PARCO, SCONTRO POLITICO SUI CONFINI

“Per quello che vale non sono d’accordo”. All’indomani dei sigilli ai due locali gay, Mamamia e Stupid!A, e degli interventi politici e di Confesercenti. scende in campo anche il senatore Milziade Caprili, capo gruppo consiliare a Viareggio per Rifondazione Comunista.  “Non sono d’accordo che sulle questioni relative al Parco e alle attività che in questo sono inserite non ci sia chiarezza come nel caso del comunicato dei segretari del PD o addirittura si proponga di fatto l’uscita delle marine dal parco stesso come fa il Dirigente della Confesercenti Cerrai. (tra l’altro e lo dico proprio tra parentesi,Cerrai dovrebbe spiegare come sarebbe possibile e giustificabile la sola uscita del locali. E gli stabilimenti balneari?)  – afferma l’ex vioe presidente del Senato -, mi è capitato più di una volta di leggere dichiarazioni che in qualche modo fanno del Parco un ostacolo, un qualcosa da rimuovere piuttosto che una opportunità attorno alla quale far girare, rendendole competitive , le attività economico-turistiche. Tutte le volte che si presenta una qualche criticità o per una stagione turistica andata male o per provvedimenti della magistratura o per la totale insicurezza di quelle zone, tutte le volte scatta una sorta di riflesso condizionato: usciamo dal Parco è la posizione più estrema oppure pieghiamo il Parco alle esigenze di questo o l’altro. Ho persino memoria di un antico Consiglio Comunale nel quale venne proposto di costruire alberghi, piccolini, con i colori della pineta, sui due vialoni. Vorrei anche aggiungere che queste discussioni e questi stravolgimenti non tengono minimamente conto del fatto che il Parco è una ricchezza che noi dobbiamo solo gestire al meglio e che la proprietà, diciamo così ideale, di un’area vasta di pineta, di bosco, di arenile, è molto più larga e non è riducibile solo a noi o alla nostra città. Intendiamoci bene: non ho alcuna intenzione di forzare il pensiero dei segretari del PD nel preciso senso che non esprimono una posizione contraria al Parco e non chiedono di uscirne. Non sono d’accordo perché è un comunicato “senza anima”. Che cosa vuol dire che devono essere cambiate le regole per esempio? Immagino e spero che voglia dire di una necessità e cioè quella di cambiare le regole, come dire?, di ingaggio delle attività inserite nel Parco, perché di questo che si tratta: il Parco esisteva e sono state inserite attività che sicuramente potrebbero arricchire tutta quella zona ma che devono sottostare a regole che le rendano compatibili con il Parco da una parte e dall’altra con le popolazioni residenti. Non esistono scorciatoie. Non dovrebbero essere graditi tentennamenti e ritorni indietro”.

Ma alla richiesta di riperimetrazione dei confini del Parco, proposta da Confesercenti Versilia, risponde anche Isaliana Lazzerini, della Federazione della Sinistra: “Il Parco è tutelato da leggi nazionali e regionali, ha un proprio regolamento, è un bene dell’umanità e come tale non deve essere sacrificato all’altare della speculazione. Forse i nostri amici politici hanno una visione miope di come si sviluppa il turismo e il lavoro. Ci sono studi di altissimo livello che affermano che il turismo sostenibile è quello che viene richiesto da molti italiani in numero sempre più alto, ma anche stranieri, ed è quello che fa alzare la domanda se unita anche ad altre proposte: monumenti, città vicine, cucina del posto, decoro, pulizia, raccolta differenziata senza la presenza di cassonetti stracolmi di rifiuti, aria pulita, mare pulito, pinete da fruire, iniziative culturali, parcheggi per sosta camper, bus navette, insomma dei pacchetti ben confezionati per giovani, adulti e famiglie. Basta applicarsi. E’ in questo modo che si accresce il lavoro nel rispetto dell’ambiente il resto è pura demagogia che non ci può trovare d’accordo”.

