OTTOBRE BOLLENTE NELLE SCUOLE, SCATTA L’OCCUPAZIONE

Occupato. Lo striscione lo hanno appeso alle 14 in punto, al liceo scientifico Barsanti e Matteucci di Viareggio. Insieme ad altri.

“Non tagliateci il futuro”, è un grido di aiuto, oltre che di protesta. L’ottobre caldo è iniziato. E di ragioni, gli studenti, ne hanno anche fin troppe.

Scuola fatiscente, cornicioni cadenti lungo quasi tutto il perimetro della scuola, transennato per segnalare il pericolo. Il water del bagno delle ragazze sembra il cesso di una stazione di periferia, le aule non sono da meno. Mentre sui muri esterni l’intonaco va in briciole, le canale dell’acqua piovana sono rotte e un sotterraneo, la cui finestra mancante affaccia sul retro, pare diventatato una discarica. Chissà, forse qualcuno di notte ci si ripara per dormire. Il tanfo è irrespirabile. Nel giardino ci sono persino due biciclette abbandonate. Più che una scuola del terzo millennio pare una scuola del terzo mondo. E se ci si affaccia nelle aule la storia non cambia molto: “Le vecchie attrezzature presenti nei laboratori – affermano i ragazzi – e le loro condizioni fanno acqua da tutte le parti”. Colpa dei tagli, ma a loro non interessa. La crisi non la vogliono pagare. “L’articolo 9 della costituzione italiana dice che la Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione e noi diciamo che cio’ non viene rispettato”, scrivono in una nota. L’indignazione è alle stelle: “si deve cambiar pagina”, il coro è unanime, “siamo indignati per la classe dirigente che sta strumentalizzando un mondo senza più valori etici e morali” è alta. La lettera inviata all’assessorato alla pubblica istruzione della Provincia di Lucca risale a ben due anni fa, ma nulla, a quanto dicono, è stato fatto. “Il nostro edificio necessita di manutenzione ordinaria e straordinaria – scrivevano -, abbiamo problemi di infiltrazione d’acqua piovana, le porte di alcune aule sono montate al contrario e impediscono una rapida uscita in casa di emergenza, e pure le finestre non sono a norma di sicurezza”. Come gli infissi che lasciano penetrare spifferi nelle giornate fredde e le tapparelle difettose che non proteggono dal sole nelle giornate calde. Al liceo scientifico era stata, fra l’altro, promessa una nuova sede. Ma ad oggi non è stata posta nemmeno la prima pietra. Mentre al liceo classico gli studenti si sono riuniti in assemblea permanente, dopo “scontri” con il preside, le occupazioni degli altri licei versiliesi sono attese a breve. 

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Published in: on ottobre 19, 2011 at 8:00 am  Lascia un commento  
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TORNA L’AUTUNNO E RICOMINCIANO LE PROTESTE DEGLI STUDENTI

Indigniamoci”. E gli studenti “indignados”, ieri mattina, si sono dati appuntamento in piazza Mazzini. Nove in punto è scattata l’ora X, e il lungo serpentone ha iniziato a sfilare per le strade di Viareggio. Tappe obbligate il municipio, con un minuto di silenzio in ricordo delle 32 vittime della strage ferroviaria del 29 giugno, poi, al canto di “Bella Ciao” il corteo ha raggiunto il liceo Classico Carducci e lo Scientifico Barsanti e Matteucci. “ La situazione, ormai, è insostenibile – afferma un rappresentante di StudentsX, il collettivo degli studenti versiliesi -, i tagli che la nostra classe politica sta portando ai servizi gravano sempre di più sul cittadino medio”. Agli studenti, nel 2008, sono stati tagliati 8 miliardi di euro ed è evidente la situazione delle scuole pubbliche, di qualunque grado esse siano, che versano in condizioni disastrose. “Meno istruiti, più comandabili”, recita uno dei tanti striscioni. Ma loro, i ribelli, non ci stanno. “I costi della politica non si abbassano mai?”, chiedono. Da quando è scoppiata la crisi, dalla quale pare difficile uscire, i tagli, dai trasporti alla sanità, sono diventati enormi. E chi era povero si è impoverito ancor di più. Mentre chi era ricco si è arricchito. “Dopo aver messo in ginocchio Grecia, Portogallo e Irlanda, gli squali delle finanza europea – recita il volantino – affondano il nostro paese, dando al governo l’incarico di far pagare il costo della crisi ai lavoratori e agli studenti. Nelle nostre scuole i laboratori sono spesso inutilizzabili, e le classi sempre più sovraffollate e fatiscenti”. Loro, gli studenti ma anche le loro famiglie, la crisi non la vogliono pagare sulla loro pelle: “vogliamo che la paghi chi l’ha creata”. E la richiesta è che vengano raddoppiati i fondi per il diritto allo studio, azzerando le spese militari e gli stanziamenti per le scuole private. “Global revolution”. E la protesta, il 15 ottobre, sfilerà nelle vie di Roma. “Non si parla solo del nostro futuro, ma anche del presente di tutti”.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Published in: on ottobre 8, 2011 at 10:00 am  Lascia un commento  
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LA PROTESTA DEGLI STUDENTI, MOBILITAZIONE CONTRO LA RIFORMA SCOLASTICA

