LUNARDINI FA IL PUGNO DURO CONTRO I CLANDESTINI CHE DELINQUONO, I TITOLARI DEI LOCALI CONSEGNANO LE CHIAVI SIMBOLICHE

Liberare Viareggio dalla piaga dell’immigrazione clandestina”, è questo l’obiettivo del sindaco Luca Lunardini: “non intendo tollerare i continui fati di violenza messi in atto da extracomunitari presenti illegalmente nel nostro territorio e dediti ad attività illecite come lo spaccio di droga”. L’aggressione subita dalla troupe televisiva di Rete Versilia due notti fa per mano di un branco di spacciatori tunisini, uno dei quali, Tyson, finito in carcere, ha riportato per l’ennesima volta alla ribalta la questione sicurezza. “In città ci sono troppi clandestini – ha ribadito il primo cittadino -, le forze dell’ordine li identificano ma poi non li rimpatriano perchè mancano posti nei centri di espulsione”. Siamo in emergenza, e per questo il sindaco ha chiesto al Ministero degli Interni per avere a disposizione un certo numero di posti nei Cie. “Che c’entrano i Cie?”, risponde il presidente della Regione Enrico Rossi -, non sono lo strumento per risolvere problemi della marina di Torre del Lago”. E per aprirne uno in Toscana non è la Regione a deciderlo, ma puo’ farlo solo il Ministero dell’interno”. “Quanto ai problemi che stanno investendo la zona – prosegue il presidente Rossi – le informazioni raccolte farebbero ritenere che nell’area di Torre del Lago sia attecchita un’attività illegale che vede protagonisti immigrati e mafia per il controllo sia dello spaccio di droghe che dell’abusivismo. Quindi, se qui si commettono reati si intensifichino controlli e attività repressiva, si individuino i responsabili e poi si proceda con l’arresto, come previsto dalla legge”. Anche se, è doveroso ricordarlo, l’espulsione di persone soggette al crimine porta benefici alla sicurezza continua: tra il 2008 e il 2010 la polizia, sotto la direzione di Leopoldo Laricchia, espulse oltre 200 clandestini pregiudicati, e i reati diminuirono sensibilmente. “Ora i centri sono stracolmi – ha concluso Lunardini – ma mi aspetto dal mio governo un aiuto”. E mentre andava in scena in comune una eclatante, per quanto simbolica, protesta dei gestori dei locali della marina, con Regina Satariano, Alessio De Giorgi e Marco Salvatori che hanno consegnato in municipio un mazzo di chiavi realizzate in legno coi colori della bandiera arcobaleno e riportanti le scritte che campeggiano sugli striscioni appesi al Mamamia, Stupid!A, Priscilla, Frau, Cappellaio Matto e Mama Dune Beach, sulla vicenda torrelaghese è intervenuto l’assessore al decentramento Antonio Tedeschi, che benedice la linea dura nei confronti dei locali della marina adottata da sindaco e prefetto. Evangelisti dell’ Idv annuncia invece una interrogazione urgente alla Camera dei Deputati per far luce sulla vicenda: “la movida gay capro espiatorio di politiche sbagliate, e tagliare le gambe agli storici locali gay di Torre del Lago non è una soluzione, anzi è la strada maestra per aggravare un problema che niente ha a che vedere con la comunità omosessuale ma è strettamente legato al traffico di stupefacenti. La riduzione degli orari di apertura e, addirittura, la chiusura per due settimane di due locali rappresentano un duro colpo per la vita economica e sociale di Torre del Lago, che anzi andrebbe valorizzata nelle sue peculiarità e difesa da questa situazione non più tollerabile. Per questo mi attiverò al più presto in sede Parlamentare per sollecitare il Ministro dell’Interno a un intervento rapido e deciso”.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Annunci

