STRISCIONI CONTRO LA GELMINI, ARRIVA IL MINISTRO DELL’ISTRUZIONE E SCATTA LA PROTESTA IN PASSEGGIATA

La lotta non va in vacanza!…no alla Gelmini a Viareggio”. Il tam tam per ritrovarsi davanti al Balena alle 11.45, orario previsto dell’arrivo della Ministra Gelmini al convegno “Versilia 2010, Dedalo e la Sfida del Nuovo”, organizzato dai giovani del PdL, è partito su Face Book il giorno prima e ieri mattina si sono ritrovati in centinaia per protestare contro “le scelte scellerate di questo governo che stanno smantellando la scuola pubblica”.

Passeggiata blindata, con poliziotti e carabinieri in tenuta antisommossa, e pure il cane Major, addestrato per la ricerca degli esplosivi. Ma la protesta si è svolte civilmente. Giovani Comunisti, il Comitato versiliese per la difesa della Scuola Pubblica, i Cobas, il neo segretario del PD Glauco Dal Pino, insegnanti, studenti e tanti, tantissimi genitori, hanno sventolato i loro striscioni.

“Alla faccia di chi diceva che siamo solo dei fannulloni – ha detto Ruggero Simonelli – che manifestano solo per saltare un giorno di scuola”. L’ “ora basta ai tagli” è stata una richiesta unanime: “ la riduzione delle cattedre – si legge in uno dei volantini del PD – significa impossibilità per i precari di passare di ruolo e un continuo alternarsi di professori nelle classi”. Così come la riduzione dell’orario di scolastico si traduce in “meno possibilità di apprendimento”. I giovani di Rifondazione Comunista, da oltre un anno, hanno messo in piedi, al Varignano, il Progetto di Scuola Popolare, e sono sempre di più le famiglie che si rivolgono, per mancanza di alternative istituzionali, ai volontari che quotidianamente, e gratis, fanno lezione nel pomeriggio: “ grazie al taglio del tempo pieno – ha precisato Simonelli – molti genitori, che lavorano ma non sono in grado economicamente di pagare baby sitter, o insegnanti per le ripetizioni, si rivolgono da noi”. E il credo per cui si battono contro la riforma della Gelmini è “una scuola pubblica che assicuri una formazione culturale degna di questo nome, accessibile a tutti e libera”.

Al meeting dentro al Balena i giovani di destra hanno invece applaudito alla Gelmini, su tutto, e in particolare sui punti cardine della riforma universitaria che è all’esame del Senato: “Spazio ai giovani docenti, via i professori ultrasessantacinquenni, l’Universita’ deve servire ai giovani non ai baroni. Stop al radicato meccanismo della parentopoli e del nepotismo, si’ alla meritocrazia”. “Vogliamo – ha aggiunto – programmare un’offerta formativa diversa che non punti sulla quantita’, come si e’ fatto fino ad oggi con il finanziamento a pioggia di corsi didattici inutili, ma sulla qualita’. Vogliamo inserire il principio federalista anche nelle Universita’ responsabilizzando le Regioni, vogliamo attuare il ricambio generazionale dei professori abbassando l’età media di ricercatori, associati e ordinari istituendo un’abilitazione nazionale da conseguire attraverso concorsi trasparenti a cui tutti possono accedere con nomine sganciate dalla politica e un’agenzia esterna che valuterà il lavoro dei docenti, ore di lezione, ricevimenti e appelli d’esame rispettati”. E se la coperta è corta la ministra ha promesso: “priviligerò i giovani”.


Published in: on luglio 24, 2010 at 8:15 am  Lascia un commento  
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SFILANO LE “VEDOVE DEL LAVORO”, LE COLLABORATRICI SCOLASTICHE IN MARCIA DAVANTI AL MUNICIPIO: PROTESTA AL CONSIGLIO COMUNALE, E DA LUNARDINI CON LO STRISCIONE “SINDACO SMETTI DI RIDERE”

