ANCORA AMBULANTI NEL PARCHEGGIO

( Foto Raffaele Carnevale )

Nonostante i ripetuti controlli e blitz congiunti effettuati dall’inizio dell’anno da parte delle Forze dell’Ordine – Polizia di Stato, Vigili Urbani e militari dell’Arma – la presenza di vu’ comprà nel parcheggio dell’Ospedale Unico “Versilia” non è scemata. Anche ieri mattina l’invasione degli extracomunitari, per la maggior parte senegalesi, non è passata inosservata agli utenti del nosocomio che hanno segnalato la situazione alla stampa. “Con la scusa di aiutare a trovare un posto dove parcheggiare la macchina – è la lamentela – tentano di vendere la loro mercanzia – fazzoletti di carta, calzini da uomo, accendini e ombrelli -, a volte anche con fare molto fastidioso”. Cosa questa che piace poco a chi si reca all’ospedale per motivi di salute e non per fare acquisti. Piu’ volte le Forze dell’Ordine, a seguito di denunce e segnalazioni, hanno messo in atto servizi straordinari di controllo del territorio, con specifica attenzione al nosocomio versiliese, proprio per porre un freno al ben noto problema dei venditori ambulanti abusivi che stazionano nel parcheggio. I controlli hanno avuto in passato effetti positivi, riscuotendo il plauso sia degli utenti che del personale sanitario ma la situazione del parcheggio dell’ospedale, dove decine e decine di venditori ambulanti, la maggior parte irregolari, chiedono di sovente anche compensi per il controllo delle auto parcheggiate è tornata uguale a prima. E c’è, temendo atti vandalici alla propria auto in caso di rifiuto dell’ “obolo”, invoca nuovi controlli.

( Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia )

Published in: on settembre 28, 2010 at 11:20 am  Lascia un commento  
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IL REGNO DEI PARCHEGGIATORI ABUSIVI, IL COMUNE PROCLAMA UN GIRO DI VITE NELLE PIAZZE MA PER ORA NON E’ CAMBIATO NULLA. UNICA NOTA POSITIVA E’ CHE FINALMENTE E’ STATA DATA UNA POTATA ALLE AIUOLE DEI GIARDINI D’AZEGLIO

A qualcosa è servito l’articolo denuncia del Nuovo Corriere, con tanto di reportage fotografico, sullo stato della piazza D’ Azeglio.

Le aiuole dei giardini, ieri mattina, erano infatti perfette. L’erba, che fino a pochi giorni fa era alta oltre un metro, è stata finalmente tagliata. Peccato solo che nonostante i divieti numerosi incivili facessero scorribandare i loro quattro zampe sull’erbetta, liberi di lasciare a giro i loro escrementi, e alcuni anziani dessero il cibo ai piccioni. Sul versante buche, e mattonelle sconnesse, i lavori per risistemare la parte asfaltata, che era letteralmente disastrata, e a rischio capitomboli per chiunque ci passasse, sono iniziati. Gli operai infatti erano regolarmente al lavoro.

E il pattume? Il comando della Polizia Municipale, giorni addietro, aveva fatto sapere di operazioni sul territorio cittadino da parte di pattuglie impegnate in sopralluoghi e appostamenti per il contrasto all’abbandono di rifiuti – 20 turni di servizio per il contrasto all’abbandono di rifiuti, anche col personale SEA, e 38 verbali elevati – , ma anche i cittadini ci hanno messo del suo, predisponendo ad un angolo della piazza un cartello con su scritto “ I cassonetti della spazzatura sono a 50 metri più avanti, diamo il buono esempio, grazie”. Un buon consiglio, e di rifiuti ammassati in terra, per fortuna, almeno ieri a mezzogiorno e mezzo, non ce n’era manco l’ombra!

Di vù comprà che stazionano nei parcheggi a pagamento, sia in piazza Nieri e Paolini che nelle due piazze che affacciano sui viali a mare, Mazzini e D’Azeglio, per aiutare gli automobilisti a trovare un posto, e poi gli offrono la loro merce, invece ce n’erano a volontà. Un comunicato arrivato dagli uffici comunali informava che da qualche giorno era iniziata “la sorveglianza per combattere il fenomeno dei parcheggiatori ‘improvvisati’”. Ieri mattina, giorno di mercato settimanale, pioveva a dirotto, e di venditori di ombrelli, parcheggiatori “provetti”, ne abbiamo incontrati a bizzeffe.

