“INCROCIO MALEDETTO”, LA DENUNCIA DEGLI AUTISTI DOPO L’INCIDENTE MORTALE: PARLANO I DIPENDENTI E I SINDACATI DI CLAP VAIBUS

Via Vespucci angolo via Buonarroti: “quell’incrocio maledetto”.E gli autisti della Clap Vaibus è da tempo che lo dicono, e lo segnalano a chi di dovere. Ma per ora nessun incontro. Nonostante le richieste, ultima quella fatta all’Amministrazione Comunale alla fine del mese di dicembre scorso.

Il messaggio che i dipendenti, e le sigle sindacali Cgil, Cisl, Uil e Ugl, hanno ritenuto necessario dare ai media, durante la conferenza stampa che si è svolta ieri mattina nella sede di via Marco Polo, è che ci sia collaborazione e rapidità di interventi. Le condoglianze alla famiglia del professor Luigi Razzuoli, cosi come la solidarietà nei confronti di Valerio, l’autista del pullman coinvolto nell’incidente mortale di inizio settimana, sono state espresse all’unisono, da tutti. “Ma dopo quello che è successo è necessario, da parte di tutti, assessore Athos Pastechi in primis, tenere i toni molto bassi. Quando succedono incidenti del genere la responsabilità è di tutti i soggetti interessati, soprattutto di chi deve tutelare la sicurezza dei lavoratori, e dei cittadini”. Il comune di Viareggio è proprietario del 17% della Clap: “quindi anche noi autisti siamo suoi dipendenti, e un buon datore di lavoro mette in sicurezza il lavoro dei suoi lavoratori”. A tanti semafori di Viareggio, purtroppo, il verde scatta in contemporanea per i pedoni e per i veicoli”. Ed è il caso del semaforo dell’incidente in cui ha perso la vita il docente non vedente.

Poi c’è la questione degli specchietti retrovisori laterali, che soprattutto in manovra di svolta tolgono la visibilità all’autista. “Tutte cose segnalate a chi di dovere, prima a Bucciarelli, e poi, con l’avvicendamento degli assessori, a Pastechi. Ma per ora nessun incontro. Di Fonzo si prese la briga di verificare di persona i vari problemi, salendo a bordo dei bus e rendendosi conto delle varie problematiche”. L’ultimo incontro con l’Amministrazione Lunardini risale all’autunno 2009, e furono esposte da parte degli autisti varie problematiche, e segnalazioni. Alcune hanno trovato soluzione, come la rimozione di una pianta che ostruiva la visuale a un incrocio, ma sono ancora da risolvere la pericolosità della segnaletica dal ponte di Pisa al cavalca ferrovia di Torre Matilde, come il crocevia dell’incidente mortale. “Non siamo mancanti di professionalità – rispondono gli autisti a certe affermazioni di Pastechi -, né infrangiamo il Codice della Strada. L’invito all’assessore alla mobilità è quello di trascorrere un’intera giornata a bordo di un qualunque mezzo Vaibus, “per verificare di persona le condizioni i cui siamo costretti ad operare”. Sono tanti gli incidente evitati dagli autisti dove il pericolo è causato dai ciclisti, che bucano gli stop o vanno controsenso, o dagli stessi pedoni  che passano col rosso. “Una nostra collega è ancora agli infortuni per colpa di una macchina che non ha rispettato una precedenza ad un incrocio al Don Bosco”. Intanto, a seguito del decesso del professor Luigi Razzuoli, il pubblico ministero della Procura di Lucca Pizzoto, ha aperto un fascicolo per omicidio colposo.