Uno spettacolo tra “Eyes wide shut” e “V per vendetta”. Ma non è un film e non ci troviamo in America o in un futuro alternativo. Siamo di fronte al municipio di Viareggio e a protestare in modo eclatante sono le collaboratrici scolastiche autoproclamatesi “vedove del lavoro”. Alcune di loro sono vedove per davvero, altre sono sposate con figli e i mariti hanno perso il lavoro per via della crisi. Quasi tutte hanno il loro lavoro come unica fonte di sostentamento. Un’occupazione che vale più o meno 700 euro al mese. Poco prima del consiglio comunale di mercoledi sera si sono presentate con mantello nero e maschera bianca, armate di cartelli dalle diciture significative: “E’ una vergogna”, “Non si taglia sulla sicurezza”, “Attenzione alle tate”. Un ultimo, disperato tentativo di richiamare l’attenzione sui loro posti di lavoro a rischio. Rappresentano le circa 60 lavoratrici della ditta Miorelli, che dopo 13 ani di servizio nelle scuole materne e elementari del territorio si sono viste decurtare lo stipendio del 25%, a causa dei tagli imposti a dicembre dal ministro della Pubblica Istruzione Mariastella Gelmini. Adesso rischiano il posto: dopo due mesi di appelli alle istituzioni, di fronte allo scadere dell’appalto e allo spettro della cassa integrazione, non hanno più intenzione di restare nell’incertezza. Accompagnate dal segretario della  Cgil Versilia Andrea Antonioli e da diversi genitori, sono state ricevute dal sindaco Luca Lunardini in sala di rappresentanza. “Il comune ha trovato i soldi per le lavoratrici dell’azienda pluriservizi comunale che svolgono i nostri stessi compiti” hanno accusato le presenti “e per noi niente” Parole come pietre che hanno visibilmente colpito il primo cittadino, che quasi è caduto dalle nuvole. Neppure l’assessore alla pubblica istruzione Lucia Accialini ha potuto fornire risposte concrete. Alle scuole mancano i soldi per pagare le collaboratrici, dal governo si taglia, la regione declina ogni responsabilità. Il comune, ha sostenuto Lunardini, farà il possibile per trovare una soluzione. Prenderà carta e penna per scrivere alla Gelmini, cercando il sostegno di tutte le amministrazioni della Versilia, coinvolte nello stesso problema. A Viareggio il rapporto è di 1 collaboratrice ogni 25 bambini, ma in un comune come Massarosa è addirittura di 1:30. I servizi fondamentali a rischio sono la  sorveglianza dei bambini, le pulizie e l’ assistenza ai portatori di handicap.

Giacomo Lucarini



TAGLI NELLE SCUOLE, PERSONALE IN SCIOPERO: E I GENITORI DEGLI ALUNNI APPOGGIANO IL PRESIDIO DAVANTI AL COMUNE. MANIFESTAZIONE A FIRENZE

La Gelmini non si vergogna neanche un pò?” La domanda se la pongono sia i Sindacati Confederali, Cgil, Cisl e Uil, che le lavoratrici della Miorelli Service, circa sessanta solo su Viareggio, che garantiscono il servizio essenziale di sorveglianza, controllo e pulizia, all’interno delle scuole materne, elementari e medie di Viareggio. Oltre a tutte le altre colleghe che svolgono il proprio lavoro in Versilia, al pari di quelle di tutta la Toscana. La ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, il 22 dicembre scorso ha inviato una nota a tutti gli istituti scolastici per dare esecuzione ai tagli sulle risorse finanziarie per il funzionamento della scuola pubblica.

“Un taglio indiscriminato e immediato, ad anno scolastico in corso, pari al 25%, sulle ore previste in contratto, tra l’altro in scadenza il prossimo 30 giugno, oltre che su altre attività ausiliarie – come ha precisato il segretario versiliese della Filcams Lino Giovannelli. I contratti di appalto con la Miorelli sono a tutt’oggi in vigore, e una riduzione di tale entità, secondo il sindacato, “non è possibile per legge”. I tagli di spesa, insomma, sono illegittimi, tanto che i sindacati sono pronti ad una lezione legale in merito. Ma, intanto, di fronte a questa drammatica situazione, le lavoratrici degli appalti dicono NO al taglio che minaccia sia il loro posto di lavoro che la sicurezza, e la salute, degli alunni, e intrecciano le braccia: stamani sciopereranno per l’intera giornata, con un presidio dalle 10.30 alle 13 a Firenze, presso la Direzione Regionale Scolastica di via Mannelli. Mentre i genitori delle migliaia di alunni viareggini, tutti schierati a favore della protesta delle lavoratrici, e insieme al Comitato Versiliese per la difesa della scuola pubblica, appoggeranno lo sciopero con un presidio davanti al comune di Viareggio, chiedendo al sindaco Lunardini, e all’assessora Lucia Accialini, di “patrocinare” e appoggiare le richieste delle dipendenti della Miorelli. “Ancora una volta si è andati a colpire, in modo unilaterale e arrogante, una parte debole del mondo del lavoro – il commento di Giovannelli -, tutte donne, con uno stipendio che va da un minimo di 400 a massimo di 800 euro lordi”. La paga oraria, lorda, è infatti di poco più di 6 euro. La riduzione dell’orario del 25% è attiva già dalla riapertura delle scuole dopo le vacanze di Natale, e la qualità e la quantità del servizio sono state fino ad oggi garantite esclusivamente dal senso di responsabilità e buona volontà delle lavoratrici, che hanno coperto l’orario pur non essendo retribuite per intero. “Senza la loro presenza – è Elena Tozzi, insegnante e genitore allo stesso tempo, ad affermarlo – le scuole non avranno più i requisiti sufficienti e necessari per accogliere gli alunni, in sicurezza e pulizia”. A sciopero proclamato, con la richiesta di ritiro immediato della circolare a firma della Gelmini, che tra l’altro “lede la legge regionale sull’autonomia scolastica”, l’assessora provinciale Pedreschi ha convocato le parti per un incontro oggi pomeriggio mentre e l’assessore regionale aspetta le lavoratrici a Firenze domani.