I click lo dimostrano e tre di loro si sono persino fatti fotografare in posa, sorridendo!.

Letizia Tassinari


Published in: on Mag 7, 2010 at 3:40 pm  Lascia un commento  
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BLITZ DEI VIGILI URBANI IN PASSEGGIATA

Erano li dalle 22 i quattro vu’ comprà. Ragazzi molto giovani, tutti volti nuovi. Ormai i “soliti” si conoscono. Vendono la loro merce in passeggiata, in genere nel tratto tra il bar Sommariva e il negozio di occhiali di Ruffo e nel tratto vicino all’ Orologio, oppure sul molo. Da sempre, o comunque da tanto tempo. I nuovi arrivati invece, sabato sera, avevano steso il loro telo bianco davanti al negozio della Guess. Dalle 22, o poco più, in passeggiata c’erano anche i vigili. Alcuni in bicicletta, a fare le ronde, altri con l’auto di servizio, che stazionavano nei punti “nevralgici”.

Poi a mezzanotte e quaranta è scattato il blitz e la passeggiata è diventata un Far West.

.... 850Un’auto dei vigili urbani è letteralmente piombata su uno dei teli bianchi, quello sul quale un dei quattro venditori abusivi aveva steso una decina di giubbotti invernali, tipo piumino, con il cappuccio con la pelliccia. In tre sono riusciti a scappare tra la folla, raccattando in fretta e furia borse e cinture, mentre uno ha cercato di resistere venendo a contatto con un agente della polizia municipale.

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VU COMPRA’ IN PASSEGGIATA E SUL MOLO, NONOSTANTE I CONTROLLI E L’ORDINANZA

L’ Ordinanza antiborsoni, firmata dal sindaco Luca Lunardini pochi giorni fa, e già in vigore, con i controlli da parte dei Vigili Urbani appiedati, sembra non avere il successo auspicato Nel fine settimana pasquale  poco è infatti cambiato, rispetto allo scorso anno.

varie-letizia-43081varie-letizia-4319varie-letizia-4320varie-letizia-4324Di vu comprà la passeggiata era come al solito piena. Tutti al loro posto di lavoro, come sempre. Borse, cinture, occhiali e giocattoli sono stati venduti per tutta la mattina e solo nel tratto da piazza Mazzini al bar Sommariva di venditori abusivi ce n’erano oltre quindici . Nessun borsone “ispezionato” e nessun sequestro di merce contraffatta. Al passaggio della Polizia Municipale, il solito “fuggi fuggi” e il solito rientro alla base.

Stesse scene anche sul molo.

varie-letizia-4345varie-letizia-4347varie-letizia-4348varie-letizia-4352varie-letizia-4354varie-letizia-4356varie-letizia-4357Dove i venditori, una trentina, passato il pericolo del passaggio di due vigilesse di ronda, dopo essersi “dispersi sull’arenile, sono tornati a stendere e a vendere la loro mercanzia, come se nulla fosse.

“Rispetto a prima il numero dei vu’ comprà è calato – ha affermato il primo cittadino contattato per telefono intorno all’ora di pranzo. “Ero anche io a passeggio ed ho telefonato al comandante Strippoli perchè provvedesse a fare intervenire le pattuglie”. Pattuglie che erano comunque presenti anche durante la mattina ma il “problema”, se di problema si tratta, è a monte. “E non è un’ ordinanza ad eliminarlo – come hanno affermato i titolari dei molti negozi della passeggiata e i turisti a spasso lungo il canale.

varie-letizia-4282Chi nell’ultimo fine settimana non vendeva le griffes contraffatte ha  comunque sbarcato il lunario improvvisandosi parcheggiatore.

Nel pomeriggio invece gli agenti della Polizia Municipale sono passati all’attacco, sequestrando merce contraffatta, un centinaio di pezzi, a sette senegalesi. Uno di loro, sprovvisto di documenti, è stato portato al Commissariato per l’identificazione.

