LAVORATORI STAGIONALI, RISCHIO CONTRATTI AL NERO: PER CHI E’ IMPIEGATO NEL TURISMO AMMALARSI E’ UN LUSSO

Riprende la stagione turistica e tornano puntuali le “dolenti note”, che tutti sanno ma pochi vogliono dire. La situazione del lavoro stagionale a Viareggio, come in Versilia, peggiora anno dopo anno. E la precarietà aumenta, come aumentano i contratti a chiamata fatti anche fuori dalle norme dai datori di lavoro, pur sapendo tutti che nè il contratto del commercio nè quello del turismo ammettono tale possibilità.

“In realtà il lavoro a chiamata serve solo per mascherare il lavoro nero – afferma il segretario provinciale della Filcams Cgil Massimiliano Bindocci -, in Versilia abbiamo ancora degli accordi di oltre 20 anni che riconoscono qualche trattamento economico in più, ma la realtà è che l’applicazione delle regole è solo una eventualità, e per un lavoratore del turismo ammalarsi è un lusso ed infortunarsi è un reato”. Spesso al Pronto Soccorso gli infortuni vengono denunciati come incidenti domestici. “Anche in realtà che sono al top, come dice di essere il Principe di Piemonte, – aggiunge il sindacalista – abbiamo un numero spropositato di contratti a chiamata e una serie di appalti a ditte esterne. Per parlare con chi gestisce le cucine e le camere dell’hotel dobbiamo telefonare a Vicenza, e recentemente, anche al Principe, abbiamo registrato la richiesta di cassa integrazione e riduzione dei servizi”. Immaginiamoci altrove… “Di fatto l’unica cosa vera e nera che c’è in Versilia non è la bandiera degli stabilimenti balneari che protestano per il timore di regole, – aggiunge Bindocci – ma è il lavoro di chi si vede costretto a fare il dipendente in contesti dove l’unica regola che esiste è la prepotenza del titolare”. L’emergenza occupazionale ha reso oggi ancora più drammatica questa piaga e di conseguenza peggiorano le condizioni contrattuali e salariali dei lavoratori stagionali, non esiste il rispetto delle regole e soprattutto non ci sono garanzie per la sicurezza di chi lavora. “C’è anche una omertà vertiginosa – sostiene il segretario provinciale – che si può paragonare a quella nei territori della malavita organizzata”. Ma non si può aspettare che nasca un Saviano tra i lavoratori versiliesi. La Filcams ha in programma una campagna di informazione anche provocatoria su questo tema: il vero problema del lavoro sulla costa è la legalità. E il dato è dimostrato da un riscontro oggettivo: tra domande di disoccupazione e vertenze ogni anno oltre 1000 lavoratori si rivolgono agli uffici della Cgil diViareggio,Torre del Lago e Pietrasanta. Una spirale senza fine e che peggiora sempre.”Il consiglio comunale straordinario i comuni della Versilia dovrebbero farlo sul lavoro nero e sulle condizioni dei lavoratori del turismo in Versilia – sentenzia Bindocci – anche se i casi più diffusi oltre il nero tout court sono i contratti truffa come le collaborazioni a progetto, le associazioni in partecipazione e part time ridottissimi in cui il maggior numero delle ore sono fuori busta”. Senza parlare degli stage, che sempre più spesso sono solo un velo che copre il lavoro nero, e sono diffusi anche in qualche supermercato. “Il turismo sarebbe una vera e propria industria – conclude Bindocci – ma qui in Versilia è gestito tutto a livello familiare, e questa è una risorsa ma anche un limite”. Intanto la ricerca di un lavoretto per l’estate è partita. E tra gli aspiranti bagnini, baristi e commesse stagionali ci sono, oltre che studenti, tantissimi disoccupati risucchiati nel vortice della crisi e dei licenziamenti.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Annunci
Published in: on maggio 29, 2011 at 10:15 am  Lascia un commento  
Tags: , , , , , ,

