SGOMINATA LA BANDA CON IL VIZIETTO DEI ROLEX, IN CARCERE DUE GIOVANI DI NAPOLI

E’ in carcere da ieri mattina la banda dei Rolex. Sono stati gli uomini della Squadra Anticrimine del Commissariato di Forte dei Marmi, coadiuvati dai colleghi della Questura di Napoli, ad arrestare Mariano Martusciello ed Enzo Falanga, di 23 e 24 anni ed entrambi partenopei. In sella ad uno scooter, lo scorso 2 luglio, i due avevano scippato del suo orologio, un Audemar Piquet del valore di 50.000 euro, un turista russo in vacanza. Le volanti si erano subito recate sul posto, la rapina era avvenuta sul viale Morin all’incrocio con via XX Settembre, e i poliziotti avevano acquisito, oltre alle testimonianze, anche le immagini delle telecamere installate dal Comune nelle varie strade del centro. “Dal filmato era ben chiaro il volto di uno dei due giovani che si era allontanato a piedi dopo che aver parcheggiato lo scooter utilizzato per il colpo – hanno spiegato ieri mattina il capo della Squadra Mobile di Lucca Virgilio Russo e l’ispettore capo Mirco Del Chiaro dell’Anticrimine – e questo particolare ha permesso al personale del Commissariato di Polizia di Forte dei Marmi di risalire all’identità”. Lo scooter, poi, era ben riconoscibile dal copri-gambe, particolare questo a dir poco atipico per la stagione estiva, tanto che lo stesso giorno gli agenti lo avevano notato nella zona dell’Apt, con a bordo un giovane che dopo averlo parcheggiato si era allontanato in bici. “Altro indizio importante – ha aggiunto il dirigente della Mobile lucchese – il fatto che i due furono anche fermati nei giorni imminenti lo scippo a Forte dei Marmi da una pattuglia della Polizia Stradale sull’autostrada a Battifolle mentre facevano ritorno a Napoli”. Dagli accertamenti era emersa una condanna per rapina a mano armata del 2006, e anche questo riscontro ha permesso di poter risalire agli autori del furto con strappo dell’orologio al Forte e poi procedere all’arresto per rapina pluriaggravata in concorso. “L’indagine, coordinata dal Pm Antonio Mariotti, è stata complessa – ha aggiunto Virgilio Russo durante la conferenza stampa -, con controlli incrociati e intercettazioni telefoniche”. Gli uomini dell’Anticrimine del Forte dei Marmi erano certi di trovarsi difronte ad una banda specializzata, ben organizzata, e di alta capacità criminale”. Rapinatori in trasferta, in parole povere, che durante la stagione prediligono per i loro colpi le località balneari. “I malviventi – come precisato dalla Polizia – erano soliti compiere dei sopralluoghi nei giorni precedenti il colpo, studiando le abitudini delle vittime, il luogo dove agire e soprattutto la via di fuga”. Per i loro pedinamenti, giusto per non dare nell’occhio, i due rapinatori noleggiavano le biciclette, e giravano per il Forte dei Marmi come normali turisti. Da ieri, però, per loro è finita la “carriera”, e sono finiti in carcere, su ordinanza di custodia cautelare del Gip Giuseppe Pezzuti per rapina pluriaggravata in concorso. Quest’estate sono avvenuti altre rapine di Rolex, e le indagini proseguono per verificare sei i due giovani napoletani siano gli autori anche di questi colpi.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

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SAMUELE, GLI INDAGATI SALGONO A DUE: SONO ACCUSATI DI OMISSIONE DI SOCCORSO, UNO ANCHE DI MORTE COME CONSEGUENZA DI ALTRO REATO

