L’INFERNO DELLE COMMESSE STAGIONALI . LA DENUNCIA: ” SFRUTTATE E TENUTE IN NEGOZIO OLTRE L’ORARIO RETRIBUITO”

Commesse sfruttate in passeggiata. Si lavora gratis. Succede a Viareggio, nei negozi di un noto franchising nel salotto buono della passeggiata a mare. Un abuso vero e proprio delle lavoratrici. Stagionali e non. Quasi un mobbing. L’orario da contratto è per tutte le ragazze, molte delle quali studentesse che lavorano come stagionali, fino alle 24. Ma è prassi consolidata che dopo le 24 si vada avanti. Ad oltranza. Dopo la mezzanotte non si vende, il negozio è chiuso al pubblico, ma a negozio chiuso a chiave dall’interno si fa cassa, fino a quando i conti non tornano. Si mette a posto, si pulisce e si va anche a fare il versamento alla cassa continua della vicina banca. Non si tratta di un quarto d’ora o venti minuti in più ma anche di un ora, o due. Straordinario notturno. Retribuito? No. Magari. Lo straordinario notturno nel contratto collettivo nazionale del commercio è maggiorato del 50%, ossia le ore sono pagate il doppio. Le commesse del noto franchising sono invece “ obbligate” da un non scritto ma neanche tacito accordo a lavorare “a gratis”. La sera prima del giorno dei saldi le ragazze hanno lavorato fino alle tre di notte. “Due ore ve le paghiamo come straordinario” è stato loro comunicato , “la terza no”. Poi, da quella sera, tutte le sere è diventato di routine che le ragazze escano alle una o alle due di notte, lavorando una o due ore in più sempre, e queste ore non siano conteggiate in busta paga. ” Recupero” ha sentenziato la responsabile del negozio. Responsabile che non è una dipendente ma un’associata in partecipazione. Ossia una precaria. E quando le commesse potranno recuperare le ore lavorate gratis non si sa. Anzi non si sa nemmeno se le recupereranno. Sicuramente mai. Venerdi della scorsa settimana le commesse sono dovute restare in negozio addirittura fino alle 2,20 di notte. Nessuna ha recriminato, tutte zitte e “ubbidienti” ad una situazione di fatto che più che anomala è illegale, e che per paura di essere “ cacciate” non viene denunciata. Il fatto grave e ancor più stupefacente è però quello capitato il giorno dopo ad una stagionale con contratto part time, di tipo orizzontale. Trentasei le ore settimanali in contratto, dalle 18 alle 24, con un’ ora di pausa con turni variabili a seconda delle esigenze del negozio ed un giorno di riposo. Quella sera la responsabile aveva comunicato alla commessa che sarebbe potuta andare in pausa cena dalle 20 alle 21. Per sbaglio la ragazza è uscita alle 19.59. Probabilmente l’orologio della lavoratrice non era sintonizzato con quello aziendale. Fatto sta che alla ragazza è stato contestato l’errore. Con un rimprovero verbale. Errore involontario, senza dolo, di un minuto. Solo sessanta secondi, contro le circa 17 ore lavorate gratis dalla commessa nella seconda metà del mese di luglio. Ore supplementari, che essendo il contratto part time applicato alla stagionale di tipo orizzontale, sarebbero da retribuire maggiorate del 35%. Ore in eccesso che sono stata tutte segnate in un’agenda. E ci sono anche i testimoni. Di chi la competenza di un controllo? Direzione Provinciale del Lavoro o Inps? O entrambi?

Letizia Tassinari

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