MARINA, CERRAI COI LOCALI

Polemiche a non finire dopo il sequestro di Mamamia e Stupida, i due locali gay della marina di Torre del Lago, e l’iscrizione nel registro degli indagati dei rispettivi titolari Alessio De Giorgi e Marco Salvadori. Il primo a scendere in campo il direttore della Confesercenti Versilia Alessandro Cerrai: “L’esperienza positiva rappresentata dai locali della Marina di Torre del Lago, uno degli elementi di innovazione e di attrattività del nostro sistema turistico, negli ultimi anni, non può essere annullata, con la chiusura di due dei locali simbolo di quel territorio e della comunità omosessuale”, scrive Cerrai, “con i Piani di gestione del Parco, negli scorsi anni, è stato possibile, recuperando dal degrado una intera area, dare certezze ed opportunità alle tante imprese turistiche e commerciali, delineando due Marine riqualificate, con numerose attività, sia a Torre del Lago, sia sulla Marina di Levante. Da questa esperienza non si può tornare indietro, dopo che gli imprenditori hanno investito centinaia di migliaia di euro nelle loro attività, ed hanno creato, certo con limiti e difetti, un sistema turistico, rilanciando una immagine, appannata da anni, di Viareggio, città del divertimento, per  giovani e meno giovani. La proposta che avanziamo nuovamente è quella di una diversa e nuova riperimetrazione dei confini del Parco, escludendone le strisce di territorio delle due Marine, dove si trovano i locali e gli stabilimenti balneari e dove si circola con la macchina. Questo in ragione delle caratteristiche di questa porzione di territorio, che in particolar modo nel periodo estivo, sia di giorno che di notte, vede l’afflusso di migliaia di auto e di un gran numero di visitatori, e dove non vi sono elementi naturali di pregio da tutelare. Insieme a questo si deve definire un progetto di valorizzazione delle aree del Parco circostanti, coinvolgendo e dando un ruolo, nella pulizia, nella cura dell’ambiente, agli stessi gestori dei locali e disegnando un nuovo sistema di mobilità, che riduca anche l’accesso delle auto. In questo progetto, per dargli gambe, Comune di Viareggio e Parco devono investire adeguate risorse economiche, per non lasciare più un territorio che fa parte del Parco, in condizioni di degrado e abbandono. E’ questa la proposta che come Confesercenti, avanzeremo alla Regione Toscana, e al tempo stesso, proprio perchè riteniamo che il Parco, oltre che elemento di salvaguardia, possa essere anche occasione di sviluppo di un territorio, ribadiamo la nostra contrarietà a proposte, che ormai sappiamo impraticabili e nefaste, di una apertura al traffico delle auto, del lembo di vialone che divide Torre del Lago dalla Darsena”. Mentre il Consorzio Friendly ha scritto a Regione, Provincia, sindaco, politici toscani e prefetto per richiedere urgentemente un tavolo: “Vogliamo comprendere se la nostra esperienza ha un qualche futuro, specie alla luce delle importanti affermazioni contenute nell’atto emanato dal Tribunale di Lucca, che dichiara di fatto incompatibili le attività ricreative sviluppate da dodici anni a questa parte dai nostri aderenti con le norme attualmente in vigore nell’Ente Parco e comprendere se lo slogan “Toscana accogliente”, con tutte le parole spese in questi anni di sostegno al turismo gay-friendly che si è sviluppato nel nostro territorio, possano essere tradotte in opportuni atti legislativi o in un adeguamento delle norme che regolano l’Ente Parco. Diversamente, è chiaro che la nostra esperienza debba avere fine e che, probabilmente, anche questo stesso Consorzio non abbia più alcun senso di esistere”. Ma le indagini della Procura non si fermano: per il momento le ipotesi di reato sono esercizio di attività vietate – di fatto di discoteca – che compromettevano la salvaguardia del paesaggio e degli ambienti naturali tutelati, in particolare flora e fauna protette e rispettivi habitat, disturbo e danneggiamento ripetuto nei confronti delle specie animali presenti all’interno del Parco tramite emissioni luminose e sonore comunque superiori ai limiti provenienti dagli avventori e soprattutto dagli impianti collocati all’interno e all’esterno dei locali, l’aver destinato all’attività di spettacolo, musica e ballo la terrazza superiore e l’area interna dei locali prive di agibilità e l’area esterna non di pertinenza con conseguente sforamento della capienza stabilita nelle licenze, 84 persone per il Mamamia e 72 per lo Stupid!A, la violazione alla legge 394 del ’91, musica in area Parco senza preventivo nulla osta e, sempre secondo l’accusa, i titolari avrebbero anche attestato il falso: ”dichiarava falsamente nella dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà al personale del comune di Viareggio di aver provveduto all’adeguamento degli impianti di amplificazione sonora nel rispetto della delibera 30 del consiglio comunale del 25 maggio 2011, dotandosi, contrariamente al vero, di impianti in grado di contenere l’emissione sonora entro i limiti del locale e sue pertinenze”. Sotto sequestro sono finiti i locali, i terrazzi, le pertinenze esterne, gli impianti luce, stereo e di amplificazione, e gli amplificatori del suono collocati sia all’interno che all’esterno. “In data 2 luglio 2004 il presidente del Parco scriveva ai sindaci dei comuni interessati – aggiunge il pm – inviando un parere dal quale si evinceva in maniera inequivocabile che le licenze per trattenimenti danzanti dovevano essere obbligatoriamente oggetto di nulla osta”. Che a quanto pare non c’è mai stato. “Risulta – aggiunge la Procura – che il 23 ottobre 2002 e il 3 agosto 2004 il direttore dell’Ente Parco chiedeva al sindaco di Viareggio di revocare tutte le autorizzazioni difformi dal Piano di Gestione e in particolare le autorizzazioni ex articolo 68 Tulps dei locali Mamamia e Bocachica, attuale Stupid!A”. Revoca che non è mai stata disposta. La mole di carteggi che “non potevano e non dovevano essere ignorati” è agli atti nel fascicolo del pm e sono probabili nuovi provvedimenti a carico dei concorrenti nei reati “non ancora identificati”. Salteranno delle teste? Ancora è presto per dirlo.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