COMMERCIO ABUSIVO: “LE ORDINANZE SONO ILLEGITTIME”

I controlli anti commercio abusivo si sono svolti domenica su tutta la costa. La polizia municipale di Viareggio ha sequestrato qualche centinaio di paia di occhiali con griffe contraffatte e quaranta paia di calzini ad una decina di senegalesi che vendevano la loro merce in passeggiata. Non è stato necessario alcun inseguimento, i vù comprà infatti alla vista dei vigili urbani si sono dileguati lasciando la merce per terra. Al sequestro amministrativo non è seguita nessuna denuncia penale. La polizia municipale di Forte dei Marmi, supportata dagli agenti del Commissariato di Forte dei Marmi, ha invece sequestrato sulla spiaggia dieci borse, due portafogli e tre cinture a un senegalese che cercava di vendere la merce ai tanti turisti che grazie alla bella giornata di sole erano andati al mare per la prima tintarella. Anche in questo caso il venditore di colore è scappato, ma non è stato né inseguito né perseguito. La notizia dell’ ordinanza anti commercio abusivo, quella che se entrerà in vigore nel comune di Viareggio, permetterà alla polizia municipale di perquisire i borsoni prima che la merce venga “stesa”sull’asfalto, forse ha già iniziato a dare i suoi effetti, anche se è ancora in fase di studio, visto che nella giornata di domenica non erano in molti a vendere prodotti contraffatti, ma allo stesso tempo, ha suscitato alcune perplessità in Franco Carletti, magistrato di Cassazione ed ex pretore di Pietrasanta. “Le ordinanze emesse a tal proposito da molti sindaci appaiono gravemente illegittime e mi meraviglio che non abbiano trovato finora alcun contrasto”.La prima osservazione del giudice Carletti riguarda gli illeciti connessi con tale commercio: “pur ammesso che il loro accertamento rientri nelle competenze delle polizie municipali, i neri non sono i soli e non piovono dal cielo”. “Non mi risulta – prosegue il magistrato di cassazione – che qualche corpo di polizia, non i vigili urbani, non i Carabinieri, non la Polizia di Stato, eccetto la Guardia di Finanza, abbia mai fatto indagini per risalire dagli ambulanti alla fonte della merce contraffatta, così come non mi risulta che i Vigili Urbani abbiano mai vantato tra le loro benemerenze quella di averne troncato la produzione o la messa in commercio, da soli o con la collaborazione di altri corpi di polizia”. “Forse all’origine della merce ci sono, direttamente o indirettamente, le stesse ditte che lamentano la contraffazione del proprio marchio o loro dipendenti, e per questo non conviene denunciare?”. A monte dei blitz anti commercio abusivo ci sarebbero le crescenti lamentele di cittadini, di turisti, di commercianti e di associazioni. Facciamo presente: “Mi piacerebbe leggere o ascoltare qualcuna di tali richieste e lamentele, mi piacerebbe sapere se proprio esse non contengano quelle minacce alla sicurezza urbana e all’incolumità pubblica, di cui i Sindaci si fanno carico”. Detta chiaramente e fuori dalle righe secondo Carletti “la preoccupazione per l’ordine pubblico mi sembra un po’ pelosa, non solo perché fa appello a richieste e rimostranze di cui non vi è traccia da nessuna parte, ma anche perché non risulta che dal commercio, certamente abusivo, di borse contraffatte, sia in concreto mai derivato alcun pericolo alla sicurezza urbana e alla incolumità pubblica” e per il magistrato, a questo punto, “dovrebbero essere le stesse ditte produttrici della merce autentica a organizzare loro stesse qualche ronda, non lasciando che se ne facciano carico i soli Vigili Urbani”. Quello su cui Carletti punta il dito è che “se dal commercio ambulante di merce contraffatta deriva pericolo all’ordine pubblico, molto maggior pericolo, in numero e gravità , deriva dalla caccia all’uomo che obbliga gli ambulanti a gettare la merce per la strada ed a fuggire precipitosamente, ogni volta essi adocchino una squadra di vigili in perlustrazione”. Dalle considerazioni fatte da chi vanta un’esperienza giudiziaria ormai vecchia di anni la conclusione è che “le ordinanze sono emesse da organi assolutamente incompetenti come i Comandanti delle polizie amministrative”. Partendo dal fatto che vendere oggetti contraffatti è reato, pretendere la consegna della merce è “una persecuzione a contenuto razzista/commerciale”: “ un reato va accertato, anche a carico dei fabbricanti e fornitori bianchi”. Perchè questo non viene mai fatto?, si chiede Carletti: “L’illecito è sempre e solo dei neri? forse perchè i bianchi non provocano un diretto pericolo al traffico?”.