Letizia Tassinari


PATTI DI AMICIZIA CON LA 46MA BRIGATA, IL GENERALE STEFANO FORT E’ STATO RICEVUTO DAL SINDACO LUNARDINI

E’ stato ricevuto ieri mattina nella stanza del primo cittadino, il comandante della 46ma Brigata Aerea di Pisa, generale Stefano Fort, accompagnato dall’addetto stampa maggiore Giorgio Mattia. Il sindaco Luca Lunardini lo ha voluto ringraziare personalmente per quanto fatto la notte della strage di via Ponchielli, quando il comandante Fort mise a disposizione un C130J per trasportare dall’areoporto di Pisa a quello di Caselle tre feriti, ustionati gravi. L’equipaggio formato dal capitano Alfredo Pietrolucci, il tenente Federico De Angelis, il I° maresciallo Salvatore D’Ambrosio, il maresciallo di I° classe Silvio Sensini, accompagnò con il volo militare Anna Maccarone, Sabrina Lunardi e Malek Martin all’areoporto piemontese, a poche ore dall’ecatombe provocata dall’esplosione della cisterna killer. Una stretta di mano, e un dono per suggellare l’incontro e una promessa di futuro “patto di amicizia” tra la città di Viareggio e la 46ma Brigata Aerea, che si concretizzerà in una cerimonia ufficiale, in programma per il 17 marzo prossimo per commemorare, a quasi quattro mesi di distanza, la strage del C130J precipitato al suolo il 23 novembre intorno alle 14.10, appenda decollato per una missione addestrativa, dove persero la vita 5 militari, il maggiore pilota Bruno Cavezzana, 40 anni, di Trieste, il tenente pilota Gianluca Minichino, 28 anni, di Napoli, il tenente pilota Salvatore Bidello, 30 anni, di Sorrento, il maresciallo Maurizio Ton, 44 anni, di Pisa e il maresciallo Gianluca Larice, 39 anni, di Mestre. Il 17 marzo a Viareggio sarà officiata in loro memoria una messa in suffragio nella chiesa di Sant’Antonio e deposta una corona di alloro al monumento ai Caduti in piazza Garibaldi, dopo l’alza bandiera in piazza Mazzini.

Letizia Tassinari


AIUTO, MI SI E’ INCASTRATA LA BEFANA: E PER SALVARE LA VECCHINA ARRIVANO I VIGILI DEL FUOCO. POMERIGGIO DI FESTA IN TUTTA LA VERSILIA

La Befana ha fatto tappa anche in Versilia. Da Viareggio, al Forte, fino a Capezzano, capitale della Befana nostrana. Al grido di “Salviamo la Befana”, in piazza Mazzini ieri pomeriggio sono accorsi i pompieri. La scena ha tenuto i tanti bambini presenti con i loro genitori con il naso all’insù. Ideatori dell’iniziativa, alla quale ha partecipato anche il sindaco Luca Lunardini, sono stati i Vigili del Fuoco, eroi invisibili di tante tragedie, come quella del 29 giugno, e che per ieri pomeriggio hanno dato vita a un “salvataggio” della simpatica vecchietta, rimasta intrappolata su un tetto di un edificio in piazza Mazzini.

Il sindaco al microfono ha chiesto aiuto ai pompieri, che sono arrivati con l’autogru andandola a recuperare per poi farla atterrare sulla piazza con il suo sacco pieno di caramelle e balocchi, offerti gratuitamente da Conad di Viareggio e di Massarosa, Esselunga e Pam di Viareggio, Il Gatto e la Volpe, Incaba e Carrefour di Lucca.

Caramelle anche per il sindaco, “il carbone è finito!”. Nell’occasione è stato anche distribuito il calendario artistico del pompiere – pittore Luigi Ferrari. Il ricavato della vendita andrà alle vittime della strage ferroviaria.

Al Twiga di Paolo Brosio invece la Befana è arrivata grazie anche all’iniziativa organizzata con il sindacato di polizia Uilps. Per l’occasione erano presenti le principali autorità del nostro comprensorio, dal questore ai comandanti provinciali della Toscana. Ma il clou della giornata dell’Epifania è stato a Capezzano Pianore, capitale indiscussa di questa festa. Complice la tregua nella pioggia la vecchietta è arrivata ed ha dispensato doni per tutti. Dalle 16 nella piazza centrale si sono esibiti con successo ben 12 gruppi di Befane.

Letizia Tassinari


ARTIGLIO, IERI IL RICORDO

Al calare della sera noi, uomini e donne di mare, a Te leviamo o Signore la nostra preghiera e i nostri cuori: i vivi sulle navi i morti in fondo al mare. Fa che la notte passi serena per chi veglia sul lavoro, per chi stanco si riposa. Fa che ogni navigante prima del sonno si segni col Tuo Segno nel Tuo Amore e nel Tuo perdono ed in pace con i fratelli. Fa che ogni nave conservi la sua rotta ed ogni navigante la sua fede. Comanda ai venti e alle onde di non cimentare la nostra nave, comanda al Maligno di non tentare i nostri cuori. Conforta la nostra solitudine con il ricordo dei nostri cari, la nostra malinconia con la speranza del domani, le nostre inquietudini con la certezza del ritorno. Benedici le famiglie che lasciammo sulla riva, benedici la nostra Patria e tutte le Patrie dei naviganti che il mare unisce e non divide.  Benedici chi lavora sul mare per meritarsi il pane quotidiano; benedici chi lavora sui libri per meritarsi il mare, benedici chi in fondo al mare attende la Tua luce e il Tuo perdono”. Questo, forse, il momento più toccante della cerimonia religiosa officiata ieri mattina nella chiesetta della Misericordia, in ricordo della tragedia dell’Artiglio avvenuta nel 1930, alla quale hanno partecipato le maggiori autorità civili e militari.