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GUERRA AI LOCALI ANCORA SENZA SOLUZIONE, INTERVIENE CONFESERCENTI

I locali delle due marine, in buona parte si sono adeguati al Regolamento che prevedeva di dotarsi di impianti a pioggia o sistemi in grado di ridurre la rumorosità. “Come Confesercenti abbiamo sollecitato e stiamo sollecitando i vari locali ad adeguarsi alla normativa – afferma il direttore Alessandro Cerrai -, quello che abbiamo sempre sostenuto, come si vede dalle osservazioni presentate formalmente, era la non condivisione del concetto “non udibile dall’esterno”, convinti che avrebbe aperto contenziosi e problemi tra locali e Amministrazione”. Tra le proposte avanzate dall’associazione di categoria c’era anche una formulazione migliore del penultimo comma dell’articolo 3: “ritenevamo che, come purtroppo sta accadendo, avrebbe portato ad una impossibilità di fare intrattenimento musicale – se non dietro investimenti ingenti – anche per i pubblici esercizi che, per il basso livello dei volumi, la quantità di pubblico coinvolto e la tipologia di musica, non hanno mai dato fastidio a nessuno”. E in questo senso Confersercenti si riferiva ai piccoli karaoke, come il Priscilla, colpito dall’ordinanza di chiusura a mezzanotte per aver preso due multe mentre stava installando l’impianto a pioggia, bar o ristoranti con orchestrine e così via, specie se non vicini ad abitazioni. Ma il direttore Alessandro Cerrai ricorda anche di aver posto l’accento sulla questione degli orari. “ rimaniamo convinti che la chiusura alle 3 della musica all’esterno sia troppo penalizzante per una località turistica come Viareggio, specie nei mesi di luglio ed agosto”. Ma intanto dal Comune ancora nessuna notizia circa l’annullamento della sanzione inflitta ormai da una settimana al locale di Regina Satariano, nonostante gli interventi dei legali e le “voci” che la situazione era in via di risoluzione. “Il sindaco mi ha detto che forse la vicenda sarà risolta domani – afferma Regina -, ma intanto ho dovuto mettere a casa ben cinque dipendenti”. Senza contare che la titolare del Priscilla ha comunque investito diverse migliaia di euro per l’acquisto e l’installazione dell’impianto a pioggia. E da ieri anche Alessio De Giorgi e Cristian Panicucci, titolari del Mamamia e Stupid!A, hanno iniziato lo sciopero della fame: “la vicenda del Priscilla doveva già essere risolta – scrive De Giorgi – ma oggi (ieri, ndr) abbiamo avuto l’ennesima fumata nera”.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Published in: on agosto 11, 2011 at 7:15 am  Lascia un commento  
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TURISMO, IL PIATTO PIANGE E LA CONFESERCENTI LANCIA L’ALLARME

