SPARI, VITTIMA RAPINATA IL GIORNO PRIMA

Proseguono a ritmo serrato le indagini della polizia, impegnata a individuare il responsabile del tentato omicidio di S. P., il 35enne romeno ferito da tre colpi di pistola esplosi da un motociclista. Nessuna ipotesi, per ora, viene esclusa. Anche se l’attenzione degli investigatori sembra concentrarsi nell’ambiente della compravendita di auto usate, settore in cui opera il ferito. Il chiaro avvertimento in perfetto stile camorristico, si è consumato martedì pomeriggio nelle vicinanze del centro sportivo Vasco Zappelli e della chiesa parrocchiale del quartiere Varignano. Il Bmw Z5, con a bordo la vittima, è stato affiancato da uno scooter, il cui centauro ha iniziato a fare fuoco. Tre dei sei colpi esplosi con una calibro 6,75 hanno ferito S.P. alle gambe. Per estrarre i proiettili è stato necessario un intervento chirurgico, ma le condizioni del 35enne non sono gravi e l’uomo potrebbe essere dimesso a breve. In mattina gli uomini del commissariato di Viareggio si sono presentati in ospedale, e hanno ascoltato il ferito. Per il momento la vittima è profondamente spaventata, e avrebbe collaborato con la polizia solo in parte. Elemento interessante ai fini dell’indagine il fatto che il giorno prima della sparatoria S. P. ha denunciato di essere stato rapinato della collana da due persone, mentre passeggiava. Il collegamento tra i due episodi non è escluso, ma sono al vaglio degli inquirenti gli elementi raccolti dalla Scientifica e alcune testimonianze. Intanto è allarme rosso tra i residenti del quartiere alla prima periferia di Viareggio e tra la gente resta alta la preoccupazione per il gravissimo episodio avvenuto in pieno giorno e a due passi da due luoghi di ritrovo di bambini e giovani. Anche se chi ha sparato lo potrebbe aver fatto solo per ferire, e non per uccidere. Visto che è stata colpita la portiera, e non il finestrino. Ma chiunque fosse passato per caso avrebbe potuto rimanere suo malgrado coinvolto. Il ferito è comunque persona conosciuta alle Forze dell’Ordine.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

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Published in: on ottobre 27, 2011 at 8:15 am  Lascia un commento  
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AUTO CRIVELLATA DA SEI COLPI DI PISTOLA, AGGUATO AL VARIGNANO

Sparatoria in pieno giorno, al quartiere Varignano. E sangue in terra. Scene da vero Bronx. L’agguato si è consumato intorno alle 16.30 di ieri ai danni di una Bmw X5 nera condotta da S.P., un 35enne di origini rumene. L’automobile stava percorrendo via del Forcone in direzione monti-mare quando, secondo una prima ricostruzione, all’altezza del centro sportivo Vasco Zappelli sarebbe stata affiancata da un motorino. Ancora da chiarire quanti fossero i passeggeri del ciclomotore, e chi abbia premuto il grilletto. Mentre è cosa certa che sono stati sei i colpi da arma da fuoco che sono stati esplosi e che hanno centrato la portiera sinistra, lato guidatore, all’altezza del sedile. Tre sono andati a segno, ferendo alle gambe il conducente che ha continuato la sua marcia per qualche metro, fermandosi poi all’incrocio con via Paladini davanti alla stradina che porta alla chiesa del quartiere. “Abbiamo sentito i sei colpi – hanno affermato alcuni abitanti arrivati per primi sul posto -, e sul momento abbiamo pensato a dei petardi, poi però abbiamo visto aprirsi la portiera, letteralmente crivellata dai colpi, e l’uomo cadere a terra in una pozza di sangue e abbiamo subito chiamato il 118”. A trasportare il 35enne al pronto soccorso in codice giallo è stata un’ambulanza della Misericordia, ma la vittima, seppur ferita a entrambe la gambe, non versa in gravissime condizioni e non è in pericolo di vita. Sul posto sono immediatamente confluite le volanti del commissariato, gli uomini della polizia scientifica, e le pattuglie del carabinieri mentre l’intera zona è stata interdetta al traffico dagli agenti della polizia municipale. Tutto l’isolato è stato transennato, per effettuare i rilievi e raccogliere ogni elemento utile alle indagini. La caccia a chi ha sparato è in corso, e sta agli inquirenti chiarire i contorni di tutta la vicenda. Anche se le modalità dell’assalto armato non lasciano molti dubbi, e pare trattarsi di un tentativo di intimidazione. Tra tutti i residenti del quartiere popolare nella prima periferia di Viareggio è forte l’inquietudine per questo episodio particolarmente grave e violento, atipico, fino ad ora, nella nostra città: la sparatoria è infatti avvenuta in pieno giorno e soprattutto ad un ora in cui i bambini e gli adolescenti circolano per la strada, anche da soli, chi per andare alla palestra del centro sportivo o al campo di calcio, chi per giocare nei giardini o andare al catechismo.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