Letizia Tassinari


SEMINA IL PANICO IN DUE BAR DELLA PASSEGGIATA, RUMENO ARRESTATO DAI CARABINIERI

Un rumeno ubriaco che seminava il panico in passeggiata è stato arrestato dai Carabinieri. Erano a mala pena le tre del pomeriggio quando due giorni fa dal Bar Odeon in passeggiata è partita la chiamata al 112: un uomo in evidente stato di ebbrezza, che aveva appena finito di bere una birra dentro il noto locale, ha cominciato a dare in escandescenze dando noia ai clienti seduti ai tavolini fuori: non contento di quanto aveva già bevuto aveva chiesto di bere ancora, ma i titolari non lo avevano di proposito voluto servire. All’arrivo di una pattuglia dei Carabinieri della Radiomobile l’uomo si era appena allontanato, ma di poche decine di metri. I militari dell’Arma lo hanno infatti trovato al vicino bar Italia mentre minacciava le bariste con un bicchiere e una bottiglia di vetro e stava mettendo a soqquadro l’intero locale, rompendo diversi tavoli e sedie. Alla vista dei Carabinieri l’ira dell’ubriaco si è rivolta contro i militari, che sono stati anche minacciati di morte e ricoperti di insulti. Placcato non senza difficoltà l’uomo è stato ammanettato, caricato a bordo della macchina di servizio e portato in Caserma: una volta identificato, per Gheorghe Serban Carare, un rumeno di trentun anni, che nel tragitto dal bar alla caserma ha anche distrutto a calci parte dell’interno della Alfa dei Carabinieri, è scattato l’ arresto. Processato ieri mattina per direttissima al Tribunale di Viareggio, il rumeno è stato condannato a quattro mesi di reclusione. La pena non è stata sospesa.

Sempre a Viareggio i Carabinieri della Radiomobile hanno denunciato a piede libero un viareggino di trentotto anni, U.M.le sue iniziali, per il reato di violazione agli obblighi di custodia: nonostante l’affidamento del mezzo di trasporto in custodia giudiziaria, a seguito di un accertamento alle norme sulla circolazione stradale, l’uomo, da quanto appurato dagli uomini dell’Arma, continuava a guidare l’autovettura in barba al divieto.

Letizia Tassinari – Il Nuovo Corriere della Versilia

FA LAVORARE UNO STRANIERO IN NERO, DENUNCIATO UN IMPRENDITORE EDILE

Un imprenditore edile è stato denunciato a piede libero per non aver assunto regolarmente un lavoratore. La piaga del lavoro nero colpisce ancora una volta la Versilia. Sono stati gli agenti del Commissariato di Forte dei Marmi, coadiuvati dagli Ispettori della Direzione Provinciale del Lavoro di Lucca, che nell’ambito delle operazioni finalizzate al contrasto dell’immigrazione clandestina hanno denunciato il titolare di un’impresa edile di Camaiore per avere occupato un cittadino straniero non in regola con le norme del soggiorno. L’episodio risale allo scorso mese di Settembre quando una volante del Commissariato di Forte dei Marmi era intervenuta in un cantiere edile di Pietrasanta per una violenta lite. La lite, scaturita dalle richieste di un giovane marocchino di essere pagato per il proprio lavoro, era poi degenerata in rissa tra il giovane ed il titolare della ditta. Furono gli agenti di polizia, intervenuti sul posto, a riportare la calma, ma il giovane marocchino, dopo le prime medicazioni all’Ospedale Versilia, era sparito, in quanto non in regola. Le indagini effettuate dall’ ufficio Immigrazione del Commissariato di Forte dei Marmi e dall’Ufficio Provinciale del Lavoro, con la testimonianza di diversi dipendenti extracomunitari della ditta e dello stesso giovane che dopo l’iniziale paura ha deciso di rendere la sua deposizione, hanno portato alla certezza che il titolare della ditta avesse assunto irregolarmente il marocchino come manovale e che, non volendo corrispondergli interamente quanto dovuto, sia venuto in lite con lui. Per l’imprenditore è così scattata la denuncia in base alla normativa in vigore e dovrà rispondere in Tribunale della violazione dell’articolo 22, comma 12, del Decreto Legge 286 del 1998.