E sulla querelle locali e confini del Parco dice la sua anche l’assessore al turismo Nicodemo Pistoia: “Non credo che le questioni si possano semplicemente liquidare con la misurazione dei decibel, ma l’argomento è certamente più complesso e mi fa molto piacere constatare la presa di posizione di alcuni esponenti autorevoli del Partito Democratico completamente nuova e distante dalla filosofia del Parco Naturale, ma voglio solo ricordare che oltre alle legittime rivendicazioni dei gestori dei locali nella richiesta di uscire dal parco naturale altrettanto legittime sarebbero quelle di far uscire anche i nostri stabilimenti balneari, eccellenza del made in Italy e vanto per tutti noi come esempio nella gestione e valorizzazione del turismo balneare. Credo che la questione sia molto complessa e personalmente penso che un referendum cittadino magari, da abbinare al rinnovo del Consiglio Comunale nella primavera del 2013, potrebbe essere uno strumento democratico per farci capire se questa città crede o no al Parco come volano per lo sviluppo turistico oppure come freno per le richieste di un turismo sempre più moderno e esigente”.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

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Published in: on ottobre 26, 2011 at 8:00 am  Lascia un commento  
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MARINA, CERRAI COI LOCALI

Polemiche a non finire dopo il sequestro di Mamamia e Stupida, i due locali gay della marina di Torre del Lago, e l’iscrizione nel registro degli indagati dei rispettivi titolari Alessio De Giorgi e Marco Salvadori. Il primo a scendere in campo il direttore della Confesercenti Versilia Alessandro Cerrai: “L’esperienza positiva rappresentata dai locali della Marina di Torre del Lago, uno degli elementi di innovazione e di attrattività del nostro sistema turistico, negli ultimi anni, non può essere annullata, con la chiusura di due dei locali simbolo di quel territorio e della comunità omosessuale”, scrive Cerrai, “con i Piani di gestione del Parco, negli scorsi anni, è stato possibile, recuperando dal degrado una intera area, dare certezze ed opportunità alle tante imprese turistiche e commerciali, delineando due Marine riqualificate, con numerose attività, sia a Torre del Lago, sia sulla Marina di Levante. Da questa esperienza non si può tornare indietro, dopo che gli imprenditori hanno investito centinaia di migliaia di euro nelle loro attività, ed hanno creato, certo con limiti e difetti, un sistema turistico, rilanciando una immagine, appannata da anni, di Viareggio, città del divertimento, per  giovani e meno giovani. La proposta che avanziamo nuovamente è quella di una diversa e nuova riperimetrazione dei confini del Parco, escludendone le strisce di territorio delle due Marine, dove si trovano i locali e gli stabilimenti balneari e dove si circola con la macchina. Questo in ragione delle caratteristiche di questa porzione di territorio, che in particolar modo nel periodo estivo, sia di giorno che di notte, vede l’afflusso di migliaia di auto e di un gran numero di visitatori, e dove non vi sono elementi naturali di pregio da tutelare. Insieme a questo si deve definire un progetto di valorizzazione delle aree del Parco circostanti, coinvolgendo e dando un ruolo, nella pulizia, nella cura dell’ambiente, agli stessi gestori dei locali e disegnando un nuovo sistema di mobilità, che riduca anche l’accesso delle auto. In questo progetto, per dargli gambe, Comune di Viareggio e Parco devono investire adeguate risorse economiche, per non lasciare più un territorio che fa parte del Parco, in condizioni di degrado e abbandono. E’ questa la proposta che come Confesercenti, avanzeremo alla Regione Toscana, e al tempo stesso, proprio perchè riteniamo che il Parco, oltre che elemento di