SPARATORIA ALLA BUFALINA, ERA UN REGOLAMENTO DI CONTI: ARRESTATI QUATTRO SPACCIATORI PER TENTATO OMICIDIO

Si è trattato di un regolamento di conti tra bande rivali per il controllo del traffico di sostanze stupefacenti nella macchia di Migliarino. Svolta nelle indagini: la Squadra Mobile di Pisa, diretta da Giuseppe Testaì, supportata dagli uomini del Commissariato di Polizia di Viareggio, ha brillantemente risolto il caso del tentato omicidio del marocchino quarantenne avvenuto nella notte tra il 25 e il 26 di maggio scorso nella zona della Bufalina, al confine con Torre del Lago, catturando i quattro nordafricani che volevano giustiziare il connazionale. Rahal Nasrallah, la vittima che fu ferita da un colpo di pistola sparato a distanza ravvicinata e che tuttora è ricoverato in gravi condizioni all’ Ospedale Unico “Versilia”, fu affrontato nella pineta allo svincolo della variante Aurelia da Zituni Ssadike, meglio conosciuto nell’ambiente come “Mario”, capo della fazione opposta, accompagnato da una decina di uomini. Prima le offese, pesanti, poi le minacce. E per finire gli spari. Uno dei colpi esplosi da Ssadike con una Wesson calibro 3.57 Magnum ferì all’addome il rivale, e il proiettile si conficcò nella spina dorsale. Finiti i colpi in canna i compagni della vittima si scagliarono contro l’aggressore, e i suoi scagnozzi, colpendolo con armi contundenti – bastoni chiodati, un pugnale, un roncola e un katana ritrovati dalla Polizia e posti sotto sequestro.

“Sono stati proprio loro a consegnarlo ferito ai volontari della Misericordia di Torre del Lago, intervenuti per soccorrere il marocchino raggiunto dal colpo di pistola – , ha precisato il Questore di Pisa Raffaele Micillo durante la conferenza stampa. Anche se, a metà tragitto, l’uomo fuggì dall’ambulanza, raggiungendo a piedi la sua abitazione a Viareggio in via Regia, ma ferito fu costretto a chiedere soccorso.

“Una volta arrivato all’ospedale – ha aggiunto il capo della Squadra Mobile pisana – Ssadike riferì alla polizia di essere stato rapito da un commando composto da quattro uomini bendati e armati, che con la forza lo avevano prelevato dalla sua abitazione, portato in pineta e poi pestato selvaggiamente”. Una versione, quasi un alibi concordato, che non ha mai convinto gli inquirenti, tanto per lui sono scattate le manette nemmeno 48 ore dopo il fatto, anche se la notizia dell’arresto non è stata divulgata subito, per non pregiudicare la cattura dei tre complici, di cui uno fratello di Ssadike, e ieri anche B.S., Y.J. e K.B., tutti marocchini e poco più che ventenni, sono finiti in carcere. Indagini difficili, quelle portate avanti dalla Squadra Mobile di Giuseppe Testaì, soprattutto per il clima di reticenza e omertà che regna tra i clandestini trafficanti di droga, e che ha permeato tutta la vicenda, ma attraverso le dichiarazioni raccolte è stato possibile risolvere il caso in meno di un mese. Schiacciante, oltre alla comparazione del proiettile con la pistola con matricola abrasa ritrovata sul mezzo di soccorso, sopratutto la prova dello “Stub”, attraverso la quale sono state trovate tracce di polvere da sparo sui vestiti del capo banda Per tutti e quattro gli arrestati i capi di imputazione sono il tentato omicidio e la rissa aggravata.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