Letizia Tassinari


RAID CONTRO GLI STUDENTI CHE OCCUPANO, NOTTE DI TENSIONE AL CHINI: PRIMA SALTA LA LUCE, POI LE UOVA E I VOLANTINI, E DECINE DI FOGLIETTI APPARSI ANCHE DAVANTI AL COMUNE

Mezzanotte e mezzo: tutti al buio. Hanno pensato a un black out gli studenti del liceo Galileo Chini quando è andata via la luce. Ma dopo qualche minuto è iniziato il lancio di uova contro i vetri delle finestre di due aule al primo piano e hanno avuto paura. Poi hanno sentito un auto sgommare. Ed è calato il silenzio. Facendosi coraggio sono usciti all’esterno, ma dei balordi che avevano compiuto lo scempio non c’era più traccia.

VIDEO 061VIDEO 062VIDEO 060Unici indizi della presenza di ignoti i tuorli spiaccicati, il contatore Enel esterno staccato, e decine di volantini attaccati con lo scotch ai muri. “Non farti fregare….ancora una volta. Sei di sinistra o sai leggere?” E nel testo una serie di passi sulla riforma Gelmini: “ Ti hanno detto che….ed invece…” La firma in calce, questa volta, è quella di Giovane Italia Versilia. E’ anche arrivata una volante della Polizia, forse avvisata da qualche residente della zona, e uno dei volantini è da ieri al vaglio degli uomini del Commissariato di Viareggio.

VIDEO 111VIDEO 113VIDEO 107Alle otto di mattina decine e decine degli stessi volantini sono stati trovati attaccati sui platani e sulle cabine telefoniche davanti al Comune ed è stato lo stesso senatore Milziade Caprili, capogruppo consiliare per SA, a toglierli con le sue mani e con l’aiuto della consigliera Romina Cortopassi: “dopo l’altro volantino, tra l’altro scritto da chi non sa nemmeno l’italiano ( Zingarelli alla mano si dice indottrinamento e non addottrinamento ) qualcuno mette in dubbio che la sinistra sappia leggere? Roba da matti”.

Ma questo nuovo episodio di provocazione non ha fermato la lezione all’aperto in piazza Mazzini.

VIDEO 065VIDEO 067VIDEO 076VIDEO 071La professoressa Giuseppina Parrini, “Zefi” per tutti gli studenti del Chini, ha parlato loro del 2 giugno, la data che ha portato l’Italia ad essere una Repubblica, e del primo referendum al quale hanno potuto partecipare al voto anche le donne: “una data significativa che ha segnato una vittoria politica e sociale, dove ha vinto la democrazia e sono rinate quelle libertà che per venti anni erano state negate e che non dobbiamo mai smettere di difendere”.

VIDEO 085VIDEO 089DSC_1666VIDEO 095Ma agli studenti di tutti i licei viareggini la doppia vicenda dei volantini non è andata giù e hanno improvvisato un corteo fino alla stazione, fermandosi davanti alla sede del PdL:

VIDEO 102DSC_1683“Siamo tutti antifascisti – hanno cantato urlando la loro rabbia. Dieci minuti, forse meno. Poi tutti sono tornati ai propri licei occupati per alcune attività di studio: al classico nel pomeriggio era ospite Assemblea 29 giugno e si è parlato della strage di Viareggio, allo Scientifico si sta invece preparando un incontro con i lavoratori della Darsena, per parlare di lavoro.

Letizia Tassinari

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LANCIO NOTTURNO DI VOLANTINI DI DESTRA, LA SEDICENTE “LEGA ANTICOMUNISTA” PRENDE DI MIRA LE SCUOLE SUPERIORI OCCUPATE: LANCIATE UOVA CONTRO LA FACCIATA DEL CLASSICO, E SPUNTA ANCHE LA “GUIDA PER NON FARSI FREGARE”

VIDEO 036A.A.A., cercasi insegnanti di destra”. Gli studenti dei licei Scientifico e Classico, occupato il primo e in assemblea permanente il secondo da due giorni, si sono visti notte tempo tappezzati di volantini disseminati sul marciapiede, a firma della “Legione anticomunista a presidio della Versilia”, con tanto di logo raffigurante il gladio.