BLITZ DEI CARABINIERI NEI CANTIERI, SCOPERTO LAVORATORE SENZA DOCUMENTI: ATTIVITA’ SOSPESA E MAXI MULTA

Carabinieri nei cantieri. Per verificare il rispetto delle norme in vigore, combattere il lavoro nero, e anche evitare le morti bianche. E’ stata una giornata di grande lavoro per i militari dell’Arma, quella trascorsa ieri nei cantieri edili della frazione pucciniana, e che ha visto impegnati i carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Lucca, quelli della stazione di Torre del Lago e quelli della Compagnia di Viareggio. Una vera e propria task force che ha portato alla luce numerose infrazioni, di natura penale. Le verifiche operate in un cantiere edile di proprietà di una ditta con sede legale a Massarosa, hanno fatto emergere una situazione di lavoro illegale. I carabinieri, durante il blitz, non solo hanno trovato al lavoro un cittadino extracomunitario privo di permesso di soggiorno, quindi senza contratto e pagato al nero, ma hanno anche accertato che l’impresa edile non aveva adottato le misure necessarie per la sicurezza, imposte dalle norme in vigore. L’attività è stata oggetto di un provvedimento di sospensione, a al titolare sono state accertate anche alcune violazioni amministrative, per le quali sono state comminate sanzioni per oltre seimila euro. “La lotta al lavoro nero è uno dei principali obiettivi, assieme alla tutela della sicurezza”, come ha sottolineato il comandante Pasquali. E i controlli sui posti di lavoro, come sempre, non si fermano. Sia nei settori edili, dove è la piaga dell’utilizzo della manovalanza al nero è maggiore, sia negli altri settori, compresi i bar e i ristoranti, soprattutto con l’approssimarsi delle feste e della stagione estiva.


CRISI ECONOMICA, LE INIZIATIVE DEL SINDACATO: CONTRATTI DI SOLIDARIETA’

Grazie agli interventi della regione è stata estesa a tutte le aziende la possibilità  di fare Casse Integrazioni e Contratti di solidarietà  anche se hanno un solo dipendente. Molte aziende preferiscono però una  gestione “artigianale” degli esuberi nei posti di lavoro, facendo pagare questa scelta a chi lavora .Lo sportello FILCAMS CGIL a Viareggio tutti i giorni per dare assistenza a i lavoratori. La crisi certamente imperversa anche in Versilia, ne stanno verificando gli effetti molte aziende anche dei servizi, del turismo, anche i bar, i ristoranti, gli alberghi, i centri estetici, oltre alle singole attività commerciali. Le aziende che lavorano in appalto sono poi le prime a pagare i tagli che vengono effettuati. Purtroppo nonostante la possibilità, in virtù delle norme regionali di utilizzare gli ammortizzatori sociali anche  in aziende con pochissimi dipendenti, si preferisce spesso affrontare gli  esuberi con soluzioni artigianali, riducendo le ore, minacciando trasferimenti, inducendo alle dimissioni, licenziando i dipendenti o privilegiando contratti a chiamata o altri contratti truffa. Dunque la ricetta praticata in Versilia soprattutto nelle piccole aziende del settore turistico (alberghi e pubblici esercizi), oltre che nelle attività commerciali e nelle aziende artigiane dell’estetica. è quella di gestire la crisi penalizzando i lavoratori in termini retribuitivi e contributivi, e non di cogliere le opportunità che le recenti norme regionali in merito agli ammortizzatori sociali consentono di fare senza sostanziali costi aggiuntivi per le aziende. Unica eccezione va fatta per Confcommercio che, invece, ha favorito per le aziende che si sono rivolte a lei l’utilizzo degli ammortizzatori sociali.
Per questo la Filcams CGIL provinciale  ha chiesto una serie di incontri con le organizzazioni datoriali CNA, Confartigianato, Confesercenti e le varie Unione Albergatori della Versilia, proprio per favorire una corretta applicazione delle opportunità concesse dalle normative regionali. Solo Confesercenti ha risposto dando una certa disponibilità, dagli altri il silenzio.”Tra i casi estremi ricorda il segretario provinciale Massimiliano Bindocci – solo alcuni alberghi che hanno fatto una pratica di sospensione, dovendola poi modificare,  stante le nuove norme che di fatto rendono tale istituto non retribuito dall’INPS,  mentre c’è anche  chi a nostro parere si inventa licenziamenti disciplinari per mascherare la crisi. Questo secondo noi è accaduto ad esempio alla ditta GUSTAVO CECCHI & C. di Viareggio, nota ditta che lavora nei servizi relativi alle vernici prevalentemente nella nautica, che  ha operato  un licenziamento disciplinare, nei confronti di una impiegata. La signora oltre ad impugnare il licenziamento con l’ufficio vertenze della Filcams CGIL di Viareggio si trova ora disoccupata senza nemmeno potersi iscrivere alle liste di mobilità”. Molte altre aziende sono invece in ritardo con gli stipendi e davanti alle richieste del sindacato e dei lavoratori sono anche scocciate. Per affrontare questo momento critico la Filcams CGIL ha approntato  un servizio di sportello apposito che garantisce la presenza Viareggio, presso la sede della CGIL tutti i giorni. Lunedì, Mercoledì e Venerdì è presente un ufficio vertenze della Filcams CGIL, e dal 1° febbraio c’è un nuovo servizio di sportello appositamente previsto a Viareggio per informare e dare risposte ai lavoratori che sempre di più si vedono mettere in discussione i loro diritti in questo momento con la storia della crisi reale o presunta.