MAMAMIA E STUPID!A CHIUSI PER 15 GIORNI, IL PROVVEDIMENTO DEL QUESTORE

Quindici giorni di chiusura forzata per Mamamia e Stupid!A, i due noti locali della marina di Torre del Lago simbolo del divertimento notturno. Da ieri. Il provvedimento di chiusura è stato adottato dal Questore di Lucca Francesco Nicola Santoro e notificato dal dirigente del Commissariato di Polizia di Viareggio Leopoldo Laricchia, per motivi di pubblica sicurezza, come previsto dall’articolo 100 del Tulps. Come era nell’aria da qualche giorno, dopo il summit in Prefettura, e all’indomani della notte di sangue che ha visto accoltellati quattro magrebini di fronte ai due locali della Marina di Torre del Lago, per motivi di spaccio di droga. “Il provvedimento – ha spiegato il dirigente della Polizia – si è reso necessario per interrompere l’escalation di episodi criminosi commessi nelle aree boschive e sull’arenile circostanti e prospicienti i locali e le aree pubbliche utilizzate per l’intrattenimento degli avventori nel corso della stagione estiva e culminati con la cruenta rissa tra extracomunitari della notte tra sabato e domenica scorsi”. Ambulanze prese a calci e pugni, rapine per mano di immigrati, fino all’epilogo dell’ultimo fine settimana. E sul tavolo del Questore sono finite le relazioni di Polizia e Carabinieri, presenti ogni week end sulla marina. Analogamente a quanto avvenuto in altre nove occasioni negli ultimi quattro anni nei confronti di altri cinque locali di Viareggio, Torre del Lago e Lido di Camaiore, il provvedimento mira a tutelare la pubblica sicurezza compromessa dal concentramento intorno agli esercizi pubblici di attività criminali o dall’accadimento di fatti di sangue, a prescindere dalla responsabilità degli esercenti medesimi. Mamamia e Stupid!A hanno l’obbligo di interrompere l’attività e rimanere chiusi fino 7 ottobre prossimo, incluso. Stasera sia al Mamamia che allo Stupid!A era in programma la serata di chiusura della stagione estiva.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

LA VIOLENZA DEL SABATO SERA, QUATTRO ACCOLTELLATI NELLA NOTTE: TRE AGGRESSIONI A CATENA, DUE DAVANTI AI LOCALI DELLA MARINA DI TORRE DEL LAGO, POLIZIA E CARABINIERI CERCANO GLI AUTORI

Notte di sangue a Viareggio, e guerra a suon di coltellate tra bande di extracomunitari per il controllo del mercato della droga. Sono quattro gli immigrati rimasti feriti nella notte tra sabato e domenica, e uno è molto grave. Gli episodi di violenza si sono consumati sia sulla Marina di Torre del Lago che in Darsena. Intorno alle 4 del mattino due pattuglie, della Polizia e dei Carabinieri, hanno trovato un tunisino di 41 anni e un marocchino di 26 accasciati sull’asfalto nelle vicinanze dei locali notturni del viale Europa. I due presentavano vistose ferite da arma da taglio alle braccia e alle gambe. Trasportati immediatamente al Pronto Soccorso dell’Ospedale Unico “Versilia”, le due vittime hanno riferito agli inquirenti di essere stati feriti da un gruppo di stranieri armati di coltelli, ma di non conoscere i motivi dell’aggressione. Poco dopo un’altra ambulanza della Misericordia della frazione pucciniana è intervenuta nuovamente sulla marina, questa volta per soccorrere un 21enne originario della Tunisia raggiunto da numerose coltellate. Anche in questo caso a colpire il ragazzo, che è anche stato derubato di 100 euro, sarebbero stati almeno quattro extracomunitari. La vittima ha riportato ferite guaribili in 20 giorni. Alle prime luci dell’alba, erano circa le 7 di ieri mattina, l’allarme al 113, al 112 e al 118 è scattato per un marocchino di 33 anni, conosciuto nell’ambiente dello spaccio con il soprannome di Tyson, trovato riverso a terra in una pozza di sangue nei pressi della Chiesina dei Pescatori in Darsena, a due passi dalla via Coppino e dalla Capitaneria di Porto. L’immigrato, già ferito nei mesi scorsi in pieno giorno in piazza Piave, e questa volta accoltellato all’addome, è stato portato urgentemente all’ospedale e sottoposto ad un delicatissimo intervento. I medici si sono riservati la prognosi. Secondo gli investigatori i tre episodi di violenza sarebbero collegati tra loro. Le persone coinvolte, infatti, appartengono tutte al mondo dello spaccio di sostanze stupefacenti. Una notte di fuoco, insomma, con anche circa venti auto parcheggiate lungo i viali a mare di Torre del Lago e della Marina di Levante, che hanno subito danni – finestrini mandati in frantumi e rubati oggetti dall’interno degli abitacoli –, un turista campano aggredito e ferito al collo con una bottiglia e un giovane investito da un’auto pirata nei pressi del mercato ittico. Grande allerta tra le Forze dell’Ordine, con il questore di Lucca Francesco Nicola Santoro ieri mattina sulla Marina di Torre del Lago e in città assieme al dirigente del Commissariato di Polizia Leopoldo Laricchia, il maggiore dei Carabinieri Andrea Pasquali e il maggiore della Polizia Municipale Vasco Comaschi, per un sopralluogo sulle scene del crimine e per fare il punto della situazione, in virtù del summit di quest’oggi in Prefettura dove si riunirà il Comitato Provinciale per la Sicurezza. L’estate 2011 ha visto un’escalation di fatti di cronaca, nonostante siano stati impiegati, per garantire la sicurezza e l’ordine pubblico, oltre 400 uomini, tra agenti di polizia, militari dell’Arma e altri corpi. Da quando l’Europa ha vietato l’arresto dei clandestini e con i centri di espulsione ormai al collasso, anche a Viareggio si stanno verificando episodi di violenza che non accadevano ormai da anni.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