Tutto sembrava tranquillo, fino a poco dopo la mezzanotte, poi i liceali di entrambe le scuole si sono insospettiti dal passare di due autovetture, una in particolare, e si sono affacciati. “Non sono riuscito a prendere la targa, ma era una Fiat 600, vecchio modello, di colore bianco”. E’ uno studente a riferire questo particolare. Fatto sta che dopo averla notata, e aver visto per terra decine e decine di volantini, quell’auto non è più transitata sulla via Paolina.

img077“Tutti più o meno siamo al corrente dell’attuale situazione nelle scuole italiane, ma ben pochi studenti si rendono pienamente conto che la stragande maggioranza dei loro insegnanti sono ancora di stampo comunista – è scritto nel volantino – A questi professori al servizio diretto della sinistra spetta un grande lavoro di addottrinamento, da esercitare su ogni singolo studente: un lavoro lento e spesso efficiente che mira a creare cervelli con forti ideali comunisti, talvolta utopistici e negativi. Non farti imbambolare dalle parole di questi paladini della scuola pubblica, stanno solamente cercando adesioni per la rinascita della loro fazione politica ormai caduta con le ultime elezioni”.

VIDEO 039E insieme al testo a firma della sedicente “legione” di destra una “guida utile per non farsi fregare” sulla riforma Gelmini, firmata con i simboli di Azione Giovani, Azione Studentesca e Azione Universitaria. “Abbiamo segnalato la cosa alle Forze dell’Ordine, visto che l’azione di disturbo non si è limitata al volantinaggio ma a veri e propri atti di vandalismo”.

VIDEO 038La porta di ingresso della palestra del liceo classico Carducci è stata infatti il bersaglio del lancio di uova, e ieri mattina alle prime luci dell’alba, nonostante gli studenti abbiano cercato di ripulire al meglio, i segni dei lanci erano ancora visibili. “Come lo scorso anno cercano di intimidirci – hanno affermato i capi istituto – ma la nostra protesta va avanti”.

Una lezione sul sessantotto

Non hanno occupato le scuole, o scelto come forma di contestazione l’autogestione o l’assemblea permanente, per non fare lezione. Anche ieri i gruppi di studio erano attivi.

VIDEO 033Alla sede del Liceo Galileo Chini del Lido di Camaiore gli studenti si erano riuniti nella palestra e con loro c’era anche un’ insegnante di lettere del Socio Psico Pedagogico a tenere una sorta di “lezione” sul ’68. VIDEO 034“Più che una lezione si è trattato di un dibattito molto partecipato da tutti noi studenti”. Con uno spaccato di storia, vissuta, che non si legge sui libri, e che solo chi di quegli anni ha ancora un vivo ricordo può parlare. E per oggi la lezione prosegue all’aperto, dalle nove in poi in piazza Mazzini.

Letizia Tassinari

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LA PROTESTA STUDENTESCA SI ALLARGA, OCCUPATE QUATTRO SCUOLE SUPERIORI: “NON OCCUPIAMO PER FARCI LE CANNE E NON STUDIARE”

Studenti in onda: il movimento studentesco non si ferma. Lo avevano promesso e “pacta sunt servanda”: “Noi non paghiamo la vostra crisi”. A costo di “ una, cento o mille occupazioni”, e in attesa di mobilitazioni su scala nazionale. E’ la  riforma della ministra Maria Stella Gelmini ad essere ancora nel mirino, come durante lo scorso anno scolastico, “forse ancor di più”  come affermato da numerosi capo istituto, e da ieri le occupazioni sono aumentate.

VIDEO 033VIDEO 104Dopo la succursale del Galileo Chini, quella che in via Beata al Lido di Camaiore ospita i licei Socio Psico Pedagogico e Scienze Sociali, e l’ Istituto di Ragioneria Piaggia, occupati due sere fa, ieri mattina è stata la volta della sede del Chini, nel cui edificio ci sono le classi del liceo linguistico, del liceo Scientifico Barsanti e Matteucci e, nel pomeriggio, del Nautico Artiglio.

Al Marconi, all’ Iti Galileo Galilei, al Don Lazzeri e allo Stagi di Pietrasanta, gli studenti, per adesso, hanno adottato come misure di protesta o quella dell’autogestione o quella dell’assembla permanente.

VIDEO 063“Ci stiamo dividendo in gruppi: quelli che picchetteranno gli ingressi, quelli addetti a preparare volantini e striscioni, quelli che dovranno organizzare un’uscita a Lucca”. I ragazzi infatti sono intenzionati ad organizzare un sit in davanti alla Provincia.