Risultano indagati entrambi  dalla Procura di Napoli i due compagn di stanza di Samuele Tofanelli, uno di 30 e l’altro di 35 anni, per il reato di omissione di soccorso. Uno dei due è accusato anche di cessione di stupefacenti e morte come conseguenza di altro reato. Secondo la ricostruzione fatta dalla polizia e dal sostituto procuratore Maria Laura Lalia Morra sarebbe stato il compagno di stanza a cedere a Samuele, il 20enne di Torre del Lago che era in gita con le serali dell’istituto d’arte Passaglia, eroina e cocaina. Droghe che lo stesso giovane avrebbe dichiarato alla Squadra Mobile partenopea di aver acquistato da uno spacciatore di Scampia, suo conoscente. Sempre dal racconto fornito dai compagni di camera, sentiti a lungo sabato pomeriggio dalla polizia per la ricostruzione dell’accaduto, come anche gli altri componenti la gita, intorno a mezzanotte il giovane – che pare avesse anche bevuto alcolici – è rientrato in albergo. Una volta in camera, sempre secondo la ricostruzione della polizia, Samuele avrebbe assunto alcune sostanze stupefacenti. Dopo poco si sarebbe sentito male, ma anzichè chiedere subito aiuto, i due amici lo avrebbero messo a letto sperando probabilmente che si riprendesse. Invece cosi non è stato. E i soccorsi sono stati chiamati solo intorno alle 6, quando Samuele era già morto. L’autopsia dovrebbe essere fatta nella giornata di oggi. Un primo esame esterno della salma compiuto dal medico legale avvalorerebbe la ricostruzione degli investigatori, collocando la morte dello studente molto prima dell’intervento del 118. Sempre secondo quanto emerso, tra i membri della comitiva vi sarebbero state anche due infermiere professionali, che probabilmente se fossero state chiamate più tempestivamente avrebbero potuto salvare la vita di Samuele. Le indagini coordinate dal procuratore aggiunto Giovanni Melillo proseguono per identificare lo spacciatore  napoletano che ha ceduto la droga ai lucchesi. Sulla vicenda dei due allievi della serale, compagni di stanza di Samuele Tofanelli e indagati dalla Procura di Napoli, il preside dell’Istituto Passaglia, Walter  Rinaldi, anche lui presente alla gita, preferisce andarci cauto: “Non so se e chi è indagato. A me risultava si stesse cercando il presunto spacciatore. Aspettiamo gli esiti dell’indagine prima di affermare qualcosa. Sono addolorato per questa vicenda drammatica. Ma ci tengo a ricordare che erano tutte persone maggiorenni. Una comitiva composta da 53 persone, la cui età media è di circa 40 anni”. Sempre il preside, poi, ripercorre qualche momento di quel drammatico giorno: “eravamo arrivati venerdi pomeriggio, ma per il giorno successivo erano in programma numerosi appuntamenti culturali e la sveglia era fissata alle 7. Avevamo consigliato a tutti di andare a letto presto. Ma dopo cena erano liberi di gestirsi e ciascuno ha fatto quello che riteneva. So per certo, però, e su questo ci sono testimonianze, che alla mezzanotte i ragazzi erano in camera. Quello che è successo dopo lo hanno raccontato loro agli inquirenti. Posso solo dire che si tratta di ragazzi precisi e puntuali. Samuele aveva buoni risultati ed era molto apprezzato dai suoi compagni. Pe conto della scuola poso dire che ho fatto tutto il possibile, rispettando la legge e la prassi, come ho detto agli inquirenti. Ho visto il 118 che ha lavorato a lungo per salvare Samuele, e poco prima dell’arrivo dell’ambulanza il ragazzo è stato soccorso anche da due nostre allieve che sono infermiere professionali, le quali hanno tentato una prima rianimazione. Sono in costante contatto con la famiglia e aspetto l’evolversi dell’indagine, a partire dall’autopsia il cui risultato sarà molto importante”.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Viareggio)

Published in: on marzo 16, 2011 at 11:00 am  Lascia un commento  
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ORLANDO LUCARIELLO: arrestato a Viareggio dai Carabinieri un pericoloso latitante esponente del clan dei Casalesi

lucariello_orlando.jpgArrestato all’alba a Viareggio, in un appartamento regolarmente preso in affitto assieme a due familiari da qualche mese in pieno centro, Orlando Lucariello, 47 anni, latitante da due anni, appartenente al Clan dei Casalesi, clan indicato dalla Commissione Antimafia come uno dei più potenti d’ Europa. Condannato all’ergastolo in primo grado nel processo Spartacus, che coinvolse oltre 200 persone, su Lucariello, inserito nell’elenco dei 500 latitanti più pericolosi, pendeva un’ordinanza di custodia cautelare emessa dalla Corte d’Assise del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Responsabile di associazione di tipo mafioso, estorsione aggravata, tentato omicidio e omicidio volontario, è stato arrestato intorno alle 6 del mattino, senza che opponesse resistenza, con un blitz molto contenuto, dagli uomini del Nucleo Operativo Radiomobile di Viareggio, diretti dal Maggiore Franco Di Pietro, in una operazione coordinata dalla Dda di Napoli ed eseguita con il supporto dei militari del gruppo di Aversa. “Un arresto particolare – come ha affermato il maggiore Di Pietro – che giunge al termine di una serie di arresti per usura ed estorsione di soggetti napoletani che gravitano nelle zone di Viareggio e della Versilia, a seguito di indagini incrociate”. Arresto pesante come ripercussione. I controlli e le indagini verranno intensificati. Un dato certo Lucariello era sicuramente presente in zona da piu’ di un mese e nonostante la latitanza continuava ad esercitare la propria influenza. L’uomo è stato tradotto in carcere a Livorno.