salvaguardia, possa essere anche occasione di sviluppo di un territorio, ribadiamo la nostra contrarietà a proposte, che ormai sappiamo impraticabili e nefaste, di una apertura al traffico delle auto, del lembo di vialone che divide Torre del Lago dalla Darsena”. Mentre il Consorzio Friendly ha scritto a Regione, Provincia, sindaco, politici toscani e prefetto per richiedere urgentemente un tavolo: “Vogliamo comprendere se la nostra esperienza ha un qualche futuro, specie alla luce delle importanti affermazioni contenute nell’atto emanato dal Tribunale di Lucca, che dichiara di fatto incompatibili le attività ricreative sviluppate da dodici anni a questa parte dai nostri aderenti con le norme attualmente in vigore nell’Ente Parco e comprendere se lo slogan “Toscana accogliente”, con tutte le parole spese in questi anni di sostegno al turismo gay-friendly che si è sviluppato nel nostro territorio, possano essere tradotte in opportuni atti legislativi o in un adeguamento delle norme che regolano l’Ente Parco. Diversamente, è chiaro che la nostra esperienza debba avere fine e che, probabilmente, anche questo stesso Consorzio non abbia più alcun senso di esistere”. Ma le indagini della Procura non si fermano: per il momento le ipotesi di reato sono esercizio di attività vietate – di fatto di discoteca – che compromettevano la salvaguardia del paesaggio e degli ambienti naturali tutelati, in particolare flora e fauna protette e rispettivi habitat, disturbo e danneggiamento ripetuto nei confronti delle specie animali presenti all’interno del Parco tramite emissioni luminose e sonore comunque superiori ai limiti provenienti dagli avventori e soprattutto dagli impianti collocati all’interno e all’esterno dei locali, l’aver destinato all’attività di spettacolo, musica e ballo la terrazza superiore e l’area interna dei locali prive di agibilità e l’area esterna non di pertinenza con conseguente sforamento della capienza stabilita nelle licenze, 84 persone per il Mamamia e 72 per lo Stupid!A, la violazione alla legge 394 del ’91, musica in area Parco senza preventivo nulla osta e, sempre secondo l’accusa, i titolari avrebbero anche attestato il falso: ”dichiarava falsamente nella dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà al personale del comune di Viareggio di aver provveduto all’adeguamento degli impianti di amplificazione sonora nel rispetto della delibera 30 del consiglio comunale del 25 maggio 2011, dotandosi, contrariamente al vero, di impianti in grado di contenere l’emissione sonora entro i limiti del locale e sue pertinenze”. Sotto sequestro sono finiti i locali, i terrazzi, le pertinenze esterne, gli impianti luce, stereo e di amplificazione, e gli amplificatori del suono collocati sia all’interno che all’esterno. “In data 2 luglio 2004 il presidente del Parco scriveva ai sindaci dei comuni interessati – aggiunge il pm – inviando un parere dal quale si evinceva in maniera inequivocabile che le licenze per trattenimenti danzanti dovevano essere obbligatoriamente oggetto di nulla osta”. Che a quanto pare non c’è mai stato. “Risulta – aggiunge la Procura – che il 23 ottobre 2002 e il 3 agosto 2004 il direttore dell’Ente Parco chiedeva al sindaco di Viareggio di revocare tutte le autorizzazioni difformi dal Piano di Gestione e in particolare le autorizzazioni ex articolo 68 Tulps dei locali Mamamia e Bocachica, attuale Stupid!A”. Revoca che non è mai stata disposta. La mole di carteggi che “non potevano e non dovevano essere ignorati” è agli atti nel fascicolo del pm e sono probabili nuovi provvedimenti a carico dei concorrenti nei reati “non ancora identificati”. Salteranno delle teste? Ancora è presto per dirlo.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

SIGILLI AI LOCALI, LEVA DI SCUDI DI PD E IDV: “DURO COLPO AL TURISMO OMOSESSUALE”

