FIAT LUX, DA SABATO FARO ACCESO

Fiat lux: e da sabato sia la pineta dietro i locali della movida sulla marina di Torre del Lago che le dune saranno illuminate . Il niet del Parco è caduto, dopo il summit in Prefettura con tutte le Forze dell’Ordine dove sono stati invitati sia il sindaco Luca Lunardini che il presidente dell’Ente Parco. I motivi di Ordine Pubblico sono stati ritenuti più importanti che proteggere il sonno della fauna. Come già fatto la notte tra il 4 e il 5 giugno, dal prossimo fine settimana, da mezzanotte alle 4 di mattina, dalla torretta di avvistamento in fondo al viale Europa, saranno illuminate le zone a rischio della marina, per permettere a Polizia e Carabinieri, di tenere d’occhio le situazioni. Durante il vertice dal Prefetto, e su richiesta del Parco, il primo cittadino di Viareggio si è impegnato a “intraprendere percorsi idonei al miglioramento delle condizioni della Marina di Torre del Lago per garantire la massima tutela dell’ambiente”, e controllare che le attività di musica, ballo e somministrazione di alcolici avvengano “nelle regole”.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

SESSO E PATTUME

Sballo, trasgressione, alcol, droga e sesso… un inferno tra le dune e la pineta. Le immagini parlano chiaro. Sono le 11 di mattina di ieri, il day after il fine settimana della movida, quando ci addentriamo all’interno della macchia, percorrendo i sentieri che costeggiano dal dietro i locali di Marina di Torre del Lago.

Lo scenario è da Bronx: lattine, bottiglie di vetro e plastica, bicchieri, cannucce, fazzolettini di carta e profilattici usati e gettati in terra. Decine, centinaia. Un tappeto che ricopre i pinugliori. “Peccato che siete arrivati solo ora – ci dicono -, se venivate prima che li togliessero potevate vedere decine di preservativi attaccati ai rami”. Come un albero di Natale a luci rosse, e fuori tempo. Mentre il tanfo di orina si propaga nell’aria, tra i rovi e le more.

Se qualcuno non lo se lo ricordasse, o non lo sapesse, siamo in zona “protetta”, quella del Parco di Migliarino – San Rossore – Massaciuccoli: un patrimonio pubblico da tutelare E il cartello, alla sbarra in fondo alla Gay Street, è ben visibile, e bello grande.

Qualcuno che pulisce il pattume lo troviamo: due uomini muniti di sacchi neri e ramazza, assunti a seguito dell’iniziativa “Pineta di Levante pulita”, finanziata dai camping, che solo ieri mattina hanno riempito quasi 30 sacchi di schifezze. Molte famiglie con bambini di quello vedono in terra hanno paura: “c’è da prendere le peggiori malattie”. Senza contare che proprio in pineta, e tra le dune, gli spacciatori magrebini nascondono la droga da vendere lungo il viale Europa, e hanno sempre il coltello pronto in tasca. Illuminarla, almeno durante le notti del fine settimana, sarebbe una soluzione semplice, di poca spesa e veloce: il crimine, come ogni attività illecita, è cosa nota….vive protetto dal buio. Ed è questo che avevano fatto le Forze dell’ Ordine lo scorso 4 giugno – presenti sindaco, dirigente del Commissariato di Polizia di Viareggio e vicario del Questore di Lucca -: illuminare, dalla torretta di controllo, con un faro sia la pineta che le dune per controllare. Ma l’Ente Parco lo ha vietato: la luce, dicitur, non fa dormire e riprodurre gli uccelli. Più importante il sonno di due passeri, o fringuelli, insomma, che la sicurezza e la legalità. Già, perchè è proprio di sicurezza che si parla, e di Ordine Pubblico: strada occupata da migliaia di persone, spacciatori extracomunitari a contendersi il mercato, e che puntualmente ogni sabato sera si presentano al lavoro, risse, aggressioni, giovani che abusano di alcol e non solo e pineta ridotta ad una alcova a cielo aperto. Visto anche l’esposto presentato circa un mese fa e finito sul tavolo di Prefettura, Questura e Procura, e stante una recente pronuncia della Corte di Cassazione (la sentenza è stata depositata lo scorso 15 giugno) vederemo come andrà a finire. Unica cosa certa che tra gli abitanti della frazione pucciniana, e molti turisti, cresce il malumore.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

