesso a Guglielmo Epifani”. E questo modo di agire, sottolinea la maggioranza a gran voce, “è estraneo ad ogni logica di pluralismo e danneggia lavoratori e iscritti e per questo la CGIL farà valere le scelte democratiche che ha assunto nonché il rispetto delle regole statutarie”.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Published in: on ottobre 18, 2010 at 8:00 am  Lascia un commento  
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IN TANTI A ROMA CON LA FIOM, AUTOBUS DALLA VERSILIA: IN PIAZZA ANCHE GLI STUDENTI

“Si ai diritti, no ai ricatti: il lavoro è un bene comune”. Sono partiti in centinaia ieri da Viareggio e i pullman della Fiom Cgil erano zeppi di lavoratori, molti del settore cantieristico ma anche insegnanti e pensionati. Senza contare gli studenti. Si, perchè la protesta per difendere i diritti, e affermare la democrazia sui nei posti di lavoro, per la legalità e per mantenere la validità dei contratti collettivi nazionali riguarda anche loro che da qualche giorno sono tornati in piazza contro la riforma Gelmini. Studenti oggi, lavoratori domani. Democrazia, per rivendicare il diritto di poter decidere sulle piattaforme e sugli accordi, anche attraverso il referendum, e per un fermo no all’attacco del diritto dello sciopero, garantito dalla carta costituzionale. Legalità, che sia certezza di parità di diritti e che liberi lo stato, l’economia, i servizi pubblici e i beni comuni dal peso della connivenza fra interessi mafiosi e criminali, con affari e finanza. Lavoro, per combattere la precarietà, diventata il tratto distintivo dello sfruttamento sia per chi ha un’occupazione stabile sia per chi ha rapporti a tempo determinato e sia per chi il lavoro non riesce a trovarlo. Contratto, perchè senza i rapporti si riducono a intese di carattere commerciale e sarebbe la fine del diritto del lavoro, per come si è sviluppato negli ultimi due secoli. Questi i quattro punti essenziali della giornata romana contro l’obiettivo del governo, sostenuto da Confindustria, che la Fiom Cgil ritiene sia l’attacco allo Statuto dei Lavoratori: “il contratto collettivo riconosce parità di diritti a parità di lavoro, respinge i ricatti e costringe le imprese a misurarsi su convenienze fondate sulla qualità e non sul peggioramento delle condizioni di vita e lavoro”. Il serpentone dei due cortei, “blindati” da Polizia e Carabinieri dopo l’allarme lanciato alla vigilia dal ministro Maroni, è partito da piazza della Repubblica e da piazzale Ostiense per poi confluire a San Giovanni: accanto ai metalmeccanici c’erano anche comuni cittadini, quelli che non si vogliono rassegnare: “t ramite il ricatto che la Fiat ha voluto imporre a Pomigliano è partito un attacco ai diritti dei lavoratori che non ha precedenti per gravità nella storia recente della nostra Repubblica – si legge in uno dei tanti volantini -, e non a caso Confindustria ha chiesto di estenderlo a tutto il mondo del lavoro”. E la lotta della Fiom interessa tutti, “perché la distruzione dei diritti del lavoro è la distruzione dei diritti di tutti”. Dignità sul posto di lavoro, dignità di cittadini.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Published in: on ottobre 17, 2010 at 1:00 pm  Lascia un commento  
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“ANTONIOLI RESTI A OCCUPARSI DELLA CGIL”