Viareggio schiacciata dalla concorrenza dei Comuni limitrofi. Pare assurdo ma è cosi . ” I dati dalla Provincia ed elaborati dal Centro Studi Turistici evidenziano l’affanno e le difficoltà che la nostra città vive”, afferma il direttore della Confesercenti Alessandro Cerrai. Ma quali sono le ragioni di questo dato negativo, di un calo di arrivi e presenze di turisti nel 2010? “Sicuramente molteplici, così come le cause – risponde Cerrai -, da una parte vi sono responsabilità dell’Amministrazione Comunale: lo stato di trascuratezza della città sotto l’aspetto del decoro, dell’arredo urbano, della pulizia, sicuramente insufficiente, il non aver perseguito una politica e scelte conseguenti sul turismo congressuale la mancanza di interventi sulla mobilità ed i parcheggi”. A cui si aggiungono sicuramente anche le preoccupanti voci sul futuro del Festival Pucciniano. “Soprattutto in questi tre anni di Amministrazione Comunale – aggiunge il direttore della Confesercenti – sicuramente non è emersa un’ idea di sviluppo e di progettualità sul futuro di Viareggio”. Ma sarebbe sciocco pensare che le colpe siano esclusivamente dell’Amministrazione Comunale: emergono infatti i limiti evidenti di un modello su cui si reggeva il turismo a Viareggio, e che non regge più: “Il crollo della ricettività nelle seconde case, la chiusura e perdita di strutture ricettive sono emblemi della situazione, che il mondo è cambiato, così come il turismo, e non si può continuare a cullarsi nella visione della Viareggio degli anni d’oro, perchè quei tempi non torneranno”. Insomma, non serve piangere  sul latte versato o peggio ancora cancellare questi dati e continuare come se nulla fosse e non occorrono nemmeno fughe in avanti. “Serve davvero inseguire il concorso di Miss Italia – chiede Cerrai – sapendo che poi il costo complessivo di tale evento sarà insostenibile?”. Non a caso numerosi Comuni con le spalle più robuste di Viareggio si sono già tirati indietro. “Proviamo invece ad avanzare una proposta – questa l’idea -, le risorse economiche che il Comune potrebbe dedicare a Miss Italia, le metta sul piatto per definire un progetto concreto e concordato di rilancio e sviluppo turistico della nostra città, invitando a fare lo stesso Regione, Provincia,  categorie economiche, mondo delle imprese e al tempo stesso si definiscano tempi e priorità mettendo il turismo veramente al centro dell’azione amministrativa come occasione di crescita di tutta la città”. Dopo aver analizzato i dati sull’andamento turistico, quello che si aspetta Confesercenti è che nei prossimi giorni il Sindaco e l’Amministrazione Comunale, convochino tutti i soggetti interessati per presentare progetti sul turismo e raccogliere contributi e proposte.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Published in: on aprile 1, 2011 at 12:20 pm  Lascia un commento  
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“NON SERVONO NUOVI CENTRI COMMERCIALI ALLO STADIO”, PARLA CONFESERCENTI

“La città non ha bisogno di nuovi centri commerciali”, sono queste le ragioni che hanno portato la Confesercenti a dichiararsi contro la realizzazione di un centro commerciale nel progetto del nuovo stadio di Viareggio”. Alla conferenza stampa di ieri mattina, promossa da Confesercenti, erano presenti il direttore Alessandro Cerrai, Giulio Sbranti, Vicedirettore regionale della Confesercenti, Roberto Vannozzi e Stefano Francesconi, presidenti dei Centri Commerciali Naturali della Passeggiata e di Piazza Cavour. Sbranti ha sottolineato che “la Regione Toscana considera il nostro territorio saturo per la grande distribuzione e che i numerosi progetti, anche in Toscana di realizzazione di nuovi stadi, tutti con annessi centri commerciali porterebbero ad un impoverimento del tessuto commerciale e degli esercizi di vicinato nel centro delle città”. Cerrai ha chiesto al Comune di Viareggio di essere “coerente con le scelte politiche che dichiara di voler perseguire, come il nuovo Piano delle Funzioni del Commercio, discusso con le associazioni di categoria ed ormai in dirittura finale”. Piano che mette uno stop anche alla media distribuzione commerciale (fino a 1500 metri quadrati) e persegue l’obiettivo di qualificare il commercio di vicinato. “Già oggi – ha dichiarato Cerrai – assistiamo al moltiplicarsi, anche nel centro città, di cartelli affittasi o vendesi, e le serrande abbassate dove prima vi era una attività commerciale sono i segnali evidenti della profondità della crisi, che sarebbe ulteriormente aggravata da un nuovo centro commerciale realizzato insieme allo stadio”. Vannozzi e Francesconi hanno ricordato l’importanza fondamentale del commercio al dettaglio in una città turistica come la nostra ed il fatto che nuovi centri commerciali favorirebbero quel declino che già purtroppo si sta manifestando, anche sotto l’aspetto qualitativo del tessuto commerciale nel centro città impoverendo la città stessa.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Published in: on ottobre 2, 2010 at 10:15 am  Lascia un commento  
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LUCI DI NATALE, ANCORA FUMATA NERA: IERI SUMMIT A QUATTRO TRA CINQUINI, CIMA, ASCOM E CONFESERCENTI