Il futuro è nostro”, e per la giornata internazionale di mobilitazione gli studenti versiliesi sono tornati in piazza, con una nuova iniziativa di protesta per manifestare contro le politiche del ministro Gelmini. I ragazzi si sono dati appuntamento alle 9 di ieri mattina in piazza Mazzini, ma questa volta invece che sfilare per Viareggio hanno deciso di prendere il treno tutti insieme e recarsi a Pisa dove da piazza della stazione è partito un lungo corteo per le strade della città della Torre per dire “no al demolimento della scuola pubblica”. “Ci stanno tagliando il presente per rubarci il futuro, tagliano i fondi alla scuola pubblica e li aumentano per la guerra in Afghanistan”. La loro richiesta è “meno guerra più cultura”, così come “meno privato e più pubblico”, perchè l’istruzione deve essere un diritto di tutti, e non di pochi ricchi, e “meno repressione più partecipazione”, perchè la scuola è di chi la vive. Studenti liberi e ribelli, a fianco anche degli insegnanti: “il taglio deciso è di otto miliardi, un colpo di grazia in una Italia che in Europa è già il fanalino di coda”. E, dalla crisi, non ci si esce senza istruzione e formazione.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Published in: on novembre 18, 2010 at 9:30 am  Lascia un commento  
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LA LEZIONE? SI FA PUBBLICA E IN PIAZZA MAZZINI

Lezione in piazza Mazzini ieri mattina per circa trecento studenti del liceo Galileo Chini del Lido di Camaiore. Finita l’occupazione è iniziata l’ autogestione e, per chi crede che la loro protesta contro la riforma Gelmini e le politiche del Governo sia solo per non studiare, hanno invitato alcuni insegnanti della loro scuola a parlare dell’Unità di Italia. Tre i professori che si sono alternati nel dibattito, Angelo Vannucci, insegnante di Storia e Filosofia, e due professoresse di lettere, Mila Berchiolli e Zefi Parrini. Tre “tagli” diversi, uno filosofico, uno storico e uno letterario, sul tema della disgregazione del Paese, e dell’essere Nazione. “Esiste ancora, o è mai esistita, una identità nazionale?”, hanno chiesto i tre insegnanti ai loro alunni, spaziando tra Risorgimento, Romanticismo, Manzoni e Lega Nord. Parlando di immigrazione, di razzismo, di xenofobia e omofobia, di paura del diverso, “quando invece la diversità deve essere considerata arricchimento”. L’Italia ha avuto anche a cavallo degli anni 50/60 – precisamente dal ’58 al ’63 – un forte fenomeno di immigrazione, e come hanno sottolineato i tre insegnanti, anche allora “faceva comodo, come fa comodo oggi”: “Ieri i “meridionali che salivano a lavorare nelle grandi fabbriche di Torino, oggi gli extracomunitari che al sud raccolgono pomodori e arance, mentre al nord, soprattutto in Veneto, lavorano nei forni”. A un anno dal 150mo anniversario dall’Unità di Italia una lezione all’aperto che ha calamitato l’attenzione anche di molti passanti, e che è stata più un excursus storico filosofico – il professor Vannucci ha pure confessato loro di non essere un patriottico – per parlare anche del federalismo leghista, che “sa tanto di divisione e separatismo”.