VIDEO 055“ Non occupiamo per farci le canne e non studiare – i capi di istituto sono stati molto chiari quando hanno parlato alle centinaia di ragazzi del biennio e del triennio – faremo anche lezione, dividendoci in gruppi di studio”. L’intenzione è studiare, anche all’aperto, invitando professori anche da fuori. “ Nella scuola ci sono insegnanti che appoggiano la nostra protesta e altri che non la condividono – nessun riferimento ad un liceo piuttosto che ad un altro, il discorso fatto dai megafoni dai leader dell’ Onda nei vari licei è si può dire uguale -: chi vorrà farci lezione, magari in piazza, è il benvenuto. Noi vogliamo studiare in una scuola che sia degna di questo nome, che sia a norma con la sicurezza, con ambienti adatti, aule e laboratori, e avere garanzie per il nostro futuro”. La lotta, contro la Gelmini e il ddl Aprea, è “contro la svendita della scuola pubblica, contro i tagli al personale didattico e ai finanziamenti, contro la trasformazione in fondazioni”. “Vogliono imporci un mondo che non ci sta bene, la scuola è nostra e dobbiamo lottare per difenderla e cambiarla: dobbiamo farlo”. E mentre si preparano dieci domande da porre a mezzo stampa alla ministra Gelmini ( “che ci dovrà pur rispondere come afferma Elena Panzera del Chini) lo slogan urlato nelle varie assemblee è lo stesso: “noi la crisi non la vogliamo”. A pagarla, gli studenti, non ci stanno. E questa volta sembra facciano davvero sul serio: “ne va del nostro avvenire, come di quello di migliaia di insegnanti”.

Letizia Tassinari

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IL NAUTICO CAVALCA L’ONDA: PROTESTA PER LA SEDE FATISCENTE

L’Onda sta montando, e prima ancora del 9 ottobre, giornata nazionale di mobilitazione studentesca che prevede per domani mattina un corteo per lo “stop” alla Gelmini – l’appuntamento è per le 9 in piazza Mazzini – i ragazzi del Nautico Artiglio sono già in autogestione, da ieri. I motivi di quest’anno sono elencati nel volantino, dal laboratorio di macchine che è del tutto inutilizzabile, e preclude a chi è iscritto al corso macchinisti la possibilità di farci lezione. Lo scorso anno gli studenti avevano denunciato che il tetto, diverse decine di metri quadrati, era interamente di eternit, e i lavori per la messa a norma sarebbero stati da fare, e ultimare, prima dell’inizio dell’anno scolastico.

NAUTICO 2NAUTICO“L’eternit è stato tolto, ma il laboratorio è a cielo aperto”.

NAUTICO 5La scuola, a lezioni iniziate, è infatti un cantiere edile con lavori in corso.

NAUTICO 3NAUTICO 021NAUTICO 4Anche le norme di sicurezza e antincendio “non sono a norma”: le scale di emergenza presentano evidenti problemi, con ferri sporgenti, un vetro del secondo piano, a quanto raccontano gli studenti, è precipitato a pochi centimetri da un ragazzo, “poteva succedere una tragedia”, l’esterno della struttura scolastica è fatiscente, lo stato di degrado è oltremodo evidente, con intonaco che si stacca, e lavori “posticci” di cemento fresco a tappare le falle.

NAUTICO 018NAUTICO 013NAUTICO 011In alcune aule, veri e propri “sbratti”, ci sono ammassate “reliquie” del passato, e alcuni punti del giardino sono ormai discariche, con oggetti rovinati, e in alcuni casi pericolosi, lasciati incostoditi.

NAUTICO 026“ Vieni a vedere i bagni – mi dicono alcune ragazze. Niente sapone, e niente carta igienica. Alcuni sono addirittura stati chiusi perchè inagibili. La sporcizia e l’incuria regnano sovrane, ma in compenso chiunque ha ricevuto il depliant delle “5 semplici regole da seguire” contro la nuova influenza: “lavati spesso le mani con acqua e sapone”, recita al primo punto l’informativa del Ministero. “Dove e con cosa ci laviamo le mani”?.