ASSOINTRATTENIMENTO NON DEMORDE E VUOLE CHIAREZZA SULLA MARINA: “SEMBRA CHE LA SITUAZIONE DA NOI EVIDENZIATA NELL’ESPOSTO SIA RIMASTA SOSTANZIALMENTE INVARIATA”

A due mesi circa dalla presentazione dell’esposto contro Mamamia e Stupida Assointrattenimento ha fatto richiesta di accesso agli atti, chiedendo a Sindaco e Presidente della Commissione Comunale di Vigilanza sui locali di pubblico spettacolo di Viareggio, Procura, Questura, Carabinieri, Vigili del Fuoco e Polizia Municipale “notizie circa l’inizio di procedimenti di accertamento e/o adozione di eventuali provvedimenti”. “In effetti – si legge nel documento a firma del presidente dell’Associazione di Categoria Luciano Zanchi – da segnalazioni pervenute e commentate pure dalla stampa e dalla televisione locale sembrerebbe che la situazione da noi evidenziata nell’esposto sia rimasta sostanzialmente invariata”. “ Se così fosse – aggiunge Zanchi – rinnoviamo le nostre preoccupazioni, evidenziando che un eventuale contesto di diffusa illegittimità, come quello da più fonti descritto, assume un alto grado di pericolosità per l’incolumità e la sicurezza delle persone oltre a costituire terreno fertile per un contesto di generale illegalità e di pregiudizio per l’ordine pubblco”. Nel ricordare che l’azione intrapresa con l’esposto “è giustificata dagli interessi collettivi rappresentati, poiché attività di pubblico spettacolo non autorizzate e/o esercitate in difformità dalle previsioni normative e dalle connesse autorizzazioni ( come ad esempio il mancato rispetto del requisito della capienza e degli orari di apertura e chiusura ) costituisce una profonda lesione della leale concorrenza, produttiva di attuali e gravi danni alla categoria da noi rappresentata”, il presidente di Assointrattenimento, confidando in un fattivo e celere intervento di tutte le Autorità, annuncia che “nell’ipotesi in cui, accertata la situazione di diffusa illegittimità, la medesima non dovesse essere adeguatamente contrastata” provvederà per altre vie legali. E proprio sulle licenze dei due locali, la cui capienza è stabilita in 84 e 72 persone in uno spazio interno stabilito, e le migliaia di persone con probabile rischio per la sicurezza si basano le richieste di accertamenti e sanzioni: “Secondo le informazioni giunte all’associazione di categoria – si legge nell’esposto – gli organizzatori non sarebbero in possesso, in relazione alle aree utilizzate ( la pubblica via ) di autorizzazioni, licenze e condizioni previste dalle vigenti disposizioni di legge” e la richiesta alle Autorità Giudiziarie, e alle Amministrazioni Pubbliche, era stata quella di “effettuare con la massima urgenza ogni opportuno accertamento”, e se del caso “adottare tutte le iniziative volte ad impedire tali comportamenti e sanzionare i responsabili”. “Se verrà verificato che mancano i presupposti e le condizioni di legge – ha precisato Luciano Zanchi – l’attività dei due locali dovrà essere impedita”.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