Published in: on febbraio 3, 2010 at 2:00 pm  Lascia un commento  
Tags: , , , , , ,

IN MANETTE L’OPERAIO CHE HA SPARATO

E’ stato arrestato dalla Polizia nelle prime ore di ieri pomeriggio a Pisa , nascosto in un garage, il 68enne operaio siciliano che tre sere fa aveva sparato a distanza ravvicinata tre colpi di pistola all’ addome al suo datore di lavoro ed era scappato. Ricercato in tutta la Versilia e zone limitrofe, con l’accusa di tentato omicidio, gli agenti del Commissariato di Viareggio sono riusciti a rintracciarlo a seguito di indagini a tappeto effettuate nell’ambiente cantieristico. A scatenare l’ira e il folle gesto del lavoratore sarebbe stato il mancato pagamento dello stipendio, e forse anche degli arretrati. Prima un diverbio, fatto di voci grosse e minacce, poi, almeno da quanto emerso, il falegname avrebbe estratto la pistola per fare fuoco sull’imprenditore che lavorava in appalto per il Polo Nautico. Il titolare della ditta di falegnameria, un palermitano di circa trentacinque anni residente da tempo nella zona, G.L.G. le sue iniziali, si era accasciato sull’asfalto nei pressi del cantiere Fipa Group del Polo Nautico, ed era stato soccorso da un conoscente che era con lui. Portato urgentemente al Pronto Soccorso era stato ricoverato, in gravi condizioni, all’Ospedale Unico Versilia.

varie-letizia-2991Ieri mattina ai cantieri della Darsena tra gli operai che uscivano per la pausa pranzo molte bocche cucite, nessuno conosce, nessuno sa, o forse nessuno vuole dire. Solo un operaio parla: “lo conoscevo solo di vista il ferito, aveva un macchinone, un Suv dell’Audi. Lo si vedeva ogni tanto. Qui siamo tanti, centinaia, ma nessuno conosce l’altro, anche se lavoriamo a fianco”. La paura di parlare riguarda la piaga del “caporalato”, e del lavoro nero, che affligge allo stesso modo sia gli italiani che gli immigrati, soprattutto nella cantieristica, dove le condizioni di lavoro sono senza le basilari norme di sicurezze e dove la non professionalità, dovuta anche all’inesperienza, provoca incidenti, e a volte la morte degli operai. Tanti sono gli extracomunitari fuori dai cancelli dei cantieri dove vengono forgiati yackt da mille e una notte, “reclutati” la mattina all’alba. Poi ci sono i cinque indiani dello Shrilanka “licenziati” a voce ieri mattina poco prima di mezzogiorno dal caporale albanese: “non c’è lavoro, aspettatemi qui, vado in banca, vi pago, e poi tutti a casa”.