CAMPO TENNIS NAUTICOUnico fiore all’occhiello il campetto da calcio, che un genitore “generoso” lo scorso anno ha messo a norma a sue spese: “ma quest’anno è stato dichiarato inagibile”. Anche la barca donata al Liceo Nautico dalla Capitaneria di Porto non è mai stata utilizzata, “per problemi di norme e di brevetto”. Pure il simulatore non viene utilizzato, e questo “rende i capitani svantaggiati al momento delle loro prime esperienze nel mondo del lavoro”. Poi ci sono i corsi serali, “che quest’anno non si effettueranno, nonostante si siano iscritte ben 25 persone”. Viene insomma negata la possibilità ai lavoratori – studenti di conseguire il diploma di scuola superiore secondaria. Perchè? E sono tanti, ma i ragazzi la risposta non la sanno. “L’edificio è di proprietà del comune, ma in comodato d’uso alla provincia, che deve effettuare la manutenzione ordinaria e straordinaria – dice un insegnante. Ma a quanto tutti raccontano la situazione è sempre peggiore. “L’autogestione è solo il primo passo, non siamo intenzionati a fermarci qui. Pretendiamo una scuola che sia degna di questo nome, perchè vogliamo studiare. Cosi, in queste condizioni, non è possibile farlo”. Rivulozionari? “Forse: Il compito principale di un rivoluzionario è studiare, studiare e studiare”. Parola di Ernesto Guevara.

Letizia Tassinari

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SOSPESO PER UN VOLANTINO, E’ RIVOLTA: GLI STUDENTI DEL LICEO TECNOLOGICO PROTESTANO PER LA DECISIONE DELLA PRESIDE

.... 1195.... 1196Un ragazzo del terzo anno del Liceo Scientifico Tecnologico Galilei è stato sospeso per “comportamento scorretto”. Mela della discordia un volantino elettorale in vista delle elezioni per il rinnovo del Consiglio di Istituto. Lo studente nel suo volantino non si sarebbe attenuto alle correzioni richieste dalla preside circa le frasi, “autogestione e occupazione”, non permesse dalla legge. Ieri mattina, prima delle 8, la protesta dei compagni non è però mancata, con tanto di volantinaggio ai cancelli della scuola, “La libertà non può essere sospesa”, e polizia. Ma la sospensione è stata sospesa: per “procedura scorretta”. Al consiglio infatti erano presenti solo la preside e gli insegnanti e mancavano le componenti dei genitori e degli studenti. Tutto da rifare, quindi. Se ne riparlerà lunedi, giorno nel quale il Consiglio è stato riconvocato.

L'ONDA

Ma intanto, “Un’altra volta, un’altra onda”, il movimento degli studenti in protesta, scende di nuovo per le strade di Viareggio. Venerdi prossimo l’appuntamento è in piazza Mazzini, in occasione della Giornata Nazionale di Mobilitazione Studentesca. L’ora “x” è fissata per le 9. Lo scorso anno, per protestare contro la Gelmini, avevano invaso l’ Italia, e ora riprenderanno il loro cammino contro i tagli all’istruzione e a favore dei loro diritti. La riforma, fatta eccezione del maestro unico, non era stata fermata, ma solo rimandata al 2010. E il tempo stringe. Era ottobre, dodici mesi fa, quando gli studenti dei licei viareggini avevano bloccato lezioni e occupato scuole: “ ma non abbiamo fatto abbastanza”. “La sordità e la cecità del governo sono riuscite a far finta di non sentirci e di non vederci, sottovalutandoci”. Lo avevano già detto. Ora lo ripetono. E, questa volta ce la metteranno tutta. Sono “caldi”, pronti a riprendere la loro battaglia, con un’idea comune e consapevole: quella di non voler pagare sulla loro pelle la crisi del sistema economico. “Noi la crisi non la vogliamo, noi la crisi ve la creiamo”, recitava un loro striscione lo scorso anno. E poi avevano urlato forte nel serpentone di migliaia di persone che aveva protestato in corteo per le vie di Roma. Nella capitale si erano ritrovati studenti, insegnanti e genitori. E, con loro, anche comuni cittadini. Ora la crisi è peggiore. Anche a Viareggio, dove dall’inizio dell’anno, nei cantieri della Darsena, si sono persi oltre mille posti di lavoro. E anche altrove la situazione è tutt’altro che rosea.”La nostra battaglia riprenderà piu viva e calda di prima”. Bloccheranno la città, come lo scorso anno, e paralizzeranno l’Italia?. Ancora il programma di azione non sembra essere stato definito. Mancano i dettagli. Unica cosa certa è che non sono rassegnati e oltre che per la scuola si batteranno per i diritti di tutti, dal lavoro, al reddito alla casa.