E’ un appello accorato quello di Daniele Dinelli alla segreteria provinciale della Cgil, indirizzata personalmente a Rosanna Rosi. “Cara Rosanna – scrive il lavoratore del comparto nautico – noi tutti vogliamo che Andrea Antonioli continui ad essere il segretario di zona e continui a rappresentare la Cgil nella difficile trattativa in corso”. La storia della Polo Nautico è lunga e piena di lotte, da quando nel 2002 acquistò la Sec dal fallimento: “noi – scrive Dinelli – non abbiamo mai smesso di lottare per la difesa dei posti di lavoro e per i diritti dei lavoratori”. All’inizio la battaglia era per difendere il posto di lavoro dei dipendenti ex Sec e per garantire il mantenimento di quei diritti che erano stati conquistati con dure lotte. Diritti che poi altro non sono che “quei diritti che dovrebbero essere riconosciuti a tutti i lavoratori, e che la maggior parte delle ditte della nautica non riconoscono”. Oggi la battaglia è per difendere i posti di lavoro dei dipendenti delle ditte consociate in Polo Nautico, un salario dignitoso, e non subire costantemente i ricatti come quello messo in pratica con la decisione della messa in liquidazione, del frazionamento dell’area e il non rispetto degli accordi sulla rotazione della Cassa Integrazione, sottoscritti solo 15 giorni fa con il gruppo Guidetti. “Questa vertenza va avanti da 8 anni e non ci fermeremo finchè non avremo raggiunto i nostri obiettivi – scrive ancora Dinelli, aggiungendo che la Cgil Versilia ha svolto in questo sempre un ruolo fondamentale, in stretto rapporto con la Fiom. “Il compagno Antonioli ha da sempre seguito la cosa, e per noi è un punto di riferimento irrinunciabile, e noi tutti dobbiamo fare squadra, ciascuno con il suo ruolo – conclude la lettera aperta alla segretaria Rosi -, noi delegati con Pocai e te con Antonioli”. Intanto per questa mattina è confermato lo sciopero e dalle 8 alle 10 di i lavoratori saranno di fronte al municipio mentre nelle stanze del Palazzo si svolgerà l’incontro tra amministrazione e imprenditori. Se la schiarita si concretizzasse potrebbe essere disdetta la trasferta al salone della nautica di Genova fissata per sabato. Ma gli operai vogliono precise rassicurazioni sul proprio futuro.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Published in: on ottobre 7, 2010 at 11:10 am  Lascia un commento  
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POSTINI PRIVATI PRONTI A FARE VERTENZA, PER LORO PAGA A COTTIMO: PIU’ BUSTE SI CONSEGNANO E PIU’ SI GUADAGNA, 6 CENTESIMI A LETTERA

Contratto a progetto? No…a cottimo, piu’ buste si consegna piu’ si guadagna. E con obblighi, anche se in teoria il lavoratore avrebbe facoltà di operare in base a tempi scelti dallo stesso: il borsone con la corrispondenza da distribuire nella zona da servire viene consegnato ogni mattina alle 8, per poi renderlo, vuoto o con i “resi” dei destinatari non trovati, entro le 14. Il tutto non in un ufficio, ma per la strada. Fatto valutare al sindacato della Cgil, il contratto, ottenuto con insistenza dopo quasi due mesi che lavoravano senza, in nessuna delle 12 clausole andrebbe bene. “Il progetto non c’è proprio – afferma Giovanni Rossi della Nidil -, visto che l’attività del lavoratore consiste – così sta scritto nero su bianco – nel recapitare la posta certificata e raccomandata”. I giovani, quasi tutti studenti universitari, dopo un colloquio con il titolare della ditta individuale che si occupa del recapito della posta per conto di una nota azienda di consegne, avevano iniziato a lavorare come “postini”, con una paga “promessa” quasi da terzo mondo, 6 centesimi a busta ordinaria consegnata, e 15 per ogni raccomandata. Per due mesi hanno “resistito”, poi se ne sono andati e faranno vertenza. Trecento buste consegnate di posta ordinaria sono 18 euro, e va da sé che la cifra è lorda, i corrispettivi infatti sono “soggetti alle ritenute fiscali previdenziali di legge. “Nessun rimborso è dovuto per le spese dell’attività, essendosene tenuto conto nella determinazione del corrispettivo”, si legge in una delle tante clausole: “quasi una rimessa, invece che un guadagno, visto che girare in motorino, o a piedi, consumando benzina, o tacchi, per 6 o 15 centesimi a busta consegnata, in tutta Viareggio o a Torre del Lago, non è un sicuramente un’attività redditizia”. Crisi o no, si tratta del solito annoso problema del precariato, dove si subappaltano i servizi, e mentre i dipendenti diretti godono di tutti i diritti, e delle tutele, l’esercito dei nuovi “schiavi” del terzo millennio aumenta. In Italia come a Viareggio. E’ da stupirsi quindi se i “bamboccioni” aumentano?

( Letizia Tassinari – Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia )

Published in: on settembre 18, 2010 at 10:00 am  Lascia un commento  
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