Levata di scudi per i sigilli ai due locali cult della movida gay anche da parte della politica di sinistra: “Il sequestro dei locali della marina di Torre del Lago pare davvero l’ultimo atto di un attacco  alle attività della marina di Torre del Lago – scrive il Pd -, noi riteniamo che le regole vadano rispettate, e in questo la magistratura adempie ai propri doveri, ma sono le regole che non vanno: non possono essere cervellotiche e devono soprattutto essere al servizio degli interessi dei cittadini”. “Il sindaco – prosegue la nota – invece delle solite sparate a cui ci ha abituati su tutti i temi dal casinò a miss Italia, perché non si preoccupa di tutte le soluzioni possibili in un fruttuoso rapporto con i gestori dei locali e il Parco per rendere possibile il proseguimento di attività di svago che sono presenti sulla marina? Non può l’amministrazione dimenticare che il turismo della notte da direttamente e indirettamente lavoro ad alcune centinaia di persone un’attività imprenditoriale compatibilmente con gli interessi ambientali e dei residenti della zona”. Mentre l’IdV scrive di “un duro colpo al turismo omosessuale”: “Non mettiamo in discussione le verifiche effettuate, ma l’accanimento verso certi locali rispetto ad altri. I locali della movida omosessuale sono in zone non abitate e certamente non disturbano il quieto vivere dei cittadini versiliesi”, è il commento di Alessandro Cresci, Responsabile del Dipartimento Diritti civili Idv Toscana, in merito al sequestro penale preventivo disposto dal Gip di Lucca Alessandro Dal Torrione su richiesta del Pm Antonio Mariotti, ha messo i sigilli a due storici locali gay di Torre del Lago, ‘Stupida’ e ‘MamaMia’. “Noi di Italia dei Valori vogliamo fare chiarezza sulla vicenda – aggiunge il politico – questo ci sembra  una strategia per creare difficoltà a quei locali storici che hanno fatto della Toscana meta internazionale del turismo omosessuale. I regolamenti andrebbero fatti rispettare a tutti i locali e non usarli per tarpare le ali ancora una volta a una risorsa importante per tutta la Toscana”. “Non vorremmo pensare – aggiunge Lara Fiorini, Coordinatrice provinciale Idv Lucca – che all’amministrazione di centro destra dia più fastidio la presenza di omosessuali in Versilia che non il rumore della musica. Noi di Italia dei Valori ci batteremo in ogni luogo affinché non esistano locali di serie A e serie B come invece vorrebbero certe amministrazioni che considerano i cittadini diversi in base al loro orientamento sessuale”.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia) 

Published in: on ottobre 25, 2011 at 8:20 am  Lascia un commento  
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LA BANDA DELLO SCOOTER TORNA A COLPIRE

La banda dello scooter nero torna a colpire. Vittima ieri mattina sulla via Colombo a Torre del Lago una donna in bicicletta alla quale i due centauri hanno rubato la borsa per poi dileguarsi nella vicina pineta.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Published in: on ottobre 20, 2011 at 8:30 am  Lascia un commento  
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INSEGUIMENTO E RISSA IN UN BAR A TORRE DEL LAGO

Vietato l’ingresso a extracomunitari e italiani che siano spacciatori, rapinatori e assassini. E’ gradito il certificato penale”. Della serie se vuoi entrare nel mio locale, e ordinare un caffè…dimostrami che non sei un delinquente. Una garanzia, per il gestore di un bar a Torre del Lago, spesso teatro di episodi di cronaca. Ma nonostante gli avvisi anche domenica, suo malgrado, nel locale è avvenuta una rissa. Il tutto inizia dal benzinaio, dove un francese avrebbe prima travolto un rumeno che faceva rifornimento e sarebbe poi ripartito a folle velocità, inseguito dalla vittima. I due si rincontrano poco dopo al bar, e li inizia il caos, con il supporto di altri due avventori, entrambi rumeni. Fortuna è stata che sono subito intervenute le forze dell’ordine, polizia e carabinieri, che hanno identificato tutti e quattro e sottoposto all’esame etilometrico, risultato negativo, il francese.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Published in: on ottobre 11, 2011 at 8:20 am  Lascia un commento  
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RINFORZI IN ARRIVO ALLA CASERMA DEI CARABINIERI DI TORRE DEL LAGO