Decisamente più tesa la situazione al liceo scientifico Michelangelo del Forte dei Marmi, dove alcuni studenti hanno manifestato davanti alla scuola per protestare contro la decisione della preside Filomena La Pietra che non ha autorizzato l’assemblea richiesta dagli studenti. La dirigente è poi tornata sui suoi passi, consentendo che i giovani si riunissero malgrado l’assemblea non fosse stata richiesta nei termini previsti. Mentre alcuni hanno fatto lezione regolarmente gli altri si sono ritrovati in palestra, di fatto facendo scattare una sorta di autogestione che dovrebbe andare avanti fino a sabato. In caso di occupazione la preside ha già annunciato che adirà le vie legali denunciando i responsabili, mentre gli agenti del Commissariato del Forte monitorano la situazione.

(Letizia Tassinari – Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Published in: on ottobre 22, 2010 at 8:20 am  Lascia un commento  
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L’OCCUPAZIONE SI ALLARGA ANCORA, DOPO L’ITIS LEZIONI SOSPESE DA IERI ANCHE AI LICEI CLASSICO E SCIENTIFICO

Pacta sunt servanda”, dicevano i latini. E come promesso venerdì della scorsa settimana durante il corteo gli studenti non si fermano: contro la Gelmini, e la sua riforma, la protesta si allarga. Dopo l’Itis Galilei da ieri sono stati occupati anche il Classico Carducci e lo Scientifico Barsanti e Matteucci. Il vento del ’68 torna a soffiare, e quest’anno i giovani – a quanto affermano – è non sono intenzionati ad abbassare la testa: “eccoci qua, ancora combattenti”. Come sempre, e alla ricerca di un mezzo per farsi sentire: “Ci hanno criticati – scrivono nel volantino unitario, buttato giù “a tre mani” dagli studenti di Classico, Scientifico e Itis -, ci hanno detto che l’occupazione è un metodo fascista e antidemocratico e che i ‘soliti tre studenti’ che la organizzano lo fanno solo per perdere qualche giorno di scuola”. Ieri mattina, invece, sono riusciti a dimostrare che la realtà è assai diversa da quella che molti vorrebbero far apparire: dentro ai due licei cittadini di via IV Novembre erano in centinaia, tutti d’accordo ad occupare e consapevoli di quello che stavano facendo. “L’occupazione non è una moda, come la ministra Gelmini la definisce – affermano -, bensì la forma di protesta che riteniamo più efficace per poter esporre il nostro disappunto alla riforma che sta distruggendo la scuola pubblica, portandosi via anche il nostro futuro”. Quello che vogliono è non essere burattini in mano ad un governo “che non è capace di migliorare l’istruzione”, e che tagliando i fondi drasticamente sta creano situazioni estreme, come le classi con più di 30 alunni e insegnanti costretti a lavorare in più scuole ed in continua precarietà. Senza parlare delle strutture dove gli studenti devono stare: nella palestra del classico recentemente si è staccato un pezzo di intonaco – come successe due anni al Chini di Lido di Camaiore -, ed è un miracolo se nessuno si è fatto male: “in un paese civile non ci si affida al destino, si creano spazi adeguati per studiare, e si mettono a norma quelli esistenti”. Aule barricate da banchi e sedie, nessuno fa lezione, l’unico ingresso garantito, e concordato, è quello che da accesso alla presidenza e alla segreteria: chi non ha occupato, e sono veramente pochi, non fa lezione. La protesta perciò continua – coinvolgendo, forse da oggi, altri licei della Versilia – e nei prossimi giorni sono in programma attività mirate alla sensibilizzazione dei loro problemi: “proporremo nuove idee – promettono -, e confrontandoci con tutti, anche con altre realtà, speriamo finalmente di essere ascoltati”. Dal governo, ma anche dall’opposizione, che a molti pare “latitante”.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Published in: on ottobre 14, 2010 at 11:10 am  Lascia un commento  
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INIZIA L’AUTUNNO CALDO NELLE SCUOLE, DA IERI OCCUPATO L’ISTITUTO TECNICO GALILEI: PROTESTA CONTRO I TAGLI DEL GOVERNO

(Foto Raffaele Carnevale)