SPARATORIA ALLA BUFALINA, ASCOLTATI TESTIMONI: LE INDAGINI VICINE A UNA SVOLTA

Proseguono a ritmo serrato le indagini sulla sparatoria avvenuta mercoledi notte della scorsa settimana allo svincolo della variante Aurelia, tra il comune di Vecchiano e Torre del Lago. L’inchiesta potrebbe essere vicina ad una svolta, gli inquirenti infatti, da quanto trapelato, sarebbero riusciti a raccogliere elementi importanti per chiudere il caso che ha visto il ferimento, con un colpo di pistola, di un marocchino quarantenne. L’immigrato fu ritrovato a terra in una piazzola a fianco della strada, raggiunto al torace da un proiettile. La vittima si trova ancora ricoverata in coma farmacologico, e il bossolo estratto e recuperato dopo l’intervento chirurgico sarebbe compatibile con l’arma gettata da alcuni immigrati sul mezzo di soccorso del 118 e poi posta sotto sequestro dalla Polizia. Da capire, ancora, il ruolo nella vicenda dell’altro marocchino di 26 anni – ancora in ospedale – che poco dopo il ferimento del connazionale è stato trascinato di peso fuori dalla macchia di Migliarino da altri connazionali e consegnato ai volontari della Misericordia di Torre del Lago. Il giovane, la cui posizione è al vaglio degli investigatori, aveva le mani legate dietro la schiena con la cintura dei pantaloni, e presentava una ferita vistosa al cranio. Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Pisa, sono affidate alla Squadra Mobile pisana diretta da Giuseppe Testaì. Gli inquirenti , secondo alcune indiscrezioni, avrebbero già ascoltato una decina di testimoni, ed è quasi certo che si sia trattato di un regolamento di conti per questioni legate allo spaccio di droga. Gli immigrati coinvolti sarebbero infatti soliti vendere cocaina nella macchia pisana.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Published in: on maggio 31, 2011 at 9:00 am  Lascia un commento  
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SPARATORIA, CACCIA ALLE BANDE: IL MERCATO DELLO SPACCIO POTREBBE NASCONDERSI DIETRO LA RISSA. I MEDICI HANNO ESTRATTO IL PROIETTILE CHE AVEVA COLPITO IL NORDAFRICANO

Restano ancora critiche le condizioni del nordafricano colpito durante la sparatoria dell’altra notte, avvenuta nella zona della Bufalina, al confine tra il comune di Vecchiano e la frazione di Torre del Lago. I medici dell’Ospedale Unico “Versilia” lo hanno sottoposto ieri mattina a un secondo intervento chirurgico per poter estrarre il proiettile che dopo avergli lesionato diaframma, fegato ed intestino, si era conficcato nella parte molle della spina dorsale. La pallottola recuperata è stata poi consegnata agli uomini della Squadra Mobile di Pisa, che come riferito dal dirigente Giuseppe Testaì dovranno ora verificarne la compatibilità con la pistola a tamburo, una 357 Magnum, gettata da un uomo all’interno dell’ambulanza della Misericordia accorsa sul posto per prestare soccorso e consegnata dai volontari alla Polizia. Le indagini per risalire ai responsabili della rissa finita nel sangue, a colpi di spranghe e di arma da fuoco, proseguono serrate. Tra le piste seguite dalla Squadra Mobile della città della Torre quella di una resa di conti tra bande rivali per il controllo del mercato delle sostanze stupefacenti nella pineta di Migliarino – San Rossore. Ma non si escludono i giri della prostituzione che sulla via Aurelia coinvolgono transessuali, nigeriane e donne dell’Europa dell’Est. Indagini a 360 gradi quelle degli uomini di Giuseppe Testaì, e no si escludono colpi di scena nelle prossime ore. Il nordafricano, che salvo complicazioni non sarebbe in pericolo di vita, è ricoverato nel reparto di rianimazione del nosocomio versiliese, sedato farmacologicamente. Il primario del reparto, dottor Buzzigoli, per ora non si sbilancia – “dobbiamo aspettare che si risvegli” – , anche se rimane alto il rischio che il nordafricano rimanga paralizzato alle gambe”. Intanto è allarme rosso tra i residenti della frazione pucciniana. Il recente episodio di cronaca nera ha fatto salire alle stelle la preoccupazione. Memori anche dei precedenti, come la rissa scoppiata nel luglio del 2009 sulla marina tra due gruppi di tunisini armati di bastoni chiodati e coltelli, con trenta persone coinvolte nel pestaggio, quattro feriti a terra e diverse auto danneggiate.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Published in: on maggio 28, 2011 at 10:15 am  Lascia un commento  
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NOTTE DI SPARI E SANGUE, UNA RISSA TRA NORDAFRICANI FINISCE A COLPI DI PISTOLA. UNO RISCHIA LA PARALISI


