VIAGGIO NELL’ISTRUZIONE: ALBERGHIERO. SETTE ANNI DI ATTIVITA’ PER FORMARE CHEF DALL’IMPIEGO ASSICURATO. E DAL PROSSIMO ANNO ARRIVANO I CORSI SERALI

Insegnare un mestiere e inserire gli alunni nel mondo del lavoro”: un impegno importante, e anche difficile, quello di tutti i docenti degli oltre 800 studenti del Marconi.

“Ho sempre lavorato in scuole ‘povere’ – racconta il preside Vincenzo Colucci, che ci ha aperto le porte dell’ Istituto Professionale che dirige ormai da diversi anni. “Nella mia scuola non si insegna latino e greco, non tutti gli studenti sono figli di papà, molti hanno anche alle spalle storie sociali difficili, ma sono tutti ragazzi in gamba”.

E’ una scuola multietnica il Marconi. dove studiano viareggini, russi, marocchini, e cinesi. Tutti, nessuno escluso, anche i 50 alunni diversamente abili, con tanta voglia di imparare, e trovare un lavoro. Nella sede storica, quella di via Trieste, ci sono gli studenti dei corsi di Grafico Pubblicitario, dentro l’ex Collegio Colombo, tra il viale dei Tigli e lo Stadio dei Pini, si impara invece la cucina, il servire ai tavoli, e lo stare alla reception. Una scuola “giovane”, l’Alberghiera, inaugurata sette anni fa, con anche una sede distaccata a Seravezza, che vanta corsi altamente professionali, e che anche in un momento di crisi del mondo del lavoro offre un buon biglietto da visita per il futuro. “Anche per il presente – precisa il dirigente -, visto che durante l’anno scolastico i miei studenti vengono chiamati per numerosi stage gratuiti in strutture turistiche che fruttano crediti formativi, come ora nel mese di Carnevale, dove sono stati impegnati una cinquantina di alunni, e all’Abetone, mentre per l’estate mi arrivano decine e decine di richieste di assunzioni stagionali in bar, ristoranti e hotel di tutta la Versilia”. L’Alberghiera, insomma, come fiore all’occhiello del Marconi, ed è lì che il preside ci ha accompagnato, in una sorta di viaggio, con lo zoom puntato sulle cucine, e sulla sala ristorante.

E’ un gruppo di ragazze del quarto anno a riceverci alla reception, e accompagnarci nelle cucine dove un’intera classe, in divisa da cuoco, sta preparando il pranzo che sarà poi servito ad altri studenti e professori in veste di clienti: “una lezione – recita – quasi un rituale – che le classi terze fanno due volta a settimana – ci spiega l’insegnante di cucina, professor Mazza.

Ma anche nell’aula ristorante tutto è perfetto, come in un locale di lusso, e sotto l’occhio vigile dell’insegnante di Sala e Bar, il professor Vatteroni, i ragazzi sono impegnati a servire dall’antipasto al dolce: un menù “elegante”,  panzerotto in salsa di pomodoro, pasta e ceci, cotoletta di agnello con patate al forno e semifreddo al torrone spolverato di cacao. Tutto rigorosamente preparato a mano, compreso il pane, e annaffiato da vini abbinati, e spiegati da un provetto somellier. Una scuola modello, insomma, dove da settembre prossimo partiranno anche i corsi serali ai quali ci si può iscrivere fino al 26 marzo, e grazie alla quale chi conseguirà il diploma il prossimo giugno, ha già trovato un lavoro. Andrea, che ha fatto la sua prima esperienza “sul campo” lavorando per tre mesi a un bar, e Giulia, con una stagione alle spalle a un ristorante,  per la prossima estate hanno già “in tasca” un lavoro sicuro.

Letizia Tassinari


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