Nuovi arrivi alla  caserma dei Carabinieri di Torre Del Lago. Ad annunciarlo è il sindaco di Viareggio  Luca Lunardini  da tempo al lavoro con il Ministero della Difesa e con i vertici dell’Arma per potenziare la presenza dei militari sul territorio della frazione, alle prese con rilevanti problemi di sicurezza. Attualmente i Carabinieri in servizio nella frazione sono una decina, un numero esiguo rispetto alle problematiche della realtà . A breve dovrebbero arrivare  due nuovi militari e successivamente altri tre. “Il nostro obiettivo – spiega il primo cittadino – è quello di avere almeno 15 militari presenti in pianta stabile a Torre del Lago per poi potenziare maggiormente l’organico con gli aggregati durante l’estate quando i problemi su moltiplicano”. Lunardini è certo che la caserma della frazione non è tra quelle a rischio chiusura  in seguito a una riorganizzazione dell’Arma.   Una media di 40 arresti all’anno fanno della stazione pucciniana  diretta dal Luogo Tenente Fulvio Starace  una delle più operative a livello ragionale . Ma i problemi, come noto, non mancano: durante l’estate i Carabinieri della frazione hanno raccolto 300 denunce di furto, di cui 270 consumati sulla marina dove si sono verificate anche 20 rapine. Inoltre da quando l’Europa ha vietato l’arresto dei clandestini inottemperanti ai decreti di espulsione, anche a Torre del Lago il contrasto all’immigrazione illegale ha subito un forte calo. Intanto il sindaco ringrazia i Carabinieri di Torre del  Lago  per l’impegno profuso nonostante le ristrettezze di organico.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Published in: on ottobre 5, 2011 at 8:25 am  Lascia un commento  
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DONNE SCOMPARSE: “DAVID VIVE NELLA CASA VENDUTA, MA NON PAGA L’AFFITTO”, PARLA L’AVVOCATO FINITO NELLA VICENDA