ORDINANZA ANTI BORSONI, ALLO STUDIO IL TESTO SU MANDATO DEL SINDACO

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Ordinanza anti vu comprà a Viareggio. E’ quanto il sindaco Luca Lunardini, due giorni fa, ha chiesto di predisporre contro l’abusivismo commerciale, incaricando il nuovo comandante della Polizia Muncipale Vincenzo Strippoli di predisporne il testo.

varie-letizia-44481“Ancora non è emanata – ha riferito il comandante dei Vigili Urbani -, sono ora nella fase di studio”. I modelli da prendere ad esempio sono le ordinanze, già “in funzione”, del comune di Venezia e di quello di Pisa. Anche se il modello principe che farà da musa ispiratrice all’ordinanza viareggina pare sarà quello del sindaco pisano Marco Filippeschi. La richiesta del sindaco Lunardini sembra che scaturisca dalle crescenti richieste, e lamentele, di cittadini, di turisti, di commercianti e di associazioni e il fine dell’ordinanza sarebbe la tutela della sicurezza urbana e dell’incolumità pubblica. Il mezzo per assicurarle, se l’ordinanza verrà fatta e poi applicata, sarà il divieto di trasportare sulle pubbliche vie i borsoni, o comunque i contenitori, dove dentro i vu’comprà tengono la loro mercanzia contraffatta la cui vendita è illegale. “L’attività contro l’abusivismo commerciale, da parte nostra come da parte di tutte le forze dell’ordine rimane intensa – precisa il comandante Strippoli. Con l’ordinanza che porterà la firma del sindaco viareggino, previo parere del Prefetto di Lucca, si cercherà di sferrare un duro colpo ai venditori di merce contraffatta e a tutti coloro che vendono senza avere la licenza, sia nella zone dei mercati rionali che sulla passeggiata. Fermi restando i blitz a sorpresa, come quelli effettuati dalla Polizia Municipale anche durante la giornata di domenica scorsa, sia nella mattina che nel pomeriggio. “Pasqua è vicina, e l’intensificazione dei controlli è garantita”. Forse per quella data potrebbe entrare in vigore anche l’ordinanza che permetterà ai vigili di “ispezionare” il contenuto dei borsoni dei ragazzi di colore che arrivano a Viareggio per vendere. Ma con che criterio verranno fermate le persone e “perquisite” le loro borse? “ Secondo circostanze di tempo e di luogo”, è stata la risposta del comandante Strippoli. Verranno cioè controllati coloro che stazionano con i borsoni nei luoghi abituali di commercio abusivo. Sull’argomento abbiamo interpellato alcuni esperti della legge, secondo i quali “per fermare una qualsiasi persona e farsi aprire una borsa per controllarne il contenuto, anche se la persona si trova ferma in un luogo di abituale commercio abusivo, è possibile solo se si ha la certezza del pericolo di imminenza di reato. Ma in questo caso, il borsone, e il luogo, sono solo indizi ”. Se poi si andassero a perquisire solo i borsoni delle persone di colore, “ questo sarebbe razzismo”. “Le indagini vanno a fatte alla fonte, per colpire chi produce e si arricchisce, non i vu’ comprà, che sono solo vittime della criminalità organizzata il cui colore della pelle è prevalentemente bianco”. La polizia municipale ha poteri territorialmente circoscritti, e certe indagini, che potrebbero portare anche fuori regione, non le possono fare. “ Ma chi ha poteri di indagine più estese può colpire duramente i veri responsabili, come hanno fatto le Fiamme Gialle”. Fermare il mercato degli acquisti di griffe contraffatte non è poi semplice: regola elementare di politica economica è che finchè ci sarà domanda ci sarà anche l’offerta. “Perchè allora non iniziare a multare gli acquirenti?”.