TRANS AGGREDISCE UN VIGILE, L’AVEVA SORPRESA A FARE SESSO IN PINETA. IN MANETTE PER ATTI OSCENI, IL CLIENTE FUGGE

E’ finita dritta in carcere la transessuale brasiliana beccata in flagrante da due agenti della Polizia Municipale a fare sesso in pineta. Anche se il processo, per atti osceni in luogo pubblico e tentata aggressione ad una vigilessa del comando viareggino è stato rinviato al 25 maggio per richiesta di termini a difesa avanzata ieri mattina dal suo legale. Il “fattaccio” è avvenuto nelle prime del pomeriggio di giovedi, quando i due agenti della pattuglia anti degrado hanno notato due persone appartate tra le fresche frasche della pineta di levante, tra Viareggio e Torre del Lago, intente a consumare un rapporto intimo. Alla vista dei vigili urbani il cliente si è tirato su i pantaloni e se l’è data a gambe levate, dileguandosi immediatamente, mentre la trans, C.A.di sessantun’anni, ha prima cominciato ad offendere i due agenti, poi dopo aver defecato in terra ha preso per un braccio la vigilessa, e strattonandola l’ha imbrattata con feci e sangue. Non contenta la transessuale brasiliana ha poi raccolto una bottiglia di vetro, l’ha spaccata e l’ha puntata verso i due agenti minacciandoli. Ammanettata e portata al comando per gli accertamenti di rito, dai quali sono emersi precedenti penali, è stata arrestata. In attesa del processo di mercoledi prossimo la trans è stata comunque chiusa in una cella di San Giorgio. Il giudice del tribunale monocratico di Viareggio ha infatti convalidato l’arresto con la misura cautelare del carcere.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

TRANSESSUALE STRONCATO DA UN ICTUS, QUESTA L’IPOTESI DEL MEDICO LEGALE SULLA MORTE DEL CLOCHARD NELLA PINETA

E’ stato ritrovato due giorni fa privo di vita in piena notte nella baracca in pineta di levante, a Marina di Torre del Lago, dove viveva da tempo. E’ stato un amico, che non vedendolo da giorni è andato a cercarlo, a trovarsi davanti agli occhi il corpo dell’uomo, ormai senza vita, nudo e immobile in terra e a chiamare il 113. Una tragica fine quella di Edgar Otto Helmut Schiekfer, un barbone travestito di 56 anni, originario della Germania, volto conosciutissimo nella frazione pucciniana, e anche a Viareggio. Sul posto sono intervenuti gli agenti di due volanti del Commissariato di Polizia di Viareggio, e i reparti della Scientifica. Secondo i primi rilievi del medico legale Alessandro Grazzini che ha esaminato il cadavere la morte risalirebbe ad almeno una settimana prima, anche se il corpo per le temperature fredde degli ultimi giorni non era in stato di decomposizione. Secondo l’anatomopatologo la morte sarebbe sopraggiunta per cause naturali, forse un ictus. “Maria”, questo il nome con il quale tutti conoscevano il travestito, soffriva di pressione alta, nella capanna sono state infatti ritrovate alcune confezioni di Ticlopedina. La salma, in tarda nottata, è stata trasportata all’obitorio dell’Ospedale Unico “Versilia” dal personale della Misericordia di Torre del Lago, dove tuttora si trova a disposizione dell’Autorità Giudiziaria che deciderà se far effettuare l’autopsia nelle prossime ore. Le indagini, affidate agli uomini del Commissariato di Polizia di Viareggio diretto da Leopoldo Laricchia, sono mirate a ricostruire, anche attraverso le testimonianze di chi conosceva il “clochard”, le ultime ore di vita. La tenda – capanna, ai margini della civiltà, tra i tronchi abbattuti dalle intemperie nella zona pinetata a fianco del viale Kennedy, tra il viale dei Tigli e la rotonda della marina, dove “Maria” abitava, riproduce l’immagine di un mondo lontano dal benessere, e racconta una vita di solitudine e degrado. La sua vecchia bicicletta, con il carretto dietro, con il quale eravamo abituati a vederlo girare, è ancora li. Appoggiata alla boscaglia. E di “Maria” si ricorderanno in tanti.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

UN ALTRO ARRESTO IN PINETA DI LEVANTE

Nuovo arresto in pineta di Levante. Anche questa volta, a far scattare le manette, è stata la pattuglia a cavallo della Polizia di Stato, supportata dagli agenti della Squadra Volante del Commissariato di Viareggio. I poliziotti ippomontati stavano effettuando uno dei consueti giri di pattugliamento nella zona verde di Marina di Torre del Lago quando hanno notato un uomo sospetto e lo hanno inseguito e fermato nel tratto adiacente al viale Europa. Identificato, Rachid Bennasser, un marocchino del ’81 residente ad Arzachena, in provincia di Sassari, è risultato avere precedenti per immigrazione clandestina ed è stato arrestato e processato. Si tratta di una nuova operazione che conferma l’utilità del nuovo servizio.