Chi abita nella casa di via della Caserma a Torre del Lago? “David Paolini”, risponde sereno l’avvocato Giunio Massa, finito nel registro degli indagati per la vicenda della vendita delle due abitazioni di Claudia Velia Carmazzi e Maddalena Semeraro scomparse dal campo di Torre del Lago oltre un anno fa. “Quando è stata venduta, la casa di via della Caserma a Torre del Lago era affittata”, ricorda: “un regolare contratto di locazione, quattro + quattro, stipulato da Maddalena Semeraro a maggio 2006 – precisa l’avvocato Massa, – tramite un’agenzia immobiliare, e registrato”. “E’ vero, Massimo Remorini mi contattò dicendomi che c’erano due donne che volevano vendere le loro case, e mi chiese se per caso fossi interessato – ammette -, e andai a parlare con Maddalena Semeraro insieme a mio fratello. Fu raggiunto un accordo, era giugno del 2006, e l’anziana donna mi disse che oltre a ricavare del denaro era interessata a fare un investimento per il nipote David Paolini. Per questo le proposi in permuta un terreno di mia proprietà, a Gualdo”. La cui cifra venne scalata dall’importo. La proprietà delle due case, una a Torre del Lago e l’altra in via Machiavelli a Viareggio, era cosi suddivisa: nuda proprietà a Maddalena Semeraro per il 50% e per il 25% ai figli David e Sabrina Paolini, usufrutto del 50% a Claudia Velia Carmazzi. “Mio fratello si mise d’accordo per il prezzo di acquisto, che è stato pagato interamente, in diverse rate, con assegni circolari e bonifici sul conto di Maddalena, oltre ad una cifra cash consegnata per tramite di Remorini.”. Un prezzo sottovalutato? “No, non credo proprio, il prezzo risulta in linea con i parametri e le valutazioni che saranno oggetto di un’attenta e scrupolosa perizia che stanno approntando i miei difensori: nell’appartamento a Torre del Lago c’era un’inquilina, anche se poi ha smesso di pagare ed è stata sfrattata per morosità, mentre tutta la famiglia Carmazzi/Semeraro, incluso il marito di Velia, Francesco Marchetti, viveva gratis in via Machiavelli, con un contratto di comodato d’uso che scadeva nel 2011”. “Velia Carmazzi mi è venuta a trovare diverse volte in studio, dopo la vendita delle due case, lamentandosi che il figlio David la faceva tribolare e non aveva voglia di lavorare. Dopo la strage ferroviaria, a fine estate del 2009, si rivolse al mio studio per sapere se poteva ottenere dei risarcimenti dalla morte della cugina. Se l’avessi truffata non si sarebbe rivolta al suo truffatore”. Dopo che l’inquilina morosa era stata sfrattata dalla casa di Torre del Lago, questa rimase sfitta per qualche tempo, “poi a ottobre del 2009 – ricorda l’avvocato Giunio Massa – fu proprio Remorini a chiedermi di alloggiarci, senza pagare affitto, David con la sua ragazza per un breve periodo”. “Il ragazzo – ed è questa la novità assoluta raccontata ieri dall’avvocato -, tra fine settembre e inizio ottobre del 2010, a pochi giorni dalla sua denuncia di scomparsa della mamma e della nonna, si presentò nel mio studio legale chiedendomi di stipulare un contratto di affitto regolare per la casa, già venduta, di via della Caserma”. E il contratto fu stipulato per quattro anni rinnovabili, a 600 euro al mese. “Venne da solo – sottolinea Massa -, firmò, andò lui stesso a registrarlo in triplice copia, pagò la tassa di registro e tornò a portarmi la ricevuta. Ho come testimoni la segretaria e due colleghi. Uno incapace di intendere e volere non credo lo avrebbe fatto. Del resto, anche al rogito delle due case, è venuto da solo dal notaio”. “La mamma e la nonna – aggiunge – erano già scomparse da agosto quando David Paolini venne da me, ma non mi disse nulla”. Giunio Massa ne venne a conoscenza dalla stampa e dalla tv, a fine novembre. “Soldi dell’affitto non ne ho mai visti, David non ha mai pagato – afferma -, ma so che vive ancora li in via della Caserma, con la sua ragazza”. Le bollette di luce, gas e acqua? “Il contratto di affitto è regolare quindi immagino che siano intestate a suo nome. Ma chi le paghi, e con quali soldi, non lo so”.

(Il Nuoco Corriere di Lucca e Versilia)

Published in: on ottobre 1, 2011 at 9:40 am  Lascia un commento  
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UN ANNO FA LA DENUNCIA DI SCOMPARSA DI VELIA CARMAZZI E MADDALENA SEMERARO

Ieri, un anno fa, David Paolini denunciava la scomparsa dal campo di via dei Lecci a Torre del Lago della mamma Claudia Velia Carmazzi e della nonna Maddalena Semeraro. Ieri, ad un anno di distanza, in quel campo ancora con i sigilli apposti a inizio di dicembre dai carabinieri di Viareggio, la roulotte, il camper e la casina in legno dove le due donne hanno vissuto per un periodo sono sommerse dalle erbacce, alte quasi tre metri. La strada, sterrata e illuminata dal sole settembrino, è silenziosa. Solo il rumore delle auto che transitano a pochi passi. Da quattro delle cinque abitazioni vicine al ribattezzato “campo degli orrori” nessuno degli abitanti, dice, ha mai sentito grida, o lamenti. Qualcuno ricorda di aver visto spesso sia Massimo Remorini che David Paolini passare col furgone, entrare nel campo, e ripartire. Qualcun altro afferma di aver visto, qualche volta, anche Velia camminare a piedi sul viottolo con il figlio. Ma tutti affermano di non aver mai sentito “strani odori”. Certo, d’intorno, ci sono tanti campi, e spesso si bruciano foglie. Ma l’odore di carne umana bruciata è diverso. Era il 28 settembre del 2010 quando l’assistente sociale Eleonora Biagini si presentò alla caserma dei carabinieri di Torre del Lago, riferendo di aver appreso da una donna della situazione di disagio di Velia e Maddalena, non seguite dal servizio sociale del comune di Viareggio, che a detta della segnalazione ricevuta vivevano rinchiuse, aggiungendo di aver saputo, sempre dalla stessa fonte, che in un giorno non meglio precisato sarebbero state udite invocazioni di aiuto da parte della più anziana. I carabinieri, ricevuta la notizia, si erano subito recati al campo, ma delle due donne non c’era traccia e per questo motivo si erano messi in contatto con il parente più vicino, il figlio e nipote David Paolini. Che a quel punto fece denuncia. Le indagini da parte della Procura sulle donne scomparse, a distanza di dodici mesi, non sono ancora chiuse, al fascicolo del Pm titolare dell’inchiesta sono arrivate da pochi giorni le investigazioni finanziarie effettuate dalle Fiamme Gialle, e si aspettano, entro due mesi, le perizie psichiatriche sul ragazzo, cosi come quelle su Raffaella Villa. Ma anche la difesa non si ferma e proseguono le indagini da parte dei legali di Massimo Remorini, e di Maria Casentini: “Per il momento stiamo acquisendo delle documentazioni che riteniamo molto interessanti – hanno precisato gli avvocati Giorgio Paolini, Carlo Di Bugno e Alessandro Bini, senza sbilanciarsi. Ma sono nell’aria nuovi colpi di scena.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Foto Raffaele Carnevale