Letizia Tassinari

SEQUESTRI DI BOMBOLETTE, INTERROGAZIONE DI PATERNI

Prende spunto da una trasmissione televisiva di Canale 39 l’interrogazione al sindaco Lunardini presentata dl consigliere del Pd Franco Paterni. Durante la diretta dopo il primo corso mascherato un telespettatore pose una domanda agli ospiti del programma circa l’impiego dei volontari dell’Associazione Combattenti e Reduci dell’Arma dei Carabinieri nel circuito del Carnevale. Secondo la risposta che fu data dal consigliere di maggioranza Alessandro Santini, capogruppo del Pdl i volontari avevano di fatto svolto compiti riservati alla polizia municipale e alle Forze dell’Ordine, “sequestrando grosse quantità di merce, tra bombolette spray e coriandoli, a venditori abusivi”. Alla trasmissione era presente anche Renzo Pieraccini, che oltre che consigliere di maggioranza riveste anche il ruolo di rappresentante della Fondazione Carnevale, che a quanto riportato nell’interrogazione comunale, non avrebbe dissentito da quanto dichiarato da Santini. Ad una seconda trasmissione di Canale 39, sempre in diretta, un cittadino ha portato la sua testimonianza riferendo di aver assistito a comportamenti poco consoni da parte dei volontari: “blocco fisico dei venditori abusivi, fino all’arrivo dei vigili urbani, che non hanno sequestrato la merce ma invitato i presenti a prenderne possesso”. Secondo il telespettatore i vigili urbani sarebbero arrivati “scarnevalando sul posto a bordo delle moto da spiaggia, attraversando e danneggiando le aiuole”. “ E’ a conoscenza di questa sinergia di interventi il comandante Vincenzo Strippoli?”. A chiederselo è Paterni e tutta l’opposizione.

“DROIT DE REPONSE D’UN VU COMPRA'”E IL COMMENTO DEL PARTITO DEMOCRATICO

“Droit de reponse d’un vu comprà”. ” Sono venuto da lontano, oltre diecimila chilometri, perchè pensavo di trovare condizioni migliori di vita rispetto al mio paese”. Il lavoro è sicuramente la ragione principale per cui si emigra da una nazione come il Senegal. Mohamed, il nome è di fantasia, è laureato in Matematica e Scienze, ha trent’anni. In Senegal ha lasciato una madre, casalinga, un padre che lavorava in un’azienda agricola e alcuni fratelli. Il più piccolo ha 19 anni, frequenta il liceo,e il prossimo anno si iscriverà all’Università. E’ a loro che Mohamed manda il denaro guadagnato a vendere borse in passeggiata, per non farli morire di fame. Il “nostro” vu comprà vive in Italia da quattro anni, parla tre lingue, il senegalese e il francese alla perfezione. L’ italiano lo ha imparato in Toscana. ” Lo so che la vendita dei prodotti contraffatti è illegale. Sono incensurato, ma non ho documenti e altro non posso fare. Qualcuno mi ha offerto di spacciare, avrei guadagnato molto di più che a vendere borse, ma non lo farei mai”. Mohamed non fuma, non beve e non si droga. E’ molto credente, e praticante. ” Per evitare di finire nella delinquenza ho deciso di vendere borse, provvisoriamente. In attesa di regolarizzare la mia posizione”. Ama l’Italia, che lo ha accolto, e all’ultima sanatoria ha provato a mettersi in regola, ma è rimasto fuori. In Italia oltre il 50% dei Senegalesi che oggi ha i documenti ha iniziato come clandestino, e con la vendita. “Oggi quei senegalesi sono diventati mano d’opera importante per l’economia italiana. Molti media parlano di noi come ignoranti, ma la maggior parte di noi è laureata. Tanti ci diffamano come persone pericolose, ma è falso”. Le statistiche parlano chiaro: nelle carceri nazionali di senegalesi ce ne sono pochi. Contro lo straniero si tende a fare di tutta l’erba un fascio. ” Questa campagna contro di noi è facilitata dal nostro silenzio. Per questo motivo ho deciso di parlare, non solo a nome mio ma anche a nome di tutti i miei fratelli. Essere clandestini non deve essere un handicapp per esprimersi”. Il diritto di espressione esiste, siamo in uno stato di diritto. ” Rispetto tutte le leggi italiane, vorrei rispettare anche quella che vieta il commercio della merce contraffatta. Per questo lancio un appello al sindaco di Viareggio, a quelli dei comuni limitrofi ma soprattutto ai politici nazionali: investite in Senegal, in aziende che assumano senagalesi.”. Il messaggio è rivolto anche ai signori Gucci, Loius Vitton e Dolce e Gabbana: ” In Senegal abbiamo tutti lasciato il cuore e siamo pronti a lasciare l’Italia e tornare nel nostro paese. Per lavorare”. “L’intervento di due sere fa, di nuovo nei confronti dei venditori ambulanti abusivi, ha messo a repentaglio l’incolumità di quanti si erano recati in passeggiata” . Inizia così il commento a caldo del segretario del Partito Democratico Giovanni Giannerini.“Per fortuna non è accaduto nulla. Questa volta. Ma le prossime?”. “ Insisto – prosegue Giannerini – non è con azioni dimostrative che si risolve il problema. L’obiettivo della giunta deve essere quello di collaborare con le Forze dell’Ordine per individuare i magazzini di rifornimento e stroncare alla radice il giro di criminalità organizzata italiana”. Non invoca tolleranza, il politico del Pd, ma ragionevolezza. Tra gli abusivi ci sono intelligenze e necessità emigrate per le condizioni di vita marginale alle quali sono costretti. “ Un comune non può risolvere problemi difficili anche per i Governi, ma il dialogo con i venditori per la ricerca di soluzioni di convivenza e l’assistenza per favorirne la regolarizzazione sono le linee di comportamento più adeguato. Spaventare cittadini e turisti con inseguimenti in passeggiata è lesivo dell’immagine della città e del turismo, e inumano nei confronti di cittadini di Paesi colonizzati e sfruttati”