Letizia Tassinari

ACCUSATI DI CIRCONVENZIONE DI INCAPACE, ASSOLTI

Erano stati denunciati e arrestati per il reato di circonvenzione di incapace, ma ieri mattina sono stati assolti con formula piena, per non aver commesso i fatti. Il fatto risale al mese di marzo di quest’ anno. Una giovane Rom, il suo compagno e sua cognata, avevano passato anche qualche giorno in carcere, misura cautelare poi trasformata con l’obbligo di firma. La denuncia presentata da una famiglia viareggina era stata quella di aver approfittato di una persona incapace di intendere e volere. L’uomo, un quarantenne, del quale i tre si sarebbero “approfittati”, secondo l’accusa avrebbe sarebbe stato “costretto” ad elargire a una giovane “zingarella”, di soli ventidue anni, diverse somme di denaro, in totale quattromilaottocento euro, in meno di due mesi in cambio di “favori”sessuali da parte della ragazza e della cognata. I due, l’uomo e la ventiduenne, si erano conosciuti alla parrocchia di Santa Rita, dove la Rom, all’uscita della Messa, chiedeva abitualmente le elemosina, poi tra loro era nata un’amicizia. Il legale di fiducia dei tre imputati, l’avvocato Antonio Vannucci Zauli, coadiuvato dall’avvocato Alessandro Baroni, suo collaboratore, sono riusciti a dimostrare la totale innocenza dei suoi clienti. La parte offesa, ascoltata in udienza, oltre ad essersi contraddetta più volte circa le somme prelevate e le date di prelievi dal bancomat con cui “pagare” l’amica rumena, non è risultata essere poi cosi incapace di intendere e volere, visto che oltre che lavorare regolarmente presso una nota azienda locale, gestiva un conto corrente e poteva liberamente disporre della carta bancomat cointestata con la madre e, in parrocchia, gli venivano affidati i bambini dell’oratorio. E’ stato lo stesso Pubblico Ministero a chiederlo, e il giudice unico del Tribunale di Viareggio Gerardo Boragine li ha assolti.

Letizia Tassinari 

PRIMA RAPINA, POI PESTA IL VIGILANTE. PAURA IN UN SUPERMERCATO PER UNA COPPIA DI LADRI SCOVATA A RUBARE GENERI ALIMENTARI

Un arresto e una denuncia, questo il bilancio dell’attività del Commissariato di Polizia.

Una nuova rapina è stata effettuata al Penny Market di via Aurelia Sud, nella zona di Bicchio, ormai preso di mira da diversi mesi. Gli agenti di una volante del Commissariato di Polizia di Viareggio sono dovuti intervenire intorno alle undici di due mattine fa per arrestare una donna, su segnalazione del direttore. Erano circa le undici di mattina quando il responsabile alla sicurezza interna ha notato una donna che, in compagnia di un uomo, nascondeva sotto la gonna alcuni prodotti alimentari appena presi dagli scaffali nei corridoi. L’addetto antitaccheggio, senza perderli di vista un istante, li ha aspettati all’uscita, poi li fa fermati e dopo aver verificato dallo scontrino che i due non avevano pagato niente li ha invitati a seguirlo negli uffici della direzione. Una volta nella stanza l’uomo con uno scatto si è tolto il giubbotto, ha cominciato a malmenare il dipendente che non aspettandosi una tale aggressione non ha avuto modo di difendersi ed è caduto a terra, ed è fuggito. All’arrivo dei poliziotti la donna invece è stata identificata, ammanettata e portata in Commissariato. Risultata pregiudicata, Mirna Veiss, trentaquattrenne originaria della provincia di Milano ma residente a Viareggio, è stata arrestata e ieri mattina, al Tribunale di Viareggio, il giudice Gerardo Boragine l’ha condannata a quattro mesi di reclusione e 200 euro di multa e rimessa in libertà. Sono al momento in corso ulteriori indagini per identificare il fuggitivo. L’addetto alla sicurezza che per le ferite al volto e le lesioni alla schiena e al gomito sinistro ha dovuto ricorrere all’aiuto dei medici del Pronto Soccorso è stato refertato con una prognosi di dieci giorni.