Letizia Tassinari

ATTEGGIAMENTI ANTISINDACALI, NUOVA UDIENZA

Prosegue la causa di lavoro alla sezione Lavoro del Tribunale di Lucca contro il presidente della Mover Gigi Sugliano,difeso dall’avvocatessa Cristiana Francesconi,  accusato dai sindacati Cgil, Cisl e Uil, difesi dall’avvocato Roberto Giusti del Foro di Lucca, di comportamento antisindacale. I sindacati confedererali avevano presentato a fine autunno un ricorso  ex articolo 28 dello Statuto dei lavoratori a tutela dei lavoratori sia a tempo indeterminato che di quelli precari. Nel mese di dicembre, nella stanza del giudice Anna Martelli, si era svolta la prima udienza, nella quale erano stati ascoltati i legali delle parti, mentre ieri mattina è iniziata l’escussione della prima trance dei testimoni.  Sono  venti in tutto i lavoratori chiamati a dire le proprie ragioni davanti al magistrato. Ieri ne sono stati ascoltati dieci, cinque per parte e il processo è stato aggiornato al 21 gennaio prossimo. Salvo riserve, per quella data il giudice dovrebbe   stabilire chi ha ragione sulla querelle che vede coinvolto il presidente in merito a quanto da diversi mesi denunciano i sindacati. All’uscita dal tribunale i segretari provinciali di Cigil., Cisl e Uil confermano quanto già asserito nei mesi precedenti l’avvio della causa di lavoro:  “l’attacco più grave del presidente padrone è quello portato alla graduatoria dei lavoratori stagionali dalla quale si attingono le assunzioni a tempo indeterminato che per Sugliano sono ormai superate dalla Legge Brunetta tanto da essersi permesso di agire liberamente nelle assunzioni”. Anche se i fatti che maggiormente vengono contestati nella causa di lavoro a Gigi Sugliano sono la disdetta degli accordi sindacali preesistenti e il perdurare, nonostante un verbale di accordo siglato il 18 luglio tra le parti, del suo far tabula rasa di ogni diritto aziendale acquisito negli anni dai dipendenti e l’aver promosso di livello alcuni lavoratori, sei dal quinto al sesto e uno dal quinto al settimo, ossia semidirigenziale, senza alcun criterio, in particolare senza titoli di studio necessari. ” I “premiati” da Sugliano – lo ribadiamo – sono stati esclusivamente i lavoratori non iscritti al sindacato mentre quelli iscritti, da quando il presidente si è insediato, sono stati oggetto quasi quotidianamente di pressioni psicologiche per incrementare le multe oltre a beccarsi lettere disciplinari senza motivo e denunce”. Anche se una buona notizia arriva proprio dai lavoratori: ” da quando è iniziata la causa di lavoro sono cessate le lettere disciplinari”.

Letizia Tassinari

ARRESTI, DENUNCE E BLITZ NOTTURNO: I CARABINIERI SCOPRONO 5 LAVORATORI AL NERO NEI LOCALI VIP DELLA VERSILIA, 22.600 EURO LE SANZIONI.

Vasta operazione di controllo del territorio, quella effettuata nell’ultimo week end dai carabinieri della Compagnia di Viareggio diretta dal nuovo comandante capitano Andrea Pasquali.

I numeri

Due arresti, due denunce, cinque segnalazioni alla Prefettura e oltre ventimila euro di sanzioni amministrative il bilancio del fine settimana.

Al setaccio i locali notturni

Il servizio, che è stato coordinato e disposto dal Comando Provinciale del Carabinieri di Lucca, diretto dal colonello Stefano Ortolani, ha portato a passare al setaccio un discreto numero di locali notturni della zona e al controllo della circolazione, per prevenire il tristemente noto fenomeno delle stragi del sabato sera.