Torre del Lago come il Bronx. Un paragone scontato, quasi naturale, dopo i numerosi fatti di cronaca nera avvenuti nel tempo nella frazione pucciniana. Anche se quello della scorsa notte ha avuto come teatro la zona della Bufalina, al confine tra i comuni di Viareggio e Vecchiano, in provincia di Pisa. Forse un regolamento di conti tra stranieri, legato allo spaccio di droga all’interno della pineta di Torre del Lago, è finito a colpi di pistola. Era circa l’una di notte quando è accaduto il fatto: l’ambulanza della Misericordia di Torre del Lago, allertata dalla centrale operativa, ha raggiunto in pochi minuti il luogo indicato, una via sterrata a lato della via Aurelia subito dopo lo svincolo della Bufalina, e una volta arrivati sul posto i volontari hanno trovato un uomo a terra esanime che perdeva sangue. Attorno solo il buio. Scesi per prestare i primi soccorsi e mentre stavano caricando a bordo del mezzo del 118 il ferito la scena è diventata surreale con una decina di stranieri che usciti dalla macchia si sono diretti verso l’ambulanza, di fatto circondandola. Attimi convulsi, giusto il tempo necessario a chiudere il portellone e ripartire ma gli uomini usciti dall’oscurità sono riusciti a gettare di peso nel mezzo di soccorso un altro uomo, legato e con una vistosa e profonda ferita sul cranio, poi hanno lanciato ai soccorritori una pistola a tamburo ancora carica. L’ambulanza se n’è andata in fretta e furia mancando le condizioni di sicurezza necessarie a garantire l’incolumità dei soccorritori, salvo fermarsi più avanti per scaricare l’ospite ‘in più’ che cominciava a dare in escandescenze e diventare un pericolo. L’uomo è stato poi ritrovato poco tempo dopo a Viareggio in via Regia dalla polizia e trasportato in ospedale ma le sue condizioni – ha riportato lesioni provocate forse da colpi di spranga – non sono gravi. L’altro – colpito al torace da un proiettile che dopo avergli perforato diaframma, fegato e intestino si è conficcato nella spina dorsale – è stato sottoposto a un primo intervento chirurgico durato fino alle nove di ieri mattina. “Abbiamo eseguito un consulto neurochirurgico con il team dell’ospedale di Livorno – ha affermato il dottor Stefano Buzzigoli dell’ Ospedale Unico “Versilia” – e anche se l’uomo non è in pericolo di vita rischia di restare paralizzato agli arti inferiori”. In serata i medici hanno deciso di non sottoporre il nordafricano a un secondo intervento per estrarre il proiettile, sparato da una 357 Magnum, pistola a tamburo. Sull’episodio di sangue sta indagando la Squadra Mobile di Pisa, territorialmente competente. Indagini complesse, per ora coperte dal massimo riserbo, ma secondo una prima ricostruzione, come riferito dal dirigente Giuseppe Testaì, i due marocchini feriti sarebbero stati protagonisti di una lite legata al “controllo” dello spaccio di droga sul territorio. Anche se non si esclude la prostituzione lungo l’Aurelia. Gli agenti della Mobile di Pisa stanno ricostruendo il quadro all’interno del quale e’ maturata la sparatoria – uno dei marocchini feriti è già stato ascoltato dalla polizia – per risalire alle altre persone che avrebbero partecipato alla lite. Le dieci persone coinvolte nell’episodio di sangue sono state cercate sia in pineta che nelle zone limitrofe, con il supporto di polizia e militari dell’Arma di Viareggio, ma senza esito. E ieri mattina, al Commissariato di Viareggio, dopo il fatto delittuoso verificatosi nel territorio di Pisa, limitrofo però alla frazione di Torre del Lago, si è tenuto un summit con i vertici delle Forze dell’ Ordine, convocati in una riunione tecnica presieduta dal Prefetto per l’analisi dei possibili riflessi sul territorio della provincia di Lucca. “Alla riunione sono state studiate ulteriori e possibili implementazioni di sinergie operative, oltre a quelle già da tempo pianificate, tese a contrastare ogni fenomeno criminale, dal vandalismo alla contraffazione e allo spaccio di sostanze stupefacenti – ha resto noto il Prefetto che ha anche ricordato di aver chiesto al Ministero degli Interni ulteriori rinforzi, oltre a quelli consueti per il periodo estivo.