Gli agenti di una volante hanno anche denunciato a piede libero un cittadino del Marocco di ventinove anni, A.J.le sue iniziali, trovato inottemperante al provvedimento di rimpatrio del Questore di Lucca, emesso per motivi di sicurezza. L’uomo, nulla facente e senza fissa dimora, era stato fermato per un controllo al Lido di Camaiore durante un servizio di pattugliamento del territorio.

Letizia Tassinari 

IN TRE E TUTTI CON DOCUMENTI TAROCCATI

Ancora un altro caso di patente “taroccata”, anzi ben tre. Sono ormai quotidiani i casi di patenti false scoperte dalla Polizia Stradale, che portano alla certezza di un florido e molto redditizio mercato. Gli agenti di una volante della sottosezione di Viareggio che effettuavano il loro normale e quotidiano controllo sull’autrostrada A12 Genova Livorno, stavano effettuando un posto di blocco al casello dello svincolo autostradale di Viareggio, quando due giorni fa, intorno alle due di pomeriggio, hanno fermato un’ autovettura Renault Clio con due uomini a bordo. Al controllo dei documenti il conducente, un cittadino albanese di ventiquattro anni, P.E. le iniziali, è risultato avere sia la patente che il permesso internazionale di guida falsi. Accompagnato negli uffici per gli adempimenti di rito l’uomo è stato denunciato a piede libero per guida senza patente. Per l’affidamento dell’autovettura ad altra persona gli agenti della Polizia Stradale hanno identificato anche il passeggero e controllato i suoi documenti di guida, che però da una attenta verifica sono risultati essere anch’essi taroccati. Per questo motivo non solo l’auto è stata sottoposta a sequestro ma anche il passeggero, S.A., cittadino albanese di soli diciannove anni, è stato denunciato a piede libero. La mattina dopo si è presentato negli uffici del comandante Pietro Merola un conoscente dei due per farsi affidare il mezzo. L’autovettura Renault non solo è rimasta sotto sequestro nel piazzale della Polizia Stradale ma anche il terzo albanese, N.E.dell’89, è stato denunciato: pure i suoi documenti, sia la patente sia il permesso internazionale di guida, sono risultati essere contraffatti.

Letizia Tassinari 

” NON CI FATE PAURA, L’ISTRUZIONE E’ UN NOSTRO DIRITTO: NOI NON CI ARRENDEREMO”. IL MOVIMENTO STUDENTESCO NON SI FERMA

L’ “onda” di protesta cresce, e diventa uno tzunami. Quando il gioco si fa duro, gli studenti scendono in campo e si fanno sentire. Ieri mattina liceo scientifico Barsanti e Matteucci, Itis e Galileo Chini di Lido di Camaiore si sono dati appuntamento alle nove, in piazza Mazzini davanti alla biblioteca comunale.

Il corteo, autorizzato, ha sfilato percorrendo la via Ugo Foscolo fino a piazza Shelley dove, unendosi agli studenti del liceo Classico Giosuè Carducci, hanno percorso tutta la via Machiavelli ed un pezzo della via Aurelia per poi fermarsi in via Garibaldi, alla Croce Verde.

Qui una delegazione di circa duecento studenti è salita nella sala riunioni per assistere al dibattito pubblico con Vera Vigevani Jarac, la scrittrice ottantenne di Milano emigrata in Argentina a seguito dell’applicazione delle leggi raziali.

Un incontro, quello con la donna la cui figlia diciottenne Franca scomparve nel 1976 a Buenos Aires durante la dittatura militare, dove era presente anche l’assessore alla Pubblica Istruzione del comune di Viareggio Demo Pistoia, e durante il quale i ragazzi hanno ascoltato e dialogato con l’autrice anche su uno dei suoi più famosi libri, “Il silenzio infranto”, nel quale viene raccontato il dramma dei desaparecidos italiani in Argentina.

Un “fiume”colorato di striscioni di ogni tipo al grido di “non abbiamo paura”, ieri mattina si è mobilitato ancora una volta per manifestare contro la Gelmini e la Legge 133. Non sono soli i ragazzi, ci sono anche i professori e i genitori che non vedono un futuro davanti a loro. “ Siamo aperti ad un confronto – affermano – ma il governo non ci ascolta, continuando per la sua strada. Per questo la “lotta continua”.