“La disuguaglianza non è legge di vita, ci stanno togliendo le opportunità. No ai tagli sulla scuola, ribelliamoci”. Lo striscione appeso fuori dai cancelli si vede bene dall’Aurelia. La succursale dell’Itis Galileo Galilei da ieri mattina è stata infatti occupata dagli studenti. Il lenzuolo lo hanno steso fuori da una finestra al primo piano. La decisione è stata presa dopo il corteo di venerdi scorso e la raccolta di firme – per chiedere un’ assemblea di istituto – pari al 10% della popolazione scolastica, così come prevede la legge (testo unico sulle assemblee studentesche), per approfondire i problemi della scuola pubblica. La risposta è stata però un no secco, motivato dal Dirigente Scolastico con il fatto che gli unici che possono chiedere una assemblea di istituto sono i rappresentanti di istituto, non ancora eletti. Al diniego dell’ Assemblea, almeno fino a novembre quando avverranno le elezioni, gli studenti hanno quindi risposto occupando l’edificio scolastico in modo da poter svolgere comunque l’assemblea di istituto: “siamo molto preoccupati per lo stato in cui versa la scuola pubblica a livello nazionale – hanno affermato alla stampa – e a stragrande maggioranza l’assemblea si è espressa a favore del proseguimento dell’occupazione, per ribadire la propria contrarietà ai provvedimenti adottati dal governo”. Il primo no è per il taglio di 7,8 miliardi di euro all’istruzione pubblica, stabiliti dalla legge 133/2008: “riteniamo che questa cosa sia scandalosa, ed è aggravata dal fatto che dal 2008 ad oggi, in barba alla crisi, circa il doppio di questa cifra è stato speso per finanziare la guerra in Afghanistan”. Ma i motivi di contrasto sono anche il taglio del personale – 150mila fra insegnanti e bidelli, che li ha ridotti in classi sovraffollate dove, secondo gli studenti, “gli insegnanti sempre meno trasmettono qualcosa e sempre di piu’ devono tenerci a bada”. L’introduzione di strumenti repressivi verso gli studenti che all’interno della scuola sono attivi e cercano di far valere i propri diritti, come il voto di condotta e le 50 assenze per la bocciatura sono due dei motivi di protesta, come la dequalificazione della scuola pubblica nei nuovi indirizzi, creati dal governo Berlusconi in sostituzione di quelli preesistenti, molti dei quali erano sperimentali e incentrati sull’attività di laboratorio. “Le prime del liceo delle scienze applicate (ex liceo scientifico tecnologico), si sono viste ridurre l’orario da 34 a 27 ore settimanali”. E naturalmente ad essere state fortemente ridotte sono le ore di laboratorio, tornando ad una didattica antiquata e decretando di fatto la morte di un indirizzo molto valido quale era il liceo scientifico tecnologico. All’interno della scuola occupata si sono formati dei gruppi di lavoro con il compito di organizzare le iniziative, scrivere volantini e comunicati e fare striscioni. Ma è stato organizzato anche un servizio d’ordine e di pulizia. Nei prossimi giorni l’intenzione è quella di organizzare iniziative che coinvolgano tutte le realtà in lotta, partendo dagli studenti per arrivare a professori, bidelli e operai. La solidarietà alla FIOM è piena tanto che sabato sfileranno a Roma per la manifestazione nazionale: “Siamo convinti che la nostra lotta sia la stessa degli operai, che stanno assistendo allo smantellamento dei loro diritti da parte di governo e confindustria. La crisi l’hanno causata le banche e i potentati economici, ma la vogliono far pagare ai lavoratori e agli studenti”. Studenti che tra qualche anno diventeranno lavoratori a loro volta.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Published in: on ottobre 13, 2010 at 12:30 pm  Lascia un commento  
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STUDENTI IN PIAZZA PER PROTESTA CONTRO LA RIFORMA GELMINI