Centri di identificazione e di espulsione al collasso

I clandestini? Dobbiamo tenercerli. Inutile girarci intorno. Fino a pochi mesi fà i clandestini fermati dalle Forze dell’Ordine venivano portati nei centri di identificazione ed espulsione, da li dopo poche settimane le autorità provvedevano a stabilire con certezza la nazione di provenienza e a rimpatriarli. Il tutto doveva essere fatto ero due mesi, altrimenti l’immigrato doveva essere rimesso in libertà. Il governo Berlusconi ha poi deciso di portare a sei i mesi a disposizione per l’espletamento delle pratiche di rimpatrio. Con la conseguenza, ovvia, che le strutture sono stracolme, i centri al collasso e le forze di polizia non sanno più dove portare i clandestini. Il rimedio, fino a poco tempo fa, è stato quello di intimare agli immigrati irregolari di lasciare l’Italia autonomamente entro 5 giorni, e se questi non ottemperavano venivano arrestati. Soluzione, questa, però bloccata dall’Europa. Se il Ministero degli Interni sperava di realizzare in ogni regione un centro di espulsione, cosi non è andata. Molti governi regionali, tra cui quello toscano, hanno infatti ostacolato la proposta. Secondo gli esperti solo il corretto funzionamento dei centri può contrastare efficacemente il problema e basta pensare che tra il 2008 e il 2010, quando nei centri c’erano ancora posti, il commissariato di Viareggio ha rimpatriato circa 200 clandestini dediti ad attività illecite.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia) 

Published in: on maggio 27, 2011 at 10:30 am  Lascia un commento  
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TRE COLPI DI PISTOLA IN ARIA, MINACCIA ARMATA DA UN’AUTO

Si è presentato al Commissariato di Polizia di Viareggio denunciando un episodio a dir poco inquietante: l’uomo, un massarorese, stava percorrendo la via Sarzanese a bordo della sua auto, quando verso le 21 di sabato scorso da una 4porte nera, appostata su una curva a Piano del Quercione, il passeggero seduto sul sedile posteriore avrebbe abbassato il finestrino, estratto una pistola e sparato tre colpo in aria, sfiorando di poco il tetto della sua macchina. “ Il giorno della mia denuncia al Commissariato– racconta – mi è arrivata a casa una lettera anonima con dentro tre proiettili”: “ Se non ritiri le denunce questa volta non ti si spara in aria – sarebbe il contenuto della missiva intimidatoria -, pensa alla tua famiglia e alla bionda, infame bastardo”. Massimo riserbo da parte degli inquirenti, le indagini della Polizia sono infatti appena iniziate anche se, a quanto riferito dal denunciante, non si tratterebbe della prima minaccia ricevuta: tutto trarrebbe origine da due vecchie denunce per truffa presentate la prima nel dicembre del 2008 e la seconda nel maggio del 2009 contro un concessionario di auto e un commercialista della zona .

( Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia )

Published in: on settembre 27, 2010 at 9:15 am  Lascia un commento  
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