BLITZ ANTIABUSIVISMO SULLA MARINA . AGGRESSIONI PER UN CELLULARE SOTTRATTO E PER UN TENTATO FURTO DI UN PORTAFOGLIO: UN TURISTA FERITO AL BRACCIO E ALLA SCHIENA

Era l’ora!… – il commento sul maxi blitz interforze di sabato notte sulla gay street di Marina di Torre del Lago arriva da un cliente della movida -, tutto questo abusivismo sta portando Torre del Lago ad un degrado sempre più grande. Incominciavo già a pensare che le istituzioni ci avessero volutamente abbandonati. Questo luogo deve rimanere un luogo di libertà ma sempre e soltanto dentro la legge”. E’ cosi in tutto il mondo: negli altri paesi i quartieri gay sono perfettamente integrati nelle città, le gay street sono i quartieri più alla moda, i più belli, i più tranquilli. “E cosi deve diventare anche la nostra Torre del Lago – aggiunge il turista -, come l’ East/West Village o come Chelsea e non come il Bronx”. E il ringraziamento alla Polizia, come a tutte le altre Forze dell’Ordine presenti durante l’operazione di Ordine Pubblico e anti-abusivismo, è stato unanime. Oltre 50 gli uomini schierati, tra poliziotti del Commissariato di Viareggio e i reparti anti-sommossa di Genova, i Carabinieri, il Corpo Forestale, la Guardia di Finanza e i Vigili Urbani. Presenti per coordinare i controlli sia il dirigente Leopoldo Laricchia che Francesco Di Ruberto, il vicario del Questore di Lucca. Oltre mille le lattine di birra sequestrate dall’Annonaria ai magrebini. Il fenomeno della vendita abusiva di alcolici di fronte ai locali è un problema annoso sulla marina ma sabato notte è stato inferto un duro colpo alla vendita illegale di bibite. Con anche il sequestro della nota Ape azzurra che da sempre consegna agli extracomunitari i rifornimenti. Almeno dieci sono stati i nordafricani identificati e denunciati dalle Forze dell’Ordine, mentre dalla torretta di avvistamento i reparti della Scientifica riprendevano dall’alto tutte le situazioni sospette con le telecamere a raggi infrarossi. Anche il fuggi fuggi alla vista della polizia, per nascondere le dosi di stupefacenti tra i cespugli a margine della carreggiata e tra le dune. I problemi da risolvere sulla gay street sono tanti – non solo la vendita abusiva di bevande -, dallo spaccio di droga, in mano a tunisini e marocchini, al giro di prostituzione di transessuali e marchettari alla sbarra in fondo al viale. “I rischi per la sicurezza quando su una strada si assemblano migliaia di persone sono alti”, questo il parere delle forze di polizia. E infatti anche ieri, quasi a fine serata, sono state sedate un paio di risse, mentre sulla spiaggia antistante i locali due giovani che si erano appartati sono stati aggrediti sembra da extracomunitari. Nel primo caso si è trattato del furto di un cellulare, con la vittima medicata per lievi escoriazioni, nel secondo un tentativo di rubargli i soldi dalla tasca dei pantaloni, e il turista che ha reagito è stato colpito al braccio e alla schiena con un arma da taglio e trasportato al Pronto Soccorso da un’ambulanza del 118. I reparti speciali hanno cercato l’aggressore tra le dune a lungo, ma del malvivente si erano perse le tracce. La Questura, in virtù anche dell’esposto a firma di Assointrattenimento, vuole vederci chiaro sulla marina torrelaghese. L’Ordine Pubblico deve essere garantito. A tutti i costi.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