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COCAINA: OPERAZIONE “PRINCE” Maxi blitz dei Carabinieri:10 arresti per droga

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I Carabinieri della Stazione di Forte dei Marmi, a conclusione di una indagine relativa all’operazione antidroga denominata “Prince”, all’alba di mercoledi 19 marzo, hanno dato esecuzione nelle Province di Lucca, Massa Carrara e Napoli a 14 ordinanze di custodia cautelare, emesse dal Gip del Tribunale di Lucca dottoressa Maria Letizia Di Grazia, su richiesta del Procuratore di Lucca dottor Giuseppe Quattrocchi e del Sostituto, titolare dell’indagine, dottor Enrico Corucci., nei confronti di soggetti ritenuti responsabili, a vario titolo, di aver trasportato , procurato ad altri e consegnato, commerciato e venduto ingenti quantità di cocaina. Le indagini dei Carabinieri di Forte dei Marmi, diretti dal Luogotenente Giuseppe Alaimo, iniziate nell’aprile del 2007, hanno preso il via dalla constatazione di un forte aumento di consumo di cocaina nei locali notturni vip della costa Versiliese. Dal percorso investigativo a ritroso, dai consumatori agli spacciatori, i militari dell’arma sono risaliti ad una famiglia originaria di Napoli abitante a Massa, ritenuta il fulcro dello smistamento della droga. In particolare il capofamiglia, che si avvaleva dell’opera dei due figli maschi poco piu’ che maggiorenni, smerciava consistenti quantità di cocaina ai propri adepti che a loro volta immettevano lo stupefacente nel circuito dei consumatori, molti dei quali benestanti. Tra i clienti, circa un centinaio, che saranno tutti segnalati alle rispettive Prefetture di residenza, liberi professionisti, commercianti, imprenditori e operai qualificati, è stata individuata una coppia erede, pare, di una famiglia nobile toscana, che ha rimpinguato le casse del capofamiglia campano. Essendo accaniti consumatori, giornalmente avrebbero consumato tra gli otto e i dieci grammi di cocaina, per un costo medio mensile di oltre 20.000 euro. Pagamento che spesso avveniva lasciando in pegno costosi gioielli che poi venivano restituiti una volta effettuato il pagamento delle somme dovute. Il giro di affari stimato dal momento dell’inizio dell’indagine, durata circa 7 mesi, è stato quantificato in circa 750.000 euro. Risultato finale dell’operazione 45 persone denunciate, 12 ordinanze di custodia eseguite, 10 arresti. Si trovano attualmente in carcere S.M. 48 anni di Napoli ma residente a Massa, con i figli N.M. 23 anni e A.M 20 anni, R.C di Massa di 53 anni, e D.C 34 anni di Forte dei Marmi. Arrestati a Napoli e in carcere S.M. 47 anni di Napoli e M.L di 41 anni di Napoli. Ai domiciliari R.A. 37 anni di Massa, V.S 43 anni di Massa e F:B 49 anni di Massa. Due gli obblighi di dimora: due donne dell’Europa dell’Est, M.X 35 anni domiciliata a Massa e R.X 30 anni domiciliata a Lucca. Sequestrati un’auto di grossa cilindrata, una BMW, probabilmente usata per gli spostamenti dalla Toscana alla Campania e, nelle abitazioni, materiale utile alle indagini, tra cui agende con numeri telefonici e contabili di versamenti. Il quantitativo di droga sequestrata dai Carabinieri di Forte dei Marmi è pari a circa 25 chilogrammi. La fase conclusiva dell’operazione ha visto impiegati 120 Carabinieri dei Comandi Provinciali di Lucca, Massa e Napoli, 6 cani tra antidroga e difesa, 1 elicottero del Nucleo di Pisa, reparti speciali dell’Arma dei Carabinieri, tra cui la Compagnia Intervento Operativo di Firenze e oltre 40 mezzi. Due le persone attualmente ancora ricercate.

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