Letizia Tassinari

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“PROTESTIAMO PEDALANDO”, IL MOVIMENTO STUDENTESCO PROSEGUE IL SUO CAMMINO. STUDENTI E INSEGNANTI RICEVUTI ANCHE IN PROVINCIA

Il movimento studentesco contro la Legge Gelmini non si ferma: “la lotta non si vuole e non si può fermare” – cosi’ affermano i capi di istituto dei vari licei viareggini e di tutta la Versilia, dandosi appuntamento, dopo le manifestazioni dei giorni passati, per oggi pomeriggio alle 15.30 in piazza Mazzini per una biciclettata contro la ministra della Pubblica Istruzione. “ Protestiano pedalando”, questo lo slogan. “ Bloccheremo di nuovo la città, invaderemo di nuovo le nostre piazze e le nostre strade e urleremo ancora e ancora più forte” questa è la promessa delle centinaia di studenti perchè – dicono – Siamo troppi e troppo belli per non bloccare questo ministro, questo governo e questa politica disastrosa”. Giovedi mattina presidi, dirigenti scolastici, docenti, studenti e rappresentanti dei sindacati hanno preso parte e sono intervenuti nel corso dell’ultima seduta del consiglio provinciale (giovedì) convocata proprio per ascoltare “gli addetti ai lavori”, su esplicita richiesta del presidente del consiglio provinciale Giovanni Gemignani e dei capigruppo consiliari, di maggioranza e di opposizione, sulle novità del sistema scolastico italiano. E’ stato, quindi, un consiglio particolare, diverso dal solito, aperto ai soggetti esterni che, attraverso la voce dei diretti interessati, ha ascoltato le argomentazioni, le critiche, le preoccupazioni e le proposte sul sistema scolastico e, in particolare, sulle novità introdotte dal decreto Gelmini, nonché sulle conseguenze che la riforma voluta del Ministero dell’istruzione avrà anche a carattere locale sia sul fronte occupazionale, sia su quello didattico-pedagogico. Nell’arco di circa due ore di discussione, sono intervenuti insegnanti dell’Iti “Galilei” di Viareggio, i docenti elementari del comprensorio di Massarosa, il preside del liceo classico di Viareggio e dell’istituto comprensivo Darsena di Viareggio, i rappresentanti sindacali Snals, Cgil e Cobas nonché lo studente Marco Spinelli del liceo scientifico di Viareggio. La fase di ascolto sulle novità del mondo della scuola, si tradurrà, adesso, nella raccolta delle argomentazioni espresse, dei materiali e dei documenti presentati dagli intervenuti che saranno discussi nella Commissione consiliare competente. Successivamente, come concordato dal presidente Gemignani e dalla Conferenza dei capigruppo, nelle prossime settimane, sarà convocata una seduta del consiglio completamente dedicata al tema del sistema scolastico italiano, a cui saranno invitati, tra gli altri, esperti del settore, esponenti sindacali delle organizzazioni più rappresentative e altri ospiti.

Letizia Tassinari – Il Nuovo Corriere della Versilia

” NON CI FATE PAURA, L’ISTRUZIONE E’ UN NOSTRO DIRITTO: NOI NON CI ARRENDEREMO”. IL MOVIMENTO STUDENTESCO NON SI FERMA

L’ “onda” di protesta cresce, e diventa uno tzunami. Quando il gioco si fa duro, gli studenti scendono in campo e si fanno sentire. Ieri mattina liceo scientifico Barsanti e Matteucci, Itis e Galileo Chini di Lido di Camaiore si sono dati appuntamento alle nove, in piazza Mazzini davanti alla biblioteca comunale.

Il corteo, autorizzato, ha sfilato percorrendo la via Ugo Foscolo fino a piazza Shelley dove, unendosi agli studenti del liceo Classico Giosuè Carducci, hanno percorso tutta la via Machiavelli ed un pezzo della via Aurelia per poi fermarsi in via Garibaldi, alla Croce Verde.

Qui una delegazione di circa duecento studenti è salita nella sala riunioni per assistere al dibattito pubblico con Vera Vigevani Jarac, la scrittrice ottantenne di Milano emigrata in Argentina a seguito dell’applicazione delle leggi raziali.

Un incontro, quello con la donna la cui figlia diciottenne Franca scomparve nel 1976 a Buenos Aires durante la dittatura militare, dove era presente anche l’assessore alla Pubblica Istruzione del comune di Viareggio Demo Pistoia, e durante il quale i ragazzi hanno ascoltato e dialogato con l’autrice anche su uno dei suoi più famosi libri, “Il silenzio infranto”, nel quale viene raccontato il dramma dei desaparecidos italiani in Argentina.

Un “fiume”colorato di striscioni di ogni tipo al grido di “non abbiamo paura”, ieri mattina si è mobilitato ancora una volta per manifestare contro la Gelmini e la Legge 133. Non sono soli i ragazzi, ci sono anche i professori e i genitori che non vedono un futuro davanti a loro. “ Siamo aperti ad un confronto – affermano – ma il governo non ci ascolta, continuando per la sua strada. Per questo la “lotta continua”.