Luci di Natale a Viareggio: ancora niente di fatto. Nessuna fumata bianca ieri mattina, dopo l’incontro avvenuto in municipio tra Alessandro Cerrai della Confesercenti e l’ assessore Pierluigi Cinquini, assieme al rappresentante dell’Ascom Sauro Del Dotto e all’assessore Antonio Cima. La richiesta di contributi avanzata per il “progetto natalizio” era stata di quarantamila euro, di cui ventimila da corrispondersi dal Comune e gli altri ventimila dalla Patrimonio. Ma all’incontro di ieri la Patrimonio non era presente. Tutto è stato rinviato a lunedi prossimo. Per il Natale 2009, oltre ai commercianti delle zone “storiche”, la Passeggiata, le vie Garibaldi, Regia, Battisti, il mercato al Piazzone, tutto il centro, la zona del Marco Polo e la frazione di Torre del Lago, si erano dichiarati interessati a partecipare alla “luminara” anche i negozianti dei quartieri del Terminetto e dell’ Ex Campo di Aviazione. “Abbiamo chiesto, e ci sono stati già forniti, alcuni preventivi – come ha riferito Alessandro Cerrai. Preventivi che verranno esaminati, dopo la certezza dei contributi da parte del Comune che della Patrimonio: “li valuteremo in base a due criteri, ovviamente il costo ma anche la qualità”. Anche se le critiche alla spesa non mancheranno, visti i “chiar di luna” delle casse comunali e la crisi lavorativa e sociale che investe Viareggio, come tutta la provincia. E in questo anno nero per gli affari commerciali avere una città senza luci significa fare incassi magri.

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BALNEARI IN GINOCCHIO: CHIESTO LO STATO DI CALAMITA’

I balneari non ci stanno. E chiedono lo stato di calamità. Ombrelloni chiusi, alberghi semivuoti,campeggi deserti, complice il maltempo e l’estate che si fa desiderare, il turismo è in ginocchio, U primi bilanci consuntivi non fanno presagire niente di buono. Questo è l’allarme lanciato dagli imprenditori del settore turistico balneare e ricettivo con carattere di stagionalità che si trova a fare i conti con disdette e calo di prenotazioni. Oltre alle condizioni meteo inclementi, che a parte la Sicilia, stanno penalizzando molte regioni Italiane, su aggiunge la ridotta capaciità di sepsa dei turisti e la forte concorrenza di altri paesi che si affacciano sul Mediterraneo, come Croazia e Spagna, che offrono pacchetti vacanza a poche centinaia di euro, con la formula all incluse. Gli imprenditori locali, in particolare quelli della categoria degli stabilimenti balneari, che negli ultimi anni hanno investito per riqualificare l’offerta dei servizi , nell’allungamento della stagionalità, con un impegno a mantenere un sostanziale equilibrio nella determinazione dei prezzi e delle tariffe 2008, sono penalizzati anche dalla questione relativa ai canoni demaniali sulle pertinenze, per la quale è stata chiesta da tempo una proroga al 31 dicembre prossimo e la convocazione du un tavolo tecnico. Poi, come se non bastasse, in Italia c’è l’IVA al 20%. ” Siamo l’unico paese in Europa – afferma Vincenzo Lardinelli, Presidente Nazionale della Fiba e titolare dello stabilimento balneare Balena. Mentre negli altri paesi dell’ Europa l’ IVA si attesta al 4 o al 7%. Il che significa che su 1000 euro di incasso, l’imprenditore turistico italiano 200 ne deve versare allo Stato, mentre quello spagnolo o francese se la cava con 40 o 70 euro.A Lardinelli fanno eco sia Roberto Bertolucci che Alessandro Cerrai, rispettivamente Presidente Versiliese della Fiba e Presidente della Confesercenti e per lanciare il loro grido hanno formalizzato una richiesta ai Sindaci dei Comuni della costa Versiliese, al Prefetto di Lucca e alla Regione affinchè sia possibile prevedere lo stato di calamità naturale per le imprese del settore. L’unico settore turistico che per ora tiene è quello del turismo nelle città d’Arte. Con Venezia al 90%, le altre città d’arte al 70% e il turismo balneare al 25%. La situazione è davvero drammatica. Anche nell’ottica occupazionale. In tutta la Versilia sono circa 7.000 i lavoratori balneari, stagionali e non, i cui stipendi sono a rischio. Una situazione quindi che rischia di ingarbugliarsi ulteriormente se non arriveranno il piu’ in fretta possibile due spiragli. Il primo riguarda il meteo, ovvero il ritorno del sole e con esso l’arrivo dei turisti sulle coste versiliesi, l’altro i possibili sgravi per impreditori che hanno investito moltissimo nel settore turistico vacanziero.

Letizia Tassinari