Prostituzione in via Marco Polo e clandestini

Anglica Souza, transessuale brasiliano del ‘82, beccato dai militari dell’Arma a svolgere la sua attività di meretricio nella centrale via Marco Polo, e Abderrahim Jarmouni, marocchino del ‘78, clandestino e nulla facente, sono stati arrestati, in quanto inottemperanti al’ordine di espulsione del Questore, di Lucca il primo, e di Bologna il secondo. Giudicati ieri mattina al Tribunale di Viareggio sono stati condannati ed espulsi.

Trovati con hashish e coltelli

Per F.M.G, un cileno di ventisette anni, trovato in possesso di ventotto grammi di hashish nei pressi di una nota discoteca, e per D.G., un italiano cinquantenne, trovato con addosso due coltelli a serramanico, è scattata la denuncia a piede libero. Il primo dovrà rispondere di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio, il secondo del reato di porto abusivo di armi da taglio.

Cinque consumatori di droga segnalati

I carabinieri della Compagnia di Viareggio hanno anche segnalato al Prefetto, in base alla normativa vigente, come consumatori di droga, ben cinque persone: G.S, del ‘76, C.M., del ‘62, R.J., del ‘85, P.I.del ‘87, e R.G.del ‘86, che a un controllo effettuato dagli uomini dell’Arma sono stati trovati in possesso di dosi di hashish. La droga, in totale circa dieci grammi, è stata sequestrata.

Blitz contro il lavoro nero

Nell’arco del fine settimana i militari della Compagnia di Viareggio, avvalendosi del contributo dei militari del Nucleo Ispettivo della Direzione Provinciale di Lucca e dei carabinieri del Nas di Livorno, hanno effettuato alcuni blitz ispettivi in molte discoteche e pub della costa, al fine sia di contrastare il dilagante fenomeno del lavoro nero e dell’impiego di manodopera clandestina sia di verificare il rispetto delle norme igienico sanitarie. Ben cinque sono stati i lavoratori trovati a lavorare al nero, in barba alle norme del collocamento. Diverse le violazioni riscontrate dai militari in merito alle disposizione in materia sanitaria. Complessivamente, le sanzioni amministrative elevate, ammontano a ventiduemilaseicento euro.

Letizia Tassinari

BARISTA A PROGETTO, NESSUN DIRITTO

Lavori stagionali e contratti “ strani”. Nei posti di mare come Viareggio è facile trovare un lavoro stagionale. Sono tanti i giovani, anche studenti liceali, che cercano e trovano posto come commesse/i in negozi di abbigliamento di prestigiose firme, come cameriere/i in bar, ristoranti, alberghi, pub e discoteche, o come bagnino in uno dei tanti stabilimenti balneari della nostra costa. Chi per aiutare la famiglia, chi per essere indipendente economicamente per qualche mese, senza gravare sul portafogli di mamma e babbo, e avere perciò “due soldini” per i propri sfizi. Ma c’è chi se ne approfitta, tra i datori di lavoro. Ad un giovane appena diciottenne il titolare del bagno, dove il ragazzo ha lavorato per tutta la stagione come barista, ha applicato il contratto a progetto, ex Legge Biagi. Viene da ridere. Ma in realtà ci sarebbe da piangere! Quale progetto dovrebbe avere un barista? Quello di fare caffè e cappuccini o di servire un succo di frutta e una birra? Il progetto del “filantropo” datore di lavoro è invece chiarissimo: pagare di meno e risparmiare sui contributi. Il tutto sulla pelle del lavoratore. A fine stagione il lavoratore non avrà diritto a percepire la tredicesima, la quattordicesima, il tfr e non avrà diritto all’assegno di disoccupazione. “Probabile anche che il bagno in questione fosse un bagno per vip – affermano dal Sindacato dove sulla questione mantengono il massimo riserbo – dove magari oltre che risparmiare sulla pelle dei lavoratori non si emettono neanche gli scontrini”.