Dalle finestre e dai balconi delle strade sono in tanti ad applaudire agli studenti, anche una nonna: “ una di noi, tu sei una di noi”, gli cantano i ragazzi. Ed è vero, la signora è una che il sessantotto l’ha fatto e condivide a pieno la protesta di oggi: “ visto che ormai tutta l’Italia è in movimento, con occupazioni, manifestazioni, sit in, assemblee permanenti, scioperi e chi più ne ha più ne metta, qualcosa che non va di deve pur essere”.

Anche a Viareggio e in tutta la Versilia tutte le scuole sono ormai sotto il controllo di chi protesta, “ non per fare baldoria e saltare le lezioni, ma per ritrovarsi a dibattere e lottare per i propri ideali e il proprio futuro”. Una coalizione evidente che riunisce giovani e non in un unico enorme Titanic in vista di un iceberg troppo pericoloso, e da evitare. “ Speriamo di fare presto rotta verso un orizzonte più proficuo”. Fino a quel momento “ l’unica parola d’ordine è lottare”.

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Evitando le provocazioni di chi, complice la notte, minaccia con spranghe, incendia striscioni, lancia sassi ed uova e volantina “Boia chi occupa”, firmandosi come ” Legione anticomunista a presidio della Versilia”.

Tutti alla stazione

Al “rompete le file” il corteo autorizzato si è sciolto. A gruppetti gli oltre mille studenti dei licei viareggini e versiliesi si sono incamminati a piedi, chi nella via Aurelia, chi nella via Puccini. Poi, chi da via da via Verdi, chi da via San Martino, chi da via Mazzini, hanno fatto rotta in piazza Dante.

Meta la stazione ferroviaria.

“ Questo decreto deve essere distrutto, occupiamo ora, occupiamo tutto”.

E tutti, passando da uno dei due sottopassaggi, hanno occupato il binario numero tre, per un sit in in piedi, con Polizia e Digos che una mossa del genere se l’aspettavano da giorni ma che non sono intervenuti, se non per tenere sotto controllo la situazione. “ Siamo una grande forza, se vogliamo possiamo bloccare tutto, scuole, strade e stazioni”, a Viareggio come ovunque in Italia. Gli studenti però hanno occupato soltanto simbolicamente il binario per non più di venti minuti, auotosgomberandosi pacificamente, prima che passasse un qualsiasi treno e non creando disagio alcuno al traffico ferroviario.

Usciti dalla stazione gli studenti si sono diretti alle rispettive scuole, che non sono più occupate. L’occupazione si è evoluta in altre forme di protesta, come lo sciopero o l’assemblea permanente e, chi voleva, molti minorenni, ieri mattina è entrato in classe ed ha seguito le lezioni: circa una trentina allo Scientifico, non più di venti al Classico, meno di quindici all’Itis e quasi nessuno al Chini. “ Non siamo un movimento rivoluzionario e pericoloso per la stabilità del paese”, questo i ragazzi lo urlano al mondo: hanno dentro di sé “ la coscienza delle terribili conseguenze derivanti dai tagli finanziari”, e non hanno altro modo per esprimere la loro disapprovazione al Governo che “alzare la voce per farsi ascoltare in assoluta estraneità da qualunque influenza politica o partitica”. Si tratta insomma di “ una protesta civile e non strumentalizzata da bandiere di nessun genere – e questo tutti gli studenti e gli insegnanti che appoggiano la lotta ci tengono a sottolinearlo. Il decreto? “ Un atto indegno, una vergogna, cosi come molti degli articoli della Finanziaria”. La paura è la privatizzazione, non solo della scuola, e molti studenti sventolano un vecchio discorso, trovato on line, di Pietro Calamandrei, quello che il giurista, professore universitario, giornalista e politico fiorentino fece l’11 febbraio del lontano 1950 al III Congresso a difesa della scuola nazionale: un discorso che ha quasi sessanta anni ma che sembra scritto oggi, con l’unica differenza che quella che Calamandrei poneva come ipotesi astratta, è diventata oggi realtà attraverso il non rispetto della Costituzione, attraverso “il non rispetto delle procedure dettate dai padri costituenti con la legiferazione a colpi di decreti”. “Ci piace la ricetta consigliata da Piero Calamandrei: bisogna tenere d’occhio i cuochi di questa bassa cucina”.

La satira

” Tremonti e Gelmini…tutti burattini…Noi non saremo i vostri spettatori paganti”.

Gli ideatori del  bozzetto del carro ” Scuola Pubblica” sono Del Bigallo, Landi e Dal Pino, tre studenti del Liceo Scientifico delle classi VB, VC E IVA.

Letizia Tassinari