Published in: on settembre 30, 2011 at 9:30 am  Lascia un commento  
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PINETA AL SETACCIO DA TORRE DEL LAGO A VECCHIANO, LO HANNO DECISO I PREFETTI DI LUCCA E PISA IN UN SUMMIT CONGIUNTO

Pattuglie miste delle Forze dell’Ordine setacceranno costantemente la macchia da Torre del Lago a Viareggio. Lo hanno deciso i prefetti di Lucca e Pisa, Alessio Giuffrida e Antonio de Bosis durante il vertice di ieri pomeriggio nella sala consiliare del comune di Vecchiano al quale ha partecipato anche il sindaco di Viareggio e i vertici di tutte le forze di polizia. La zona boschiva ospita infatti da mesi decine di spacciatori extracomunitari, che oltre a trafficare nell’interno si affrontano a suon di coltellate e colpi di pistola nelle zone urbane creando allarme e insicurezza. Ora che la criminalità ha alzato il tiro lo Stato prova a rispondere con forza. Negli ultimi giorni polizia e carabinieri hanno effettuato numerosi blitz, con arresti e denunce. Ma i Prefetti vogliono insistere e hanno affidato ai Questori delle due province il compito di coordinare i controlli. Per stanare gli spacciatori saranno utilizzate anche pattuglie a cavallo e unità cinofile. Con la stagione dei funghi appena iniziata la pineta si popola di anziani e famiglie con bambini, la cui incolumità è messa a rischio dalla presenza di persone violente pronte a tutto, che durante la notte sono poi solite spacciare nel centro di Torre del Lago, sulla marina e persino nella pineta di ponente. Per quanto riguarda i locali la Confesercenti ribatte alle parole del sindaco Luca Lunardini e dell’assessore Athos Pastechi: “Ci sembra sbagliata e non condivisibile la dichiarazione rilasciata dal primo cittadino in cui si ventila che la limitazione oraria ai locali della Marina di Torre del Lago potrebbe protrarsi anche per tutta la prossima stagione estiva, così come grave e fuori luogo è l’attacco dell’assessore contro alcuni titolari di locali sulla Marina, e poco consono al ruolo istituzionale che ricopre. Invece di buttare benzina sul fuoco, di denigrare imprese che hanno contribuito alla crescita del nostro territorio, sarebbe meglio che gli amministratori si dedicassero ad affrontare e risolvere i problemi, purtroppo numerosi, della nostra città”. Ma proprio sui locali sono puntati gli occhi della Procura che ha aperto due fascicoli di indagine.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia) 