BLITZ ANTIMAFIA, DITTA NEL MIRINO

Si è conclusa ieri mattina con 50 arresti, tra capi e gregari, e tra questi anche quattro vigili urbani in forza al comando di Polizia Municipale di Napoli accusati di corruzione, e con sequestri di beni tra cui circa 70 immobili, oltre 30 società, 76 tra auto e moto ed un centinaio di conti correnti bancari, l’operazione condotta dalla Squadra Mobile di Napoli contro il clan Lo Russo, dedito a traffici illeciti nei quartieri partenopei di Piscinola, Chiaiano, Miano e Marianella. Tra le società sequestrate figura anche una ditta di import export di materiale agricolo, aperta a Viareggio nel 2008 da un napoletano di 39 anni cognato di uno degli arrestati a Napoli. Sono stati gli uomini della 1° sezione Criminalità Organizzata e Straniera della Squadra Mobile di Lucca diretta da Virgilio Russo a sottoporre a sequestro la ditta viareggina, notificando il provvedimento della DDA napoletana al funzionario della Camera di Commercio tenutario del registro delle imprese operanti nella provincia lucchese.

I poliziotti della Questura napoletana hanno invece eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice delle Indagini Preliminari su richiesta della DDA, Direzione Distrettuale Antimafia. Agli indagati, al termine di un inchiesta durata tre anni, portata avanti grazie a numerose testimonianze, a collaboratori di giustizia, ad intercettazioni ambientali e telefoniche e riprese video nelle piazze dello spaccio, vengono contestati i reati di associazione per delinquere di stampo camorristico e associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e abusivismo edilizio. In questi tre anni di indagini è stata messa a fuoco tutta l’attività del clan, anche con l’identificazione di un gruppo di affiliati, anche con ruoli di spicco, dediti a estorsioni e omicidi.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Published in: on novembre 4, 2010 at 2:05 pm  Lascia un commento  
Tags: , ,

ARRESTATO A LIDO

Su di lui pendeva un ordine di cattura emesso dalla Procura della Repubblica di Lucca, e la Sezione catturandi della Squadra Mobile lo ha rintracciato e arrestato a Lido di Camaiore, dove da qualche tempo l’uomo, un 31enne di Lucca, si era trasferito. Wilson Parenti, con una pena di due mesi reclusione da scontare a seguito di condanna per aver contravvenuto nel 2007 ad un divieto di ritorno nel comune di Camaiore, da cui era stato allontanato con foglio di via obbligatorio dal Questore di Lucca, da ieri si trova in una cella del carcere lucchese di San Giorgio.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Published in: on novembre 4, 2010 at 2:00 pm  Lascia un commento  
Tags:

SCOVATO E ARRESTATO BOSS DELLA CAMORRA, IN MANETTE MICHELE CHIERCHIA. ERA RICERCATO PER OMICIDI, ESTORSIONI E TRAFFICO DI DROGA