Letizia Tassinari

BLITZ IN PASSEGGIATA, I VU COMPRA’ SI RIBELLANO. UN ARRESTO

Passeggiata. Venerdi 29 agosto. Ore ventitre. Nuova operazione anti commercio abusivo. Non come quella di venerdi della scorsa settimana. Ad operare due sere fa non c’erano le polizie municipali dei quattro comuni versiliesi di Viareggio, Camaiore, Pietrasanta e Forte dei Marmi. Il blitz congiunto è stato effettuato dai Vigili Urbani di Viareggio unitamente ai Carabinieri del reparto Motovedetta, coordinati dal maresciallo Alessandro Bugari. Tutti in borghese. Zona dell’intervento interforze la passeggiata, nel tratto di fronte al Cinema Teatro Eden.

Circa duecento sono i pezzi contraffatti sequestrati, tra borse, portafogli, cinture e targhette Prada, Louis Vitton, Gucci ed altre note griffes, a circa una decina di ragazzi senegalesi. Attimi di panico. Questa volta l’operazione anti – abusivismo non è filata liscia come la scorsa settimana. Due sere fa qualcosa non ha funzionato. O meglio, c’è stato l’imprevisto. Temuto e annunciato sulla stampa per bocca sia di Milziade Caprili di Sinistra Arcobaleno che Giovanni Giannerini del Partito Democratico. Qualche “vu comprà” si è “ribellato” e l’incolumità sia dei vigili urbani che dei carabinieri, che sono stati inseguiti, minacciati ed aggrediti, come quella di chi era sul viale pedonale, sulla pista ciclabile e sul lungomare è stata messa a rischio. In un solo attimo, lo scompiglio. I senegalesi hanno cercato di difendere e di riprendersi la loro merce, che i carabinieri in borghese avevano “ cinturato”. L’ “assalto” è poi continuato anche alle auto di servizio della Polizia Municipale che nel frattempo erano sopraggiunte per caricare i sacchi di merce contraffatta sequestrata e portarli al Comando. Per placare la situazione è stato necessario l’intervento di rinforzi. E, a distanza di pochi minuti, sul lungomare, sono sfrecciate a sirene spiegate, in direzione nord sud, dall’Orologio verso il molo, tre macchine. Due volanti del Commissariato di Polizia di Viareggio, coordinato dal primo dirigente dottor Leopolodo Laricchia, e una pattuglia dei Carabinieri dei reparti speciali della Cio, Compagnia di Intervento Operativo. Un senegalese, quello che più degli altri ha provocato il parapiglia, è scappato, cercando un varco tra la folla e attraversando di corsa la strada in direzione dei giardini dell’ antistante piazza D’ Azeglio. All’inseguimento dell’uomo si sono messe tutte e tre le auto. Fino a quando due agenti di una volante della Polizia lo hanno bloccato, placcato, ammanettato e consegnato ai Carabinieri, che lo hanno accompagnato in caserma. Arrestato per minacce, lesioni e resistenza a pubblico ufficiale, Bailo Jailo, senegalese di 21 anni, incensurato ma clandestino in Italia, ha passato la notte in cella ed è stato processato ieri mattina al tribunale di Viareggio. Il giudice monocratico, dottoressa Nidia Genovese, ha convalidato l’arresto con la misura cautelare in carcere ed emesso il nulla osta all’espulsione. Il legale, avvocato Aldo Lasagna, ha chiesto termini a difesa e il processo è stato aggiornato al prossimo 3 settembre

Letizia Tassinari

ABUSIVISMO COMMERCIALE, LA TESTIMONIANZA: PARLANO I VENDITORI SFRUTTATI.