POLIZIOTTI A CAVALLO IN PINETA, DUE ARRESTI

Proseguono incessanti i controlli da parte delle Forze dell’Ordine, sia nella pineta di Ponente che in quella di Levante, soprattutto nella parte torrelaghese. La squadra a cavallo della Polizia di Stato, di stanza a Viareggio ormai da oltre un anno, ha fermato, e arrestato. due extramunitari dietro al Mamamia. Portati in commissariato, Mahmoud Abouelmarti e Hossm Sied, entrambi egiziani, il primo di 22 anni e il secondo di 23, sono risultati avere precedenti. Abouelmarti per rissa, reati contro il patrimonio e inottemperante all’ordine del Questore di lasciare l’Italia, Sied, fotosegnalato in varie occasioni, con vari alias, per reati di droga. Su quest’ultimo pendeva anche un ordine di carcerazione emesso dalla Procura di Piacenza, per l’esecuzione di una pena di 7 mesi e 29 giorni ed è stato associato al carcere di Lucca per l’espiazione della pena. “Le azioni di monitoraggio e prevenzione che le nostre pattuglie a cavallo effettuano costantemente tutti i giorni – ha precisato il dirigente Leopoldo Laricchia – mirano ad intercettare ed allontanare dal territorio stranieri clandestini verosimilmente dediti in quella zona ad attività illecite”. Soprattutto da quando, intorno alla metà di questo mese, si sono verificati episodi di aggressione e rapine da parte di uomini, descritti come nordafricani, coi quali gli aggrediti si erano appartati all’interno della pineta.

Published in: on luglio 28, 2010 at 1:02 pm  Lascia un commento  
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ANCORA FIAMME NELLA PINETA, ROGHI A CATENA: L’ULTIMO IERI MATTINA SPENTO DAI VIGILI DEL FUOCO, CACCIA AL PIROMANE

Allarme incendi: dopo otto roghi in meno di un mese, e tre nell’arco di sole undici ore, è caccia al piromane nella pineta di Levante. Dopo le fiamme appiccate in due punti dalla mezzanotte di sabato all’alba di domenica, un terzo incendio ha infatti interessato, poco prima di mezzogiorno di ieri, circa 200 metri quadrati di pineta con lecci e pini inceneriti. Sul posto sono intervenuti i mezzi dei Vigili del Fuoco, gli uomini del Corpo Forestale dello Stato e i volontari dell’anti incendio boschivo della Misericordia di Viareggio, coordinati dal responsabile della Protezione Civile comunale Giuliano Pardini, che sono riusciti a circoscrivere in tempo le fiamme prima che potessero estendersi. Il timore della mano di un piromane è piu’ che fondato, tanto che la situazione è stata denunciata alle Autorità Giudiziarie: una persona sospetta è stata infatti avvistata nel corso di un’ operazione messa in atto dai Vigili Urbani in Pineta e sulla spiaggia della Lecciona per garantire la sicurezza e contrastare i fenomeni di abusivismo commerciale, nudismo e accensione di fuochi. Nel corso dei controlli, che hanno visto all’opera due pattuglie a piedi, oltre a personale a bordo di una jeep e di due quad, la Polizia Municipale ha sanzionato un extracomunitario, sorpreso ad accendere un fuoco sulla spiaggia, e fermato alcuni venditori di bevande e merce contraffatta, sottoposte poi a sequestro. I controlli, che verranno ripetuti durante tutta la stagione, sono stati pianificati e diretti dal vice comandante Vasco Comaschi, su indicazione del sindaco Luca Lunardini e dall’assessore Athos Pastechi, con un’attenzione particolare borseggiatori e scippatori che agiscono durante il giorno sulle spiagge.


GIOCHI DI GUERRA NELLA PINETA

Giochi di guerra in pineta di levante, a pochi passi dal lungomare di Marina di Torre del Lago, nel tratto tra il Priscilla e il Mamamia?…

Passeggiando lungo il viottolo sterrato, abbiamo scoperto, e fotografato, una sorta di trincea, con accanto un “fortino”, un quadrato cinturato da una specie di staccionata fatta di tronchi di albero. Un capanno di cacciatori di frodo?…magari di cinghiali, vista l’invasione degli ultimi tempi…Un nascondiglio per abusivi? Niente di tutto questo, a quanto sembra e da quanto riferito sia dai frequentatori habituè del posto sia dai gestori di alcuni locali della Marina. Si tratterebbe quindi, davvero, di “giocatori” di guerra: “soldati”, vestiti con tanto di mimetica, che si apposterebbero in trincea per far fuoco sui “nemici” che man mano li assalgono. Come in un noto gioco on line, dove per giocare però su usa il mouse, si preme la barra spaziatrice per lo zoom, e si preme R per ricaricare. Qui in pineta però i “soldati”, dicitur, userebbero fucili a pallini. Legali, come confermato dal dirigente del Commissariato di Polizia di Viareggio Leopoldo Laricchia, “sono armi giocattolo”. Ma pericolosi se un passante venisse colpito a un occhio. Segnalata la faccenda agli organi competenti, questa mattina i Vigili Urbani diretti dal comandante Vincenzo Strippoli effettueranno un sopralluogo e sgombreranno la trincea.