“HA MINACCIATO DI MORTE SUA MADRE”, PARLA LA NIPOTE DELL’EX MARITO DI VELIA: LA GIOVANE AVEVA RILASCIATO LA SUA TESTIMONIANZA IL 9 DICEMBRE DAI CARABINIERI

David ha minacciato di morte la sua mamma, e più volte le ha ripetuto che l’avrebbe buttata fuori di casa. Al primo litigio cui ho assistito ho pensato che scherzassero, ma poi, visti i ripetuti litigi, ho capito che non si trattava di uno scherzo”. Affermazione choc quella di Jessica Marchetti, nipote del marito di Claudia Velia Carmazzi, intervistata da Il Nuovo Corriere. “Ero a casa di David Paolini in via Machiavelli – racconta la 21enne viareggina -, era il 2009, poco prima della strage di Viareggio, e iniziò un putiferio. Non ho capito bene il motivo dei litigi, ma mi spaventai e me ne andai”. La ragazza, il 9 dicembre dello scorso anno, in fase di indagini preliminari sulla vicenda della scomparsa di Claudia Velia Carmazzi e di sua madre Maddalena Semeraro dal campo di via dei Lecci a Torre del Lago, è stata sentita come persona informata sui fatti nella caserma dei carabinieri di Viareggio. Jessica è la nipote di sangue di Francesco Marchetti, il marito di Velia, e David, il figlio e nipote delle due donne, lo conosce bene. Chiamata dagli inquirenti dopo che suo zio aveva riferito ai militari dell’Arma che la nipote avrebbe visto a settembre 2010 Velia nella zona della stazione, la ragazza ha riferito di averla sì incontrata al buffet del dopo lavoro ferroviario a mangiare col figlio, ma circa un anno primo della scomparsa. “Conosco molto bene David”, ci ha detto: la ragazza si era fidanzata con un amico di David Paolini e frequentava la stessa compagnia: ”Posso confermare che è un ragazzo dal carattere difficile e facilmente irascibile. Ricordo di aver assistito a diverse risse tra lui e suoi coetanei, per futili motivi e pretestuosi motivi”. E questo sta scritto nero su bianco anche nella sua testimonianza. Jessica, da bambina, viveva a Lido di Camaiore, sulla via Italica, e la sua casa confinava con quella di Francesco Marchetti, che già all’inizio degli anni ’90, cosi ci ha raccontato, frequentava Velia: “Io e David siamo quasi cresciuti insieme, quando era piccolo veniva a casa di mio zio Francesco con la sua mamma. Si sono lasciati e ripresi tante volte, poi quando Velia si è sposata con Francesco Marchetti, lui si è trasferito e sono andata spesso a trovarli a casa loro. Tutti e tre sono anche venuti alla mia prima comunione. Mio zio adorava David, era lui che gli faceva il bagno, gli preparava la merenda, e lo portava a spasso. Come un vero padre. Poi si sono separati”. Su cosa faccia adesso David Paolini, Jessica Marchetti non sa niente. “Era il 2009, di settembre, quando lo incontrai con la madre. Lei, dopo, non l’ho più vista. E nemmeno lui, se non di sfuggita o in televisione”. Che le due donne erano scomparsa lo ha appreso dalla tv e dai giornali. “La nonna Maddalena – aggiunge – – non l’ho mai conosciuta”. A domanda rispondi, però, Jessica Marchetti, nel verbale di sommarie informazioni, ha dichiarato agli investigatori di aver frequentato in passato l’abitazione di Velia, quando la donna viveva in via Machiavelli: “Tra lei e il figlio c’era un rapporto difficile – sono state le sue parole -, e ho assistito a violenti litigi durante i quali David ha minacciato di morte la mamma dicendole di volerla buttare fuori di casa”. E questo rimane agli atti. In questa storia ancora avvolta nel mistero, per la quale la Procura non ha ancora chiuso le indagini, c’è un particolare che assilla Jessica: “Se davvero David ha visto sua madre come morta io non riesco a capire perchè non abbia chiamato il 118”.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)