Letizia Tassinari

COMMESSE ” SFRUTTATE” IN PASSEGGIATA, BLITZ DELL’INPS

Commesse stagionali sfruttate. In passeggiata, nei negozi più “in”. La denuncia dello scandalo era partita, sul Corriere, lo scorso 30 luglio. Le lavoratrici di un noto franchising del salotto buono di Viareggio si erano rivolte alla nostra redazione per lamentare un vero e proprio abuso. L’orario di lavoro che, per contratto, doveva essere fino alla mezzanotte non veniva rispettato. Tutte le ragazze, stagionali e a tempo indeterminato, erano costrette a lavorare gratis ad oltranza. Chiusa a chiave la porta di ingresso allo scoccare delle 24, per non fare entrare gli acquirenti, visto che i regolamenti comunali in vigore impongono la chiusura al pubblico per quell’ora, le commesse, in base ad una sorta di obbligo non scritto ma imposto, dovevano tutte rimanere in negozio fino a che non avessero rimesso a posto negli appositi scaffali gli indumenti lasciati a giro dei clienti, spazzato il pavimento e dato il cencio, e fatti i conti di cassa. A volte per oltre due ore oltre quello contrattualmente previsto. Oltre ad andare personalmente, con i propri mezzi o gambe, alla vicina banca per effettuare il versamento alla cassa continua, a loro rischio e pericolo. Nel loro contratto, quello del CCNL del Commercio, non è prevista infatti l’indennità di cassa. “ Ovviamente” queste ore non venivano retribuite come straordinarie, ma c’era la promessa, verbale, di recuperarle. Verba volant scripta manent. E il “ le recupererete”, quando e come non si sa, non è mai accaduto. L’articolo denuncia non riportava il nome del noto franchising. A tutela delle lavoratrici. Ma come un vecchio saggio insegna, “ a buon intenditor poche parole”, chi doveva capire ha capito. E, letto il giornale, è partita una sorta di “interrogatorio di terzo grado”. Chi è stato a parlare? Nessuno. Nell’articolo del resto non c’era alcun riferimento che potesse far capire di quale negozio della passeggiata si trattasse. E, di noti franchising dal molo al Principe di Piemonte, ce ne sono per tutti i gusti. Da Sash a Benetton, da Calzedonia a Intimissimi dalla Guess alla Sisley. Ma chi sapeva di essere in torto, visto che fare lavorare gratis i propri dipendenti oltre l’orario di chiusura, senza retribuzione dello straordinario notturno, raffigura un’ipotesi di abuso vero e proprio, di conseguenza sanzionabile, avendo la coda di paglia, ha pensato bene di “autotutelarsi”. La responsabile del negozio “incriminato” ha scritto di suo pugno, facendolo firmare per presa visione a tutte le ragazze, un impegno a far loro recuperare le ore lavorate in eccesso, telefonando anche all’ufficio del personale perchè provvedesse a variare gli orari di lavoro di ciascuna. Foglio che la responsabile ha “nascosto” nel libro matricola dentro un cassetto sotto il registratore di cassa. Tutto però è proseguito come prima. Fino al blitz notturno dell’Inps di Lucca. L’irruzione degli Ispettori è scoccata a un quarto d’ora prima della mezzanotte. A negozio ancora aperto al pubblico, e con decine di clienti dentro a fare shopping. Le due commesse trovate in servizio, sono state interrogate e verbalizzate. E hanno detto la verità, confermata, nero su bianco, dal foglio della promessa di recupero di ore lavorate e non pagate, trovato durante l’ispezione dentro il libro matricola. Per una commessa le ore regalate all’azienda sono risultate addirittura ventisei, per l’altra dodici. Le irregolarità scoperte dagli Ispettori dell’ Inps sono state però anche altre. Il libro matricola non era aggiornato da mesi. Eppure una commessa si era licenziata durante la stagione. Le due commesse trovate in negozio non erano commesse. Il loro inquadramento era quello di aiuto commesse. E un’ aiuto commessa non può stare sola in negozio.Occorre una commessa qualificata, o una responsabile del negozio. La conseguenza? Una sanzione “salata” da pagare. Trattandosi di un franchising che nella sola Viareggio conta ben sei negozi, oltre a tutti gli altri sparsi nei comuni versiliesi, le indagini dell’Inps di Lucca proseguono. E, visto che i negozi dell’azienda sono presenti anche in altre province della Toscana,è presumibile che l’indagine coinvolga anche le sedi degli Ispettorati di altre provincie.