IL PARCO E’ PIU’ PULITO E SICURO, VIAGGIO NELLA MACCHIA LUCCHESE INSIEME ALLA POLIZIA A CAVALLO: TOLTI GLI INSEDIAMENTI ABUSIVI, DELLA CRIMINALITA’ NON C’E’ TRACCIA

C’era una volta un bosco buio…”. Quello delle paure, come nella favola di Hansel e Gretel, o di Cappuccetto Rosso.

La pineta di Levante, quel meraviglioso parco naturale che si estende per circa cinque chilometri di lunghezza, da Viareggio a Torre del Lago, e circa due di larghezza, tra il viale dei Tigli e il mare, in un giorno di tiepido sole, domenica scorsa, era piena di gente: coppie che camminavano tenendosi per mano, amanti del cavallo e del jogging, famiglie con bambini e anziani con il loro cane. Della malavita nemmeno l’ombra. “ E i viareggini, come i turisti, questo lo devono sapere – afferma il dirigente del Commissariato di Polizia di Viareggio Leopoldo Laricchia, che nel nostro tour nel parco ci ha fatto da Cicerone. La voglia di allontanarsi per qualche ora dal cemento, dai rumori e dallo smog delle città, per rifugiarsi tra la natura incontaminata, anche solo per scoprire un angolo silenzioso, ha vinto sulle paure immaginarie di quella pineta “buia”, che fino a un paio di anni fa incuteva timore a tutti, quando era diventata il luogo degli insediamenti abusivi di Rom e di extracomunitari.

Noi del Nuovo Corriere l’abbiamo percorsa passo per passo, nelle prime ore del pomeriggio, attraversando a piedi, con il dirigente, i vari sentieri sterrati e immortalando la natura in molti click. Il parco, come in una favola, che però favola non è, è tornato finalmente ad essere “incantato”. Come una volta. “Da oltre un anno la zona è controllata dalla pattuglia ippomontata – ha spiegato il dirigente -, con un servizio di prevenzione, più che di repressione – di persone “particolari” in tutto il pomeriggio trascorso nel verde non c’era traccia -, con due poliziotti a cavallo, che fanno servizio nella pineta sei giorni su sette, con turni di sei ore. Alternandosi di mattina o di pomeriggio.

Sono circa le 17 quando li incrociamo mentre percorrono al galoppo il vialetto sterrato che da Villa Borbone porta fino alle dune della spiaggia della Lecciona. Van Gogh e Orfee sono i due splendidi quadrupedi montati dai due cavallerizzi in divisa, l’assistente capo Claudio Longhi e l’agente scelto Daniel Biagiotti di stanza a Firenze, e “i bambini ci vanno pazzi”, racconta il poliziotto cavaliere. I malviventi, sicuramente un po’ meno, ma la pineta appare priva di malavita. Da quando la polizia effettuò lo smantellamento degli insediamenti dei circa 200 abusivi, e soprattutto ora che tutta la zona è sempre sotto controllo, di delinquenza non pare esserci traccia. Il servizio di Polizia a Cavallo è sempre stato privilegio delle grandi città, ma a Viareggio ormai è di casa. Se negli anni scorsi è stata presente solo per un paio di mesi, quelli estivi, dal febbraio 2009 ad oggi non è mai mancata sul territorio pinetato e i risultati si vedono. Gli episodi di furti, rapine e accoltellamenti, sono per fortuna solo un lontano ricordo.

“La gente ci ferma per ringraziarci – raccontano i due cavallerizzi -, anche se, sporadicamente, c’è chi segnala alcune situazioni sulle quali intervenire”. Come la presenza di qualche prostituta lungo il viale dei Tigli. Altra cosa certa, al contrario della pineta di ponente dove il pattume regna sovrano, qui tutto è incontaminato. E di cartacce in terra, bottiglie di vetro e plastica, residui di cibo consumati o altro, non c’è traccia. Unico neo…i cinghiali.

Ma la soluzione di questo problema non è compito delle Forze dell’ Ordine che domenica l’hanno pattugliata anche con un Discovery.

Letizia Tassinari