L’Onda non si placa, e il “no alla Gelmini e alle scelte scellerate del governo che stanno smantellato la scuola pubblica” è stato ripetuto ieri mattina, in occasione della Giornata Nazionale di Mobilitazione Studentesca. L’ora X è scattata alle 9 in punto, quando centinaia di studenti medi di Viareggio, e di tutta la Versilia, ma anche tanti universitari, si sono dati appuntamento in piazza Mazzini poi è iniziato il corteo, che ha sfilato per le strade cittadine. Sit – in obbligato di fronte alle Mantellate, per urlare la propria disapprovazione verso i finanziamenti alla scuola privata – ma anche di fronte al Classico e allo Scientifico, dove qualche studente ha preferito restare a lezione – : “protestiamo anche per voi, per un futuro migliore. Uscite”. A distanza di un anno dalla morte del partigiano Beppe Antonini L’Onda si è poi fermata per un minuto di silenzio di fronte alla sede dell’Anpi, e sulle note di “Bella Ciao”, come fece lo scorso anno nel giorno del suo funerale, hanno salutato il “Comandante Andrea”: ora e sempre Resistenza. “Chi apre una scuola chiude una prigione, liberiamoci”, lo striscione di apertura del colorato serpentone la dice lunga su cosa pensano i giovani della cultura: “tagliare i fondi per l’istruzione – e i tagli previsti dalla Finanziaria ai fondi destinati alla scuola pubblica sono di 8 miliardi di euro, senza contare i 150mila insegnanti in meno in tre anni – significa generare ignoranza, e crimine”. Scandaloso, per i giovani scesi in piazza, ma anche per gli insegnanti che in questa battaglia gli sono accanto, che il Governo risponda alla crisi non investendo su cultura, formazione, ricerca e istruzione, “tagliando a man bassa dall’asilo all’università e continuando a finanziare commesse militari”. “Gelmini, ridacci il nostro futuro”, la crisi non è la loro, e non la vogliono pagare. Come i lavoratori della Darsena, dei quali gli studenti hanno il pieno appoggio, tanto che alla manifestazione di ieri erano presenti sia il segretario versiliese della Fiom Lamberto Pocai che Andrea Antonioli: “ I metalmeccanici sono con gli studenti – sono state le parole dei due sindacalisti -, l’istruzione deve essere di tutti, senza distinzioni tra ricchi e poveri, e vi seguiremo in tutte le iniziative, il paese sta pagando un prezzo troppo alto per le politiche sbagliate”. Tutti, studenti e lavoratori, devono avere pari opportunità e dignità e per tenere unite le rispettive rivendicazioni il 16 di ottobre “L’Italia che non si piega”, con studenti accanto ai lavoratori, sarà a Roma con la Fiom. “È stata una manifestazione molto partecipata – ha affermato Ruggero Simonelli, responsabile scuola dei Giovani Comunisti -, contro politiche che hanno come risultato il danneggiamento o la distruzione di servizi pubblici essenziali”. “La riduzione del personale nelle scuole – ha aggiunto – comporta che gli studenti staranno meno ore nelle aule e si troveranno in classi affollate che non permetteranno un insegnamento di qualità”. Sarà insomma sempre più difficile vedere diplomati uscire dalle nostre scuole, che stanno perdendo la loro capacità di formare. Poi, fuori dagli istituti superiori, c’è del resto un mercato del lavoro sempre più precario e ostile, e un’università pubblica in via di smantellamento per la diminuzione dei finanziamenti. Ma L’Onda non si ferma, cosi come non si fermano i lavoratori: “ci vogliono schiavi, ci avranno ribelli”.

(Letizia Tassinari – Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Published in: on ottobre 9, 2010 at 10:15 am  Lascia un commento  
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SCUOLA IN AGITAZIONE, SALTATA LA MANIFESTAZIONE IN PROGRAMMA PER OGGI: “COME E’ RIDOTTO MALE IL NAUTICO”, PARLA L’EX PRESIDE RENZO BELLI

L'ONDA 2009 040Niente corteo studentesco, questa mattina. Per chiari motivi organizzativi, legati alle condizioni meteorologiche più che incerte, la manifestazione a Viareggio, in concomitanza con lo sciopero generale dei sindacati di base , è stato annullato. “Ovviamente restiamo sulla cresta dell’onda – fanno sapere gli studenti organizzatori -, i tagli di 7,3 miliardi di euro previsti in Finanziaria per la scuola pubblica nei prossimi tre anni non passerano!”. E intanto la lotta portata avanti nelle scuole di tutta la Versilia continua: da un paio di giorni è stato occupato anche l’ Istituto d’Arte Stagio Stagi di Pietrasanta. L’occupazione, come in tutti gli altri istituti secondari, parte dall’opposizione alla riforma scolastica a firma della ministra Maria Stella Gelmini. “La riforma ci vuole togliere ore di laboratorio – affermano gli studenti dello Stagi -: laboratorio che in un istituto dove si insegna l’arte dei metalli, e la lavorazione del marmo e della creta, è fondamentale”.