Letizia Tassinari

L’INFERNO DELLE COMMESSE STAGIONALI . LA DENUNCIA: ” SFRUTTATE E TENUTE IN NEGOZIO OLTRE L’ORARIO RETRIBUITO”

Commesse sfruttate in passeggiata. Si lavora gratis. Succede a Viareggio, nei negozi di un noto franchising nel salotto buono della passeggiata a mare. Un abuso vero e proprio delle lavoratrici. Stagionali e non. Quasi un mobbing. L’orario da contratto è per tutte le ragazze, molte delle quali studentesse che lavorano come stagionali, fino alle 24. Ma è prassi consolidata che dopo le 24 si vada avanti. Ad oltranza. Dopo la mezzanotte non si vende, il negozio è chiuso al pubblico, ma a negozio chiuso a chiave dall’interno si fa cassa, fino a quando i conti non tornano. Si mette a posto, si pulisce e si va anche a fare il versamento alla cassa continua della vicina banca. Non si tratta di un quarto d’ora o venti minuti in più ma anche di un ora, o due. Straordinario notturno. Retribuito? No. Magari. Lo straordinario notturno nel contratto collettivo nazionale del commercio è maggiorato del 50%, ossia le ore sono pagate il doppio. Le commesse del noto franchising sono invece “ obbligate” da un non scritto ma neanche tacito accordo a lavorare “a gratis”. La sera prima del giorno dei saldi le ragazze hanno lavorato fino alle tre di notte. “Due ore ve le paghiamo come straordinario” è stato loro comunicato , “la terza no”. Poi, da quella sera, tutte le sere è diventato di routine che le ragazze escano alle una o alle due di notte, lavorando una o due ore in più sempre, e queste ore non siano conteggiate in busta paga. ” Recupero” ha sentenziato la responsabile del negozio. Responsabile che non è una dipendente ma un’associata in partecipazione. Ossia una precaria. E quando le commesse potranno recuperare le ore lavorate gratis non si sa. Anzi non si sa nemmeno se le recupereranno. Sicuramente mai. Venerdi della scorsa settimana le commesse sono dovute restare in negozio addirittura fino alle 2,20 di notte. Nessuna ha recriminato, tutte zitte e “ubbidienti” ad una situazione di fatto che più che anomala è illegale, e che per paura di essere “ cacciate” non viene denunciata. Il fatto grave e ancor più stupefacente è però quello capitato il giorno dopo ad una stagionale con contratto part time, di tipo orizzontale. Trentasei le ore settimanali in contratto, dalle 18 alle 24, con un’ ora di pausa con turni variabili a seconda delle esigenze del negozio ed un giorno di riposo. Quella sera la responsabile aveva comunicato alla commessa che sarebbe potuta andare in pausa cena dalle 20 alle 21. Per sbaglio la ragazza è uscita alle 19.59. Probabilmente l’orologio della lavoratrice non era sintonizzato con quello aziendale. Fatto sta che alla ragazza è stato contestato l’errore. Con un rimprovero verbale. Errore involontario, senza dolo, di un minuto. Solo sessanta secondi, contro le circa 17 ore lavorate gratis dalla commessa nella seconda metà del mese di luglio. Ore supplementari, che essendo il contratto part time applicato alla stagionale di tipo orizzontale, sarebbero da retribuire maggiorate del 35%. Ore in eccesso che sono stata tutte segnate in un’agenda. E ci sono anche i testimoni. Di chi la competenza di un controllo? Direzione Provinciale del Lavoro o Inps? O entrambi?

Letizia Tassinari