Immigrazione clandestina. Ossia ingresso non autorizzato di cittadini di altri stati nel territorio di un altro stato. Ma chi sono gli immigrati? Esseri umani, innanzi tutto. Mossi dalla ricerca di condizioni di vita migliori perché spesso i Paesi di provenienza sono poveri oppure in quei Paesi non vengono rispettati i diritti civili, L’immigrazione clandestina, così come quella regolare, è un fenomeno di cui sono oggetto generalmente i Paesi più ricchi. Dopo il blitz dei vigili urbani di due sere fa quei venti senegalesi sono rimasti in passeggiata. Li abbiamo avvicinati e abbiamo parlato con loro. Tanti sono molto giovani, poco più che ventenni. Qualcuno è più ” vecchio”, ed anche laureato. Non temono di essere intervistati. Anzi vogliono parlare. Alle loro spalle tanta folla, tutta quella che proprio prima della undici era in passeggiata in una sera di fine agosto e che ha assistito al blitz. Era composto da 29 agenti il commando dei vigili urbani che ha fatto piazza pulita di borse e cinture e altra merce contraffatta ai circa venti senegalesi che stavano vendendo davanti al chiuso Caffè Ristorante Margherita. ” Siamo persone che hanno messo a rischio la propria vita per venire in Italia, viaggiando in condizioni disumane, per cercare lavoro – ci dicono. Quasi tutti sono senza documenti, e clandestini lo sono da anni. ” Non mi piace questo lavoro – ci dice ” Said”, 27 anni, laureato, in Italia da quattro anni. Non riesco ad ottenere né i documenti né un lavoro. Vendo borse, lo so che non si può. Ma non trovo altro. E ogni mese devo pagare l’affitto di casa e mandare soldi alla famiglia, nel mio paese. Poi devo mangiare”. La sua voce è triste, come quella degli altri vu comprà, quasi rassegnati al loro destino di clandestini. Nel parlarci Said sembra un ragazzo onesto. Gli immigrati clandestini seguono vie illegali per raggiungere il paese di destinazione, e si affidano molto spesso a malavitosi che sono indicati come schiavisti che gestiscono vere e proprie tratte degli esseri umani. Il viaggio in Italia di Said è stato come quello di tutti gli altri. Il viaggio della speranza. Speranza di una nuova vita, che una volta arrivati muore. Essendo entrati illegalmente, i clandestini non possono entrare nel mondo del lavoro, quello ufficiale. ” Non ho mai rubato né spacciato – ci racconta “Rais”, un suo connazionale. “Vivo a Pisa da mio fratello, vengo a Viareggio per vendere”. Il fratello vive in Italia da circa 10 anni e lavora in una conceria. ” Mi piacerebbe trovare un lavoro come il suo, ma non lo trovo. Nell’azienda dove lavora mio fratello non c’è posto”. Ma Rais, come tutti deve mangiare, per sopravvivere. E’ bello come un sole nero, con un fisico da dio greco. Potrebbe fare il modello. Ma non ha documenti e non può. Pur di non tornare nel suo paese, vende borse contraffatte e rischia ogni momento di essere arrestato ed espulso perchè clandestino. Le borse i vu comprà le pagano in anticipo, 20 o 30 euro. A Said e a Rais ne hanno sequestrate rispettivamente 10 e 35. Domani per lavorare le ricompreranno di nuovo. Dove e da chi? “A Pisa e a Firenze. Da un italiano. Basta una telefonata sul cellulare, un appuntamento e la consegna avviene in una strada”. I due vu comprà, e anche i loro colleghi di lavoro, non vanno a rifornirsi in un magazzino. E’ un italiano con documenti regolari, che gliele consegna con la sua auto. Arricchendosi.

Letizia Tassinari