Dalle finestre e dai balconi delle strade sono in tanti ad applaudire agli studenti, anche una nonna: “ una di noi, tu sei una di noi”, gli cantano i ragazzi. Ed è vero, la signora è una che il sessantotto l’ha fatto e condivide a pieno la protesta di oggi: “ visto che ormai tutta l’Italia è in movimento, con occupazioni, manifestazioni, sit in, assemblee permanenti, scioperi e chi più ne ha più ne metta, qualcosa che non va di deve pur essere”.

Anche a Viareggio e in tutta la Versilia tutte le scuole sono ormai sotto il controllo di chi protesta, “ non per fare baldoria e saltare le lezioni, ma per ritrovarsi a dibattere e lottare per i propri ideali e il proprio futuro”. Una coalizione evidente che riunisce giovani e non in un unico enorme Titanic in vista di un iceberg troppo pericoloso, e da evitare. “ Speriamo di fare presto rotta verso un orizzonte più proficuo”. Fino a quel momento “ l’unica parola d’ordine è lottare”.

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Evitando le provocazioni di chi, complice la notte, minaccia con spranghe, incendia striscioni, lancia sassi ed uova e volantina “Boia chi occupa”, firmandosi come ” Legione anticomunista a presidio della Versilia”.

Tutti alla stazione

Al “rompete le file” il corteo autorizzato si è sciolto. A gruppetti gli oltre mille studenti dei licei viareggini e versiliesi si sono incamminati a piedi, chi nella via Aurelia, chi nella via Puccini. Poi, chi da via da via Verdi, chi da via San Martino, chi da via Mazzini, hanno fatto rotta in piazza Dante.

Meta la stazione ferroviaria.

“ Questo decreto deve essere distrutto, occupiamo ora, occupiamo tutto”.

E tutti, passando da uno dei due sottopassaggi, hanno occupato il binario numero tre, per un sit in in piedi, con Polizia e Digos che una mossa del genere se l’aspettavano da giorni ma che non sono intervenuti, se non per tenere sotto controllo la situazione. “ Siamo una grande forza, se vogliamo possiamo bloccare tutto, scuole, strade e stazioni”, a Viareggio come ovunque in Italia. Gli studenti però hanno occupato soltanto simbolicamente il binario per non più di venti minuti, auotosgomberandosi pacificamente, prima che passasse un qualsiasi treno e non creando disagio alcuno al traffico ferroviario.

Usciti dalla stazione gli studenti si sono diretti alle rispettive scuole, che non sono più occupate. L’occupazione si è evoluta in altre forme di protesta, come lo sciopero o l’assemblea permanente e, chi voleva, molti minorenni, ieri mattina è entrato in classe ed ha seguito le lezioni: circa una trentina allo Scientifico, non più di venti al Classico, meno di quindici all’Itis e quasi nessuno al Chini. “ Non siamo un movimento rivoluzionario e pericoloso per la stabilità del paese”, questo i ragazzi lo urlano al mondo: hanno dentro di sé “ la coscienza delle terribili conseguenze derivanti dai tagli finanziari”, e non hanno altro modo per esprimere la loro disapprovazione al Governo che “alzare la voce per farsi ascoltare in assoluta estraneità da qualunque influenza politica o partitica”. Si tratta insomma di “ una protesta civile e non strumentalizzata da bandiere di nessun genere – e questo tutti gli studenti e gli insegnanti che appoggiano la lotta ci tengono a sottolinearlo. Il decreto? “ Un atto indegno, una vergogna, cosi come molti degli articoli della Finanziaria”. La paura è la privatizzazione, non solo della scuola, e molti studenti sventolano un vecchio discorso, trovato on line, di Pietro Calamandrei, quello che il giurista, professore universitario, giornalista e politico fiorentino fece l’11 febbraio del lontano 1950 al III Congresso a difesa della scuola nazionale: un discorso che ha quasi sessanta anni ma che sembra scritto oggi, con l’unica differenza che quella che Calamandrei poneva come ipotesi astratta, è diventata oggi realtà attraverso il non rispetto della Costituzione, attraverso “il non rispetto delle procedure dettate dai padri costituenti con la legiferazione a colpi di decreti”. “Ci piace la ricetta consigliata da Piero Calamandrei: bisogna tenere d’occhio i cuochi di questa bassa cucina”.

La satira

” Tremonti e Gelmini…tutti burattini…Noi non saremo i vostri spettatori paganti”.

Gli ideatori del  bozzetto del carro ” Scuola Pubblica” sono Del Bigallo, Landi e Dal Pino, tre studenti del Liceo Scientifico delle classi VB, VC E IVA.

Letizia Tassinari