LABORATORIO DEL NAUTICOLaboratori che in molte scuole, come il caso del Liceo Nautico, sono addirittura fatiscenti e inutilizzabili.

LICEO NAUTICO ARTIGLIO “Il Nautico…come è ridotta male la mia scuola”: Renzo Belli, nel ’68, era assistente al liceo Nautico di Livorno, lui la protesta studentesca di quegli anni la ricorda eccome, avendola vissuta in prima persona, da giovane insegnante. Si deve soprattutto a lui l’apertura della sede del Nautico di Viareggio. “Eravamo al varo di una nave Benetti, io e miei studenti dell’epoca, e alla cerimonia era presente l’allora onorevole Eletta Martini, DC, che interruppe l’evento per prometterci che avrebbe parlato con il ministro alla Pubblica Istruzione”. Promessa mantenuta, perchè il Nautico, di li a poco, venne aperto nella nostra città. “Ho passato dentro quella scuola tutta la mia vita, 5 anni come assistente, 3 o 4 come insegnante di fisica e matematica, e ben 25 come preside – racconta il Belli, che dal 2003 è in pensione. “Ho seguito le attuali vicende della mia scuola attraverso la stampa, e non posso non ricordare tutte le volte che insieme ai miei studenti di allora ho occupato la sede del comune perchè i lavori fossero fatti. Occupazioni che hanno portato ad avere quello che l’allora provveditore agli studi di Lucca, e il sindaco Luigi Bisanti, hanno definito “un gioiello di scuola, un fiore all’occhiello per Viareggio, grazie a un preside capellone”. Che nonostante occupasse non è mai stato denunciato. Un consiglio ai comitati studenteschi? “Tirate fuori proposte alternative, dopo le occupazioni e i cortei: fate un documento e andate a Roma. Se mi chiamate sono disponibile ad aiutarvi, i ricordi delle mie battaglie vinte sono ancora molti vivi”.

Letizia Tassinari

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E LA SCUOLA SCENDE DI NUOVO IN PIAZZA, STUDENTI AL FIANCO DI INSEGNANTI E PERSONALE AUSILIARIO

L'ONDA 2009 040“Ci vogliono ignoranti, ci avranno ribelli”. Questo uno degli  striscioni, e  slogan, predisposti per venerdi prossimo. Dopo il corteo del 9 otobre scorso,  dove oltre centocinquantamila studenti in tutta Italia, e circa trecento nella sola Viareggio, hanno invaso le piazze e le strade  l’onda anomala torna a “surfare”. La protesta Anti Gelmini è organizzata per il  giorno dello sciopero generale dei sindacati di base, e al  al grido di “Noi la crisi non la paghiamo”,  alla vigilia dei 7,3 miliardi di euro di tagli previsti per l’ istruzione in Finanziaria i ragazzi, studenti di tutti i  licei viareggini e della Versilia, scenderanno in piazza al fianco di professori, insegnanti e personale ATA. E la lotta  continua …

Letizia Tassinari

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L’ONDA CRESCE ANCORA, GLI STUDENTI OCCUPANO ANCHE IL GALILEI E IL MARCONI

VIDEO 085La protesta continua. Finite le occupazioni dei Licei Scientifico e Classico, proseguono ad oltranza quelle del Piaggia e del Chini e, da ieri mattina sono occupati anche l’Iti Galilei e il professionale Marconi. Cancelli picchettati e striscioni fanno da cornice alla protesta contro la riforma Gelmini. Nessuna tensione, nessun lucchetto, ma possono entrare solo gli studenti. La battaglia quindi continua, e la vogliono vincere, “per difendere l’intelligenza e la cultura”: “in uno stato che si professa democratico non si tolgono le risorse all’educazione dei giovani e alla loro istruzione”. La contrarietà alla legge della ministra alla Pubblica Istruzione Maria Stella Gelmini è totale: “Non tiene conto dei problemi reali della scuola e del nostro futuro”. Futuro che è anche quello di una intera società. Il ridimensionamento – “meno ore di insegnamento, meno docenti, meno personale Ata, meno risorse” – sono per gli studenti “il frutto di una logica imprenditoriale ed economicista”, che pensa alla scuola non come una risorsa da sviluppare e da valorizzare. “Un vero e proprio attacco al sapere”. Per i prossimi giorni non sono escluse altre manifestazioni pubbliche, sia a livello locale che provinciale che nazionale.

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