Era latitante dal 2008, il boss della camorra Michele Chierchia che è stato arrestato due giorni fa a Fiumicino dalla Squadra Mobile di Lucca. L’uomo, un 58enne, era ricercato da tre Procure, per omicidi, estorsioni e traffico di sostanze stupefacenti Le indagini erano partite in Versilia circa un mese e si sono concluse con l’arresto di uno dei boss del clan Fransuà del rione Provolera di Napoli, un gruppo camorristico affiliato alla famiglia Gionta di Torre Annunziata. Il pregiudicato, che era stato proposto per l’inserimento nella lista, stilata periodicamente dal Ministero degli Interni, dei cento latitanti più pericolosi di Italia, era ricercato, oltre che dalla procura di Lucca, dalle Direzioni Antimafia di Napoli e Cagliari, per una lunga serie di delitti, fra cui omicidi, estorsioni e traffico di stupefacenti. Il latitante, 58 anni, e’ stato individuato in una villetta di Focene, nella zona di Fiumicino, dove, come ha riferito il capo della Squadra Mobile lucchese Virgilio Russo, viveva tranquillamente, “senza precauzioni per nascondersi alle forze dell’ordine e uscendo solo per brevi incursioni in Campania per curare i suoi traffici”. Le indagini, da parte della Sezione Narcotici, sono iniziate nello scorso mese di aprile in Versilia, dove vivono due dei figli del Chierchia – un terzo vive a Milano. C’era stato un sentore che il boss fosse in contatto con personaggi. della zona Poi, nell’ultimo fine settimana i poliziotti lucchesi, dopo una serie di investigazioni, fatte anche di intercettazioni, e certi che il boss si fosse rifugiato nella zona periferica della capitale, sono partiti alla volta di Roma. L’ intera sezione narcotici, lo stesso dirigente Virgilio Russo, affiancati dai colleghi delle Squadre Mobili di Firenze e Roma e del locale Commissariato, hanno individuato l’ anonima villetta dove il boss viveva, e da dove dirigeva indisturbato i suoi affari, e si sono appostati per oltre 24 ore. All’ora di pranzo del giorno successivo è poi scattato il blitz: “ avuta la certezza che il latitante fosse in casa – ha spiegato Virgilio Russo – con una operazione-lampo congiunta abbiamo prima circondato l’edificio e poi fatto irruzione all’interno”. Solo un accenno di fuga dal retro della villetta, nessuna resistenza, e nessuna arma: Michele Chierchia è stato subito ammanettato. “Da vero boss – ha riferito il capo della Squadra Mobile di Lucca – ci ha fatto i complimenti, stringendoci la mano e chiedendo anche come avessimo fatto a localizzarlo in un posto così anonimo e lontano dalla Versilia”. Michele Chierchia, dopo essere stato scortato negli uffici della Questura di Roma , è stato trasferito nel carcere di Regina Coeli. Sul latitante pendevano ben tre ordinanze di custodia cautelare in carcere: quella emessa dal Tribunale di Lucca a maggio del 2008, per l’operazione Intercity, è relativa al reato di spaccio di cocaina- droga che il Chierchia inviava ai due figli in Versilia attraverso corrieri napoletani e dell’interland di Aversa che facevano la spola in treno tra la Campania e la Toscana. I due figli, Giuseppe ed Alfonso, furono catturati, mentre il padre iniziò la lunga latitanza conclusasi con l’arresto a Fiumicino di due giorni fa. Le altre due ordinanze sono invece state emesse dalla DDA di Napoli nel novembre del 2008 per il reato di associazione per delinquere di stampo camorristico finalizzata alla commissione di omicidi, estorsioni e  traffico di stupefacenti e dalla DDA di Cagliari nel luglio del 2009 per il reato di associazione a delinquere finalizzata traffico di sostanze stupefacenti. Un’indagine conclusasi brillantemente quella della Squadra Mobile di Lucca diretta da Virgilio Russo, che ha portato all’arresto di un personaggio della malavita di spicco, insediatosi da tempo in Versilia, e con una pericolosità dimostrata: “un ‘ottima operazione di polizia portata a termine da una piccola – grande Squadra Mobile – sono state le parole del Questore Nicola Santoro -: piccola come numero di personale e mezzi e grande come risultati”.

La sua “carriera” in Toscana iniziò nel 1999, con l’ arresto per l’ omicidio di Ciro Cozzolino, un detenuto semilibero, freddato a Montemurlo, vicino a Prato, la sera del 4 maggio 1999. Ciro Cozzolino, detto «Enzuccio o’ pazzo», stava scontando una condanna per un omicidio commesso nel 1982 e per associazione mafiosa. Sei colpi di una pistola calibro 7,62 lo colpirono a morte e nell’occasione venne ferito anche il proprio cognato Giuseppe Calcagno che si salvò miracolosamente. Per quel delitto Michele Chierchia fu condannato in primo grado dalla Corte d’Assise di Firenze; il mandante fu indicato in Vincenzo Ascione, di Torre del Greco, dell’ omonima famiglia di camorra. Nel 2° grado di giudizio è stato assolto per detto omicidio.

Letizia Tassinari


Published in: on maggio 21, 2010 at 2:45 pm  Lascia un commento  
Tags: , , ,

BLITZ NELLA MOVIDA, CINQUE ARRESTI PER SPACCIO DI DROGA

Blitz nella movida versiliese. La polizia di Lucca ha arrestato cinque persone per spaccio di droga. Nel mirino alcuni locali vip di Viareggio. Alle primi luci dell’alba di ieri si sono aperte le porte del carcere San Giorgio per Andrea Neri, 46 anni di Lido di Camaiore, gestore di un Bagno, Paolo Lorenzini, 44 anni di Viareggio, gestore di un’agenzia di pratiche amministrative; mentre sono stati concessi i domiciliari a Antonio Tonini, 47 anni di Viareggio, gestore di un locale e di un Bagno, Abdelassat Abedellaoui, 33 anni di origini tunisine, residente a Viareggio, nullafacente, e ad Adil El Fadil, marocchino 28enne residente a Forte dei Marmi, operaio in una carrozzeria, entrambi con regolare permesso di soggiorno. Le indagini, condotte dalla Sezione Narcotici in seno alla squadra mobile, erano partite dal monitoraggio di clienti di alcuni locali pubblici di Viareggio, che hanno condotto gli investigatori ai loro fornitori di cocaina, droga sempre più richiesta dalla movida versiliese. Si è trattato – come sottolineato proprio dal capo della mobile Virgilio Russo – di indagini complesse, corredate da intercettazioni e pedinamenti, per fornire il maggior materiale possibile agli investigatori per poter assicurare i trafficanti di droga alla giustizia.L’operazione aveva preso avvio nel dicembre dello scorso anno con il sequestro di 3 grammi di cocaina venduti da Andrea Neri a una 30enne di Viareggio, L.P. le iniziali, ed era poi proseguita, nel febbraio scorso, con l’arresto, a Lido di Camaiore, di Paolo Lorenzini e di Giovanni Iudica, napoletano 30enne. Nell’abitazione di quest’ultimo era stata trovata una vera e propria serra dove veniva coltivata marijuana. In aprile venne arrestato anche Antonio Tonini per detenzione a fini di spaccio di cocaina, con sequestro di 7 grammi che aveva nascosto nel Suv di proprietà. Per lui anche l’accusa di violazione della legge sulle armi, con sequestro di una pistola a gas completa di munizionamento. Nel corso delle perquisizioni di ieri mattina, i poliziotti della Squadra mobile hanno trovato sequestrato, inoltre, 12 grammi di hashish nell’abitazione di Andrea Neri e due fucili illegalmente detenuti in quella di Antonio Tonini.Secondo la polizia, tutti e cinque gli arrestati avrebbero partecipato allo spaccio della sostanza stupefacente, rifornendo dai 10 ai 20 clienti abituali. Ma le indagini vanno ancora avanti per appurare se vi fossero altre persone coinvolte. Nessuna delle attività degli arrestati è stata posta sotto sequestro dalla polizia. L’operazione portata a termine con successo dopo 7 mesi di indagini, è stata oggetto di elogio anche da parte del nuovo questore di Lucca Francesco Santoro, che ha messo in evidenza l’importanza di aver stroncato una rilevante rete di spaccio di stupefacenti in un’area così a rischio come la Versilia, soprattutto nella stagione estiva per via del grosso impatto turistico.

Angela Pieri

il-nuovo-corriere-della-ver

SFUMA IL SOGNO D’AMORE, LA POLIZIA ARRESTA LO SPOSO

Fiori di arancio alle ortiche. E’ stato il personale della sezione immigrazione e del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Viareggio a interrompere le nozze civili tra un tunisino di trentatrè anni e una italiana di trenta. Il matrimonio si sarebbe dovuto celebrare al Comune di Viareggio lunedi scorso alle 11 di mattina tra la donna, S.T., e H.A.. Le indagini e gli accertamenti della Polizia per contrastare il fenomeno dei matrimoni “fittizi” tra italiani e stranieri, finalizzati in grande parte ad aggirare la legge, e regolarizzare i clandestini, hanno portato a far emergere che sul promesso sposo pendevano diversi precedenti penali, per spaccio di droga, per reati inerenti l’immigrazione, e una condanna per ricettazione. Oltre ad una inchiesta ancora in corso relativa ad una sorta di sodalizio criminale che lo stesso marocchino avrebbe stretto con un gruppo dedito allo spaccio. Lo sposo, prima di presentarsi in Municipio, aveva anche cercato di eludere la presenza della polizia, gironzolando nella zona. Pedinato e fermato dagli agenti a circa cento metri del comune, è stato trovato senza documenti. Il passaporto infatti era stato dato a un testimone che lo stava aspettando davanti al Comune. Accompagnato in Questura a Lucca H.A.è stato munito di decreto di espulsione e di conseguente ordine di allontanamento dall’Italia, e dopo la convalida da parte del Giudice di Pace è stato imbarcato su un aereo destinazione Tunisi.

Letizia Tassinari

il-